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Festa del Cinema di Roma: il cinema che prende tutto e arriva in tutta la città

La rassegna andrà in scena dal 13 al 25 ottobre. Tra i film più attesi The Debut, Elsinore, Le Fantôme De L’opéra, I Play Rocky e Klara And The Sun. Ma ci sono anche tutti i migliori film di Cannes. Jovanotti e Morgan saranno gli ospiti musicali

Javier Bardem, Julianne Moore, Paul Giamatti Andrew Scott, Olivia Colman, Deva Cassel, Jenna Ortega, Naomi Watts, Kim Kardashian, Sarah Paulson, Paul Bettany, Anthony Ippolito e molti altri. Ci saranno finalmente tanti divi alla Festa del Cinema di Roma di quest’anno. Ci saranno anche tanti film, 150, forse troppi. L’idea che ci siamo fatti della kermesse romana da qualche anno è che sia un ‘festival pigliatutti’, un po’ come erano un tempo i ‘partiti pigliatutti’ teorizzati in sociologia politica. Ci sembra, insomma, che la Festa del Cinema di Roma tenda a portare a bordo un po’ tutto quello che può. A molti può sembrare un difetto. Invece è proprio la missione della Festa di Roma, come ha spiegato Salvo Nastasi, Presidente della Fondazione Cinema per Roma. “Il ruolo dei festival non è quello di orientare” ha spiegato. “Noi dobbiamo cercare di dare al pubblico più scelte possibili. Degli oltre 100mila spettatori della scorsa edizione, il 60% per cento sono ragazzi. E noi cerchiamo di offrire, non orientare”. È anche per questo che alla Festa di Roma ci sono così tante proposte. E in questo ha anche vita facile: non essendo tra i grandi festival mondiali competitivi, come Cannes, Venezia e Berlino (anche se, da qualche anno, c’è di nuovo un concorso), può permettersi di non essere legata esclusivamente alle prime mondiali. E quindi proporre anche molti film che sono stati presentati ad altri festival. Si è infatti inventata la sezione Best Of, che quest’anno ha pescato in maniera copiosa dal Festival di Cannes. È da qui che arriveranno El Ser Querido di Rodrigo Sorogoyen, con Javier Bardem, che riceverà il Premio alla Carriera, La bola negra di Los Javis, la Palma d’Oro Fjord di Cristian Mungiu, Minotaur, Father di Pavel Pawlikowski. Una piccola Croisette sul Tevere, potremmo dire. Non saremo quindi i primi al mondo a vederli, ma vedremo questi grandi film e ci godremo i divi. Ma con il fatto che siano stati già presentati altrove, è più facile avere a un festival i film e le star? “Tanto facile non è averli” risponde la Direttrice Artistica Paola Malanga. “Per questo ringrazio i distributori internazionali che hanno una crescente fiducia nella Festa di Roma: considerano Roma una tappa importante”. Non ci sarà neanche qui, dopo Venezia, Artificial di Luca Guadagnino su Open AI. “Artificial ha un’altra strategy di lancio, come si dice in gergo” risponde la direttrice. “E non lo abbiamo potuto prendere in considerazione”.

La Festa abbraccia la città

Se la prima missione della Festa è una grande offerta, e qui ci siamo, ce n’è un’altra che è ormai compiuta. “Il Sindaco Gualtieri ci aveva chiesto una Festa sempre più metropolitana, sempre più diffusa nelle città” racconta Nastasi. “Non è una mossa per aumentare gli spettatori. Ma la Festa del Cinema è una grande festa per tutta la città, una festa che abbraccia Roma. Abbiamo più luoghi e diamo più posti agli spettatori dove vedere i film”. Sono molti: Auditorium Parco della Musica, Casa del Cinema, MAXXI, Teatro Alberto Sordi, Cinema Giulio, Cesare, Teatro Palladium, Museo nazionale di Castel Sant’Angelo, Teatro Ateneo La Sapienza, Terminal 1 dell’Aeroporto di Roma Fiumicino Leonardo da Vinci, Policlinico Gemelli, le carceri di Regina Coeli e di Latina. E non dimentichiamo la bellissima esperienza che ha portato il cinema in molte arene estive qualche mese fa.

Lo sguardo femminile è irrinunciabile

C’è, come si usa Roma, molto cinema italiano. “Sono tra quelli che pensa che il cinema italiano sia cinema di qualità” commenta il Presidente della Fondazione. Non sono tra quelli che parlano male del cinema italiano. La selezione di Paola Malanga conferma che il cinema italiano è un cinema forte, molto presente e molto vivo”. Ci sono, finalmente, dopo la polemica di Venezia, molte donne alla regia. “Ci sono, non ancora in una percentuale che vorremmo” commenta Paola Malanga. “A Roma ci sono sempre state: Paola Cortellesi ha aperto e debuttato proprio qui. Ma ci sono anche molte donne protagoniste nei film di registi maschi. Quello femminile per me è uno sguardo irrinunciabile”. Con l’occasione è stata annunciata una collaborazione con La Casa Internazionale delle Donne.

Grand Public

È da questa sezione, quella che una volta si chiamava Premiere, che vengono i film più attesi. E, di conseguenza, le star internazionali. Sono molto attesi The Debut di Jesse Eisenberg con Julianne Moore e Paul Giamatti, Elsinore di Simon Stone, con Andrew Scott e Olivia Colman, e Le Fantôme De L’opéra di Alexandre Castagnetti, con Deva Cassel e Romain Duris, sono tutti e tre degli affascinanti film che portano il cinema nel teatro. È pura storia del cinema, invece, I Play Rocky di Peter Farrelly, con Anthony Ippolito che impersona Sylvester Stallone nel film che racconta gli inizi della sua carriera e il making of di Rocky. Jenna Ortega è la protagonista di Klara And The Sun di Taika Waititi, storia di un personaggio artificiale che diventa importante per la vita di una ragazza. Attenzione a Geister (Ghost Song) di Fatih Akin, uno dei migliori registi tedeschi, con una storia d’amore in bianco e nero ambientata ad Amburgo, e ad A Talent For Murder di Anton Corbijn, con Helen Mirren nei panni della scrittrice Patricia Highsmith. Me, You è il nuovo film di Billie August. Sono tanti anche i film italiani in questa sezione. Il rumore delle cose nuove di Paolo Genovese, film d’apertura, Se domani non torno di Paola Ranidi, Je so’ pazzo con Massimiliano Caiazzo nei panni di Piino Daniele, È andata così di Gianni Zanasi, con Michele Riondino e Valerio Mastandrea, Il ministero dell’Amore di Ciarrapico e Vendruscolo, il nuovo film di Daniele Luchetti, Noi un po’ meglio. Scommettiamo a occhi chiusi su Il profilo dell’altra di Francesco Bruni con Pilar Fogliati e Ginevra Francesconi. Ci saranno anche La sera a Roma di Enrico Vanzina con Massimo Ghini, Carlo Buccirosso e Martina Stella, Un tranquillo funerale in famiglia di Massimiliano Bruno, Le rose di Marrakech di Ginevra Elkann e Desiderio di Michela Cescon. Vi parliamo anche di un po’ di musica. Tra le Proiezioni Speciali ci sono Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti di Dario Zonta e Carlo Zoratti e Non importa dove di Carlo Zoratti dedicato a Morgan.

Il concorso

Sono 18 i film in concorso, 3 italiani e 6 di registe donne. Brianza di Simone Catania, parla famiglia dedita alle armi. Ceniza En La Boca (Ashes) di Diego Luna è una storia di migrazione femminile dal Messico alla Spagna. Closure di Michal Marczak è un documentario su un giovane suicida nella Vistola, in Polonia. Congo Boy di Rafiki Fariala è la storia di un giovane aspirante rapper. Dua di Blerta Basholli, dal Kosovo, è ambientato negli anni Novanta, ai tempi delle tensioni tra albanesi e serbi, preludio guerra che arriverà. Eurotrash di Frauke Finsterwalder con Barbara Sukowa è la storia di un figlio e una madre che attraversano la Svizzera e l’Europa che fugge da se stessa. Gæsten (The Guest) di Mads Mengel, viene dalla Danimarca ed è un dramma familiare con a grande Trine Dyrholm. Giorni Felici di Susanna Nicchiarelli con Carlotta Gamba è tratto dalla graphic novel di Zuzu ed è una storia di crescita. I Love Boosters di Boots Riley la risposta irriverente e politica a Il Diavolo veste Prada con Demi Moore. I See Building Fall Like Lightning di Clio Barnard racconta la working class di Birmingham. The Life And Deaths Of Wilson Shedd di Tim Bake Nelson vede Amanda Seyfred nei panni di un’insegnante in una classe di detenuti. Mustang di Kasia Smutniak inizia nel 2003, quando lei e Pietro Taricone partono per il deserto del Mustang e decidono di tornare per costruire una scuola. Sarà lei a tornare. Sants di Mikel Guerrea ci porta a Barcellona con Victoria Luengo, la protagonista di Amarga Navidad di Almodovar, che torna a casa per assistere la madre malata ed entra in una banda di ladri di immagini sacre, Skateboarding Is Not For Girls ci porta a Skopje, in Macedonia, per una storia sul patriarcato e il mercato delle spose. Fruit Gathering di Aung Phyoe, ci porta in Birmania, per raccontare un amore tra donne proibito, Ulya nella Lettonia del 1964 per raccontarci, in bianco e nero, le origini della campionessa di basket Ulyana Semjonova. Voilà C’est Fini, di Gustave Kevern, ci porta nelle Mauritius. E Yesterday The Eye Didn’t Sleep di Rakan Mayasi regista palestinese, è ancora una storia di patriarcato tra Libano e Siria.

Freestyle: musica e serie

La sezione Freestyle ci piace perché è piena di serie tv. Sono 11serie. Eccole: 177 giorni. Il rapimento di Farouk di Carlo Carlei, All’s Fair 2 con Naomi Watts e Kim Kardashian, Cagnàz di Alessandro Roja, Chiaroscuro di Jan Maria Michelini, La famiglia Panini di Letizia Lamatire con Serena Rossi, Livatino – Il giudice e i sui assassini, Marvel Vision Quest, con Paul Bettany, Melania Rea di Stefano Mordini, Memoriae di Cosimo Alemà, Il Milanese di Simone Spada, Radici di Nicola Ravera Rafere, la storia di Daniele De Rossi e dell’Ostia Mare. Tanta carne al fuoco. Tantissima. Troppa. Proveremo a scegliere e a raccontarvi le cose più interessanti. Sperando di scegliere bene.

di Maurizio Ermisino