Mercato

Dalla cucina di casa all’AI, il nuovo report del Consumer Goods Forum racconta come mangiamo oggi

Ritmi sempre più frenetici, aumento del costo della vita e le tecnologie stanno modificando profondamente il rapporto con il cibo

E’ quanto emerge dallo studio State of Food Habits: A Baseline of How Consumers Eat Today, realizzato dalla Healthier Lives Coalition del Consumer Goods Forum (CGF) in collaborazione con Bain & Company, che fotografa le abitudini alimentari in Europa e negli Stati Uniti e analizza come salute, praticità, prezzo e qualità influenzino le scelte dei consumatori.

La cucina di casa resta il punto di riferimento

Secondo la ricerca, circa il 75% dei pasti viene consumato in casa, e quasi la metà è ancora preparata partendo da ingredienti freschi. Per i consumatori, cucinare rappresenta la soluzione migliore per seguire un’alimentazione sana, controllare gli ingredienti, contenere i costi e ottenere una qualità superiore. Tuttavia, il desiderio di cucinare più spesso si scontra con la realtà: circa una persona su due dichiara di non avere abbastanza tempo per preparare i pasti da zero.

Inflazione e praticità cambiano le scelte alimentari

L’aumento del costo della vita sta modificando anche il comportamento d’acquisto. Un consumatore su tre afferma di aver ridotto le spese nei ristoranti, mentre cresce l’attenzione verso i prodotti a marchio del distributore. Il 50% degli intervistati considera le private label pari o addirittura superiori ai brand industriali in termini di qualità e gusto, oltre a rappresentare un’alternativa più conveniente.

Piatti pronti e delivery sempre più presenti

La praticità continua a essere uno dei principali fattori che guidano le scelte alimentari. Un pasto domestico su tre non richiede alcuna preparazione, ma consiste in piatti pronti o consegne a domicilio. I ready meal rappresentano circa il 20% dei pasti consumati in casa, anche se un terzo dei consumatori vorrebbe ridurne il consumo, soprattutto per motivi legati al profilo nutrizionale e alla presenza di additivi. Anche il food delivery continua a crescere e oggi rappresenta circa un pasto su dieci consumato tra le mura domestiche.

A incidere è anche il cambiamento delle abitudini familiari: circa il 40% dei pasti in casa viene consumato da soli, aumentando la domanda di soluzioni veloci ma allo stesso tempo equilibrate dal punto di vista nutrizionale.

L’intelligenza artificiale entra in cucina

Tra le principali novità emerse dalla ricerca c’è il ruolo crescente della tecnologia nelle decisioni alimentari. Circa la metà dei consumatori utilizza già strumenti digitali per pianificare i pasti, fare la spesa o ricevere consigli nutrizionali, mentre le soluzioni basate sull’intelligenza artificiale stanno diventando sempre più diffuse. Tra gli utenti che utilizzano strumenti AI, il 40% li impiega per analizzare informazioni nutrizionali e ricevere suggerimenti dietetici.

Secondo Bain & Company, questa evoluzione sta modificando profondamente anche il marketing alimentare: il rapporto diretto con i brand perde peso a favore della visibilità negli algoritmi, delle raccomandazioni generate dall’intelligenza artificiale e delle informazioni considerate autorevoli.

L’effetto dei farmaci GLP-1 sulle abitudini alimentari

Il report dedica un ampio approfondimento anche ai farmaci GLP-1, utilizzati per il trattamento del diabete e sempre più diffusi anche nella gestione dell’obesità. Secondo le stime, entro il 2030 li avrà utilizzati un americano su tre, un brasiliano su quattro e un britannico su otto.

L’impatto sui consumi alimentari è già evidente. Gli utilizzatori spendono mediamente dal 3 al 4% in meno per la spesa alimentare e circa il 5% in meno per il fast food, con alcune catene che registrano cali fino all’8-9%.

Parallelamente aumenta l’acquisto di vitamine, sostitutivi del pasto, frutta e verdura, pesce e pollame, segno di un orientamento verso un’alimentazione più salutare.

Il Report completo