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Festa del Cinema di Roma, Francesco Bruni racconta il mondo dei social. Un film da vedere

‘Il profilo dell’altra’, con Pilar Fogliati e Ginevra Francesconi, distribuito da Vision Distribution, uscirà nelle sale a febbraio 2027

 “Scrivere non è un lavoro. Scrivo solo se ho qualcosa da dire”. A dire queste parole è la ruvida Antonia, interpretata da Pilar Fogliati, ne Il Profilo Dell’altra, il nuovo film di Francesco Bruni (Cosa sarà, Tutto quello che vuoi, Scialla!), uno dei nostri migliori sceneggiatori e registi. Il film è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Grand Public. Il film, scritto da Francesco Bruni, è liberamente ispirato al romanzo Il profilo dell’altra di Irene Graziosi (pubblicato in Italia da Edizioni E/O). Ma cosa vogliono dire quelle parole? Antonia è una trentenne che pochi anni fa ha pubblicato un libro molto apprezzato ma poi, senza una spiegazione, ha smesso di scrivere e ora fa la cameriera in un bar di Milano. Cecilia (Ginevra Francesconi) è una diciottenne della Milano-bene, ma è anche una content creator con milioni di follower e una nonna elegante e severa che la segue nella sua inarrestabile ascesa sui social. Quasi per caso, grazie al consiglio di un’amica, Antonia risponde a un annuncio di lavoro per fare la consulente di immagine di Cecilia: in pratica dovrà curarle i contenuti, suggerirle cose intelligenti da dire. Una sorta di ghost writer, ma per i sociale gli eventi. Dovrà aiutare “la sua transizione da liceale a giovane donna”… “Sentivo vicino questo romanzo perché proponeva il confronto tra due personaggi, la strana coppia, genere che ho praticato con soddisfazione sia in Scialla! che in Tutto quello che vuoi e sentivo di andare su un terreno conosciuto. Ma mi portava da un’altra parte, verso Milano e un discorso sul femminile” ha spiegato Bruni nella conferenza stampa all’Auditorium.

Entrare nel mondo dei social

Il ‘profilo’ dell’altra di cui parla il titolo, allora, è il profilo sui social. Ed è in questo mondo che viaggia Francesco Bruni. In una Milano per lui inedita – “non sono mai andato fuori dal GRA” – ha raccontato – si addentra prima nelle agenzie di comunicazione e nei loro rituali e linguaggi. E poi nel mondo dei social vero e proprio, dal punto di vista di chi ci vive pienamente dentro, e ne segue regole e valori. Come quello di sorridere sempre, perché “più ridi più sei felice e se vedi una persona che sorride sorridi anche tu”. E, non solo, ne porta con sé le parole, tra una ‘call out’ e un messaggio in ‘dm’, tra una call con i brand e una presenza a un evento.  Sui social un influencer deve sempre dire le cose corrette. E deve legarsi anche a quei brand che devono per forza seguire un purpose, una causa.

“Mi piaceva che il film non fosse manicheo”

Lo sguardo di Francesco Bruni è ironico e curioso, divertito e divertente. Ma Bruni non guarda mai il mondo dei creator con sufficienza, o dall’alto, o con uno sguardo giudicante. È una cosa che viene dal libro e che il suo sguardo di regista asseconda. “Mi piaceva il fatto che Irene Gaziosi non si schierasse, che volesse bene in egual misura a tutti i personaggi. Che il film non fosse manicheo” ci spiega il regista. Che cerca piuttosto di capire questo mondo, questa generazione, di capire Cecilia. A volte ha anche uno sguardo affettuoso, come ce l’aveva con il Daniele di Tutto chiede salvezza il Luca di Scialla!. In fondo, lui e Ceci sono due coetanei, due liceali. Lontani per ceto e provenienza geografica, per indole e prospettive. Ma comunque esponenti di una generazione da scoprire. I social media sono solo la cornice di una storia che in realtà si rivela intensa, intrigante, man mano che le personalità, il passato, i segreti delle due donne vengono fuori.

“So di avere qualcosa di un personaggio che non ha l’obbligo di conquistare sempre tutti”

Il profilo dell’altra è una storia di rapporti interpersonali. Che scorre non senza alcune sorprese, alcuni aspetti inediti. Per una volta la ‘stronza’ è la persona che ha meno potere. E, altra cosa inedita o quasi, ad averlo è la persona più giovane. Un’altra cosa che spiazza è che la star dei social, quella famosa, quella ‘avanti’, in realtà sia molto pudica, ritrosa, all’antica. E vergine. Francesco Bruni, assecondando i personaggi, ci regala una Pilar Fogliati inedita, spogliata della sua tipica aura, della sua luminosità, e la rende opaca, triste. È molto interessante in questo ruolo. Eppure non è stata lei la prima scelta. “Pilar non era nei miei primi pensieri, anche stupidamente, perché la associavo a un atro mood, a un altro tipo di cinema” rivela Bruni. Ho visto per questo ruolo una quindicina di attrici importanti”. Pilar Fogliati, invece, credeva molto in questo ruolo. “Conoscevo Irene, ero una sua fan, l’avevo incontrata e mi aveva detto: ho scritto un libro che esce tra poco, te lo posso fare leggere? Leggo il libro e mi piace tantissimo. Anni dopo arriva questo provino e mi sono detta: stai a vedere che Irene ha fatto il mio nome al regista… questa cosa me l’ero sognata! Ma il fatto di aver letto questo libro ed essermici sentita dentro ha fatto sì che volessi fortemente fare questo film, e fargli vedere che sapevo fare l’antipatica. So di aver qualcosa di un personaggio che non ha l’obbligo di conquistare sempre tutti”.

Ginevra Francesconi non ha avuto rivali

Ginevra Francesconi è invece somaticamente in parte, e al regista non serve fare altro che assecondare la gentilezza dei tratti. Ma l’attrice è nota per essere versatile e capace di molte sfaccettature (l’avevamo vista, credibilissima, anche in un film d’azione). E infatti il personaggio si dimostra molto più profondo di quello che sembra. “Ginevra non ha avuto rivali” svela il regista. Tanto che Pilar Fogliati scherza molto sulle preferenze del regista, definendo sé e la coprotagonista “Pippo e Topolino”.

Ginevra e Pilar: sui social da spettatrici

C’è una scena che ci fa capire subito, nel caso non lo sapessimo, che cosa sono i social e i creator oggi. Cecilia fa un selfie con Antonia, lo posta su Instagram e la tagga. Poco dopo, le due sono a pranzo, e ad Antonia continuano ad arrivare notifiche: è passata in poco tempo da 200 a 1200 follower. Ma che rapporto hanno con i social le due attrici? “Io personalmente uso i social in modo molto discreto, per lavoro: ma sono molto riservata e li uso da spettatrice” spiega Ginevra Francesconi. “Approcciarmi a questo ruolo è stato divertente e stimolante.  Cecilia è molto diversa da me, espansiva, per questo è stato interessante. Credo nel valore dei social: devo entrare in sintonia, devo capirli. Sono importanti e li uso con le pinze”. “Sono la peggior fruitrice dei social: posto poco e guardo tanto” dice con il suo tipico modo di sorridere Pilar Fogliati. “Ci passo del tempo, li guardo, mi rendo conto di sapere delle cose che non ho bisogno di sapere. In questo film raccontiamo un mondo di finzione che però ha delle verità. Si dice che sui social tutto quello che vedi è finto: è vero ma c’è anche un altro lato. Il discorso ‘influencer, che lavoro è? Andate e lavorare!’ non mi piace. La pubblicità è cambiata, si è sposata lì, e sono nati nuovi lavori”. Dietro un profilo social ci sono sempre delle persone. Dietro i selfie e le reel scintillanti ci sono sempre delle persone. E scoprire queste due donne, abbandonandosi al racconto, vivendo le loro vite con loro, è il modo migliore per godersi questo film.

di Maurizio Ermisino