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Continua a crescere l’interesse per gli audiolibri in Italia: nel 2026 gli ascoltatori raggiungono quota 11,6 milioni (+2% sull’anno precedente), consolidando un trend che negli ultimi cinque anni segna un +16%. È quanto emerge dalla ricerca di NielsenIQ per Audible, che monitora abitudini e preferenze del pubblico italiano.
L’ascolto si conferma un’abitudine sempre più diffusa: una sessione media dura 27 minuti, con una frequenza di due volte al mese. Il 28% degli utenti ascolta almeno una volta a settimana, superando chi lo fa mensilmente (22%). Gli audiolibri si affermano come alternativa agli schermi per rilassarsi (45%) e come soluzione per fruire contenuti anche mentre si svolgono altre attività (58%).
Le donne Gen Z e Millennials guidano gli ascolti
Gli audiolibri coinvolgono trasversalmente il pubblico, ma i cosiddetti heavy user sono soprattutto donne Gen Z e Millennials (25-34 anni), provenienti in lieve maggioranza dalle regioni del Sud Italia, che rappresentano la fascia più attiva e fidelizzata.

Libri e audiolibri: un rapporto complementare
Si rafforza il legame tra lettura e ascolto: il 56% degli utenti ha ascoltato un libro già letto, mentre il 50% ha fatto il percorso inverso. Non solo: il 52% dichiara di aver acquistato almeno un titolo dopo averlo ascoltato. Gli audiolibri si confermano anche uno strumento di scoperta: il 39% li utilizza per conoscere nuovi autori o restare aggiornato sulle novità editoriali, mentre il 43% li considera utili per accedere a contenuti nella propria lingua quando si è all’estero.

Vincono fantasy, thriller e universi narrativi espansi
Il genere resta il principale driver di scelta (60%), insieme alla tematica (61%). Sul podio si posizionano fantascienza e fantasy (28%), seguiti da thriller (26%) e narrativa letteraria (25%). Cresce inoltre l’interesse per contenuti legati a universi narrativi già noti: sequel, prequel e spin-off di film e serie TV attraggono quasi un quarto degli ascoltatori. In particolare, piacciono le storie che sviluppano nuove trame dei personaggi principali (61%) o approfondiscono quelli secondari (39%).