Mercato

Mediobanca fotografa il Media & Entertainment. Lo streaming traina la crescita

Lo studio analizza i risultati dei principali operatori, le trasformazioni dell’industria audiovisiva, l’impatto dell’intelligenza artificiale e il processo di consolidamento che sta interessando il comparto

Nel 2025 i 25 principali gruppi internazionali privati Media & Entertainment hanno raggiunto un fatturato aggregato di 362,8 miliardi di euro, in crescita del 2,8% sul 2024 e del 6,8% rispetto al 2022. Gli operatori statunitensi rappresentano l’84% dei ricavi complessivi del campione: tra i 25 maggiori player, 11 hanno sede negli Stati Uniti e 10 in Europa.

A trainare il mercato è soprattutto lo streaming. I ricavi derivanti dagli abbonamenti video on demand rappresentano il 22,2% del giro d’affari complessivo e nel 2025 sono cresciuti del 13,4%. Nello stesso periodo risultano invece in calo la pubblicità (-4,1%), la pay TV tradizionale (-2,5%) e la produzione e distribuzione di contenuti (-2,1%).

Continua anche l’espansione della base utenti delle piattaforme streaming, aumentata del 6,1% rispetto alla fine del 2024. Netflix mantiene la maggiore base globale, con oltre 300 milioni di abbonati e una quota del 27,7% del mercato SVOD mondiale. Seguono Amazon Prime Video, con oltre 200 milioni di utenti, e Walt Disney, che attraverso Disney+ e Hulu supera i 196 milioni di sottoscrittori.

Il settore attraversa inoltre una nuova fase di consolidamento internazionale, con diverse operazioni che coinvolgono i principali operatori dell’audiovisivo. Tra quelle considerate nello studio figurano l’acquisizione di Paramount da parte di Skydance, l’operazione Canal+/MultiChoice e il rafforzamento di MFE in ProSiebenSat.1, oltre alle operazioni annunciate nel 2026 da Paramount Skydance e Fox. Il processo risponde, secondo l’analisi, alla ricerca di economie di scala e al rafforzamento del posizionamento nel mercato dello streaming.

Sul fronte della redditività, nel 2025 l’EBIT margin medio dei principali operatori internazionali si è attestato al 14,3%, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al 2024. Netflix registra un EBIT margin del 29,5%, Versant del 21,1% e TelevisaUnivision del 21%.

A modificare ulteriormente gli equilibri del comparto è l’intelligenza artificiale generativa, che secondo Mediobanca sta diventando una componente strutturale dell’industria audiovisiva, con applicazioni lungo la filiera, dalla pre-produzione alla distribuzione e alla monetizzazione dei contenuti.

Il mercato italiano

Nel 2024 i principali operatori italiani del Media & Entertainment hanno registrato ricavi aggregati in crescita del 7,4%sul 2023 e del 10,7% sul 2022. La crescita è stata sostenuta dallo SVOD (+15,8%), dalla pubblicità (+9,6%) e dalla pay TV tradizionale (+5,4%).

Il mercato italiano rimane concentrato intorno a Rai, Sky e Mediaset, che insieme rappresentano circa il 63% del fatturato complessivo, una quota comunque in diminuzione rispetto al 68% del 2022 per effetto dell’espansione delle piattaforme online.

Rai registra ricavi per 2,8 miliardi di euro, in crescita del 4,7% sul 2023, Sky raggiunge 2,3 miliardi (+8,6%) e Mediaset 2,1 miliardi (+6,9%). Nel 2024 gli organici dei principali operatori sono diminuiti del 3,8%, a 22.619 unità, mentre l’EBIT margin aggregato è tornato positivo, al 2,5%.

Nel 2025 il settore radiotelevisivo italiano ha raggiunto un giro d’affari di 9,6 miliardi di euro, lo 0,7% in più rispetto all’anno precedente e quasi il 10% sopra il livello del 2019. Gli abbonamenti web sono aumentati del 10%, arrivando a rappresentare il 24,9% dei ricavi complessivi.

Lo streaming genera circa 2,4 miliardi di euro e rappresenta il 59,4% del mercato della pay TV, mentre gli abbonamenti alla pay TV tradizionale diminuiscono del 5,5%.

Sul fronte pubblicitario, nel 2025 la televisione ha registrato una flessione del 2,6%, mentre la radio è cresciuta del 2,1%. Le piattaforme digitali concentrano oltre il 66% degli investimenti pubblicitari nazionali. Internet è inoltre la principale porta d’accesso alle notizie per il 55,8% degli italiani, contro il 43,2% della TV.

Il servizio pubblico europeo

Il report dedica un approfondimento anche al confronto tra i principali broadcaster pubblici europei. Il sistema radiotelevisivo pubblico tedesco presenta ricavi per 9,8 miliardi di euro, seguito dal Regno Unito con 7,9 miliardi e dalla Francia con 4,4 miliardi. L’Italia, con 2,8 miliardi, presenta una scala più contenuta rispetto ai principali operatori europei.

Nel 2024 i ricavi Rai sono cresciuti del 4,7%. Quanto al canone, quello italiano, pari a 90 euro annui, risulta inferiore a quello applicato nei principali Paesi europei considerati nello studio.

Il cambiamento nelle modalità di fruizione dei contenuti, sempre più multipiattaforma e attraverso dispositivi connessi, pone secondo Mediobanca anche il tema dell’evoluzione dei modelli di finanziamento del servizio pubblico.

Le prospettive per il 2026

Per il 2026 l’Area Studi Mediobanca stima una crescita del 5,3% dei ricavi aggregati dei principali operatori internazionali. Ancora una volta il segmento più dinamico dovrebbe essere quello degli abbonamenti Video on Demand, atteso in crescita del 14,9%. Positive anche le previsioni per la raccolta pubblicitaria (+11,6%) e per parchi a tema e merchandising (+8,8%), mentre produzione e distribuzione di contenuti dovrebbe crescere del 2%.

Per la pay TV tradizionale è invece prevista una contrazione degli abbonamenti del 5,7%.

In Italia, la crescita prevista per il 2026 dovrebbe essere sostenuta anche dai grandi eventi sportivi, tra cui i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina e la Coppa del Mondo FIFA, oltre che dalla diffusione delle offerte AVOD, dei piani supportati dalla pubblicità e dei FAST Channel.

I primi segnali dell’anno mostrano tuttavia una diversa dinamica tra advertising tradizionale e digitale. Nel primo semestre 2026 il settore radiotelevisivo italiano registra una flessione del 2,2%, mentre il digital advertising cresce del 3,4%, confermando lo spostamento degli investimenti verso le piattaforme online.