Nel 2026, i 100 principali brand italiani registrano una crescita complessiva dell’1%, un dato inferiore rispetto a quello di Germania, Regno Unito e Spagna. Dietro questa media contenuta si nasconde però un quadro più complesso: alcuni settori mostrano una forte espansione, diversi marchi scalano le classifiche e si affermano come veri campioni, mentre altri rallentano significativamente, influenzando il risultato complessivo.
Il ruolo nelle scelte dei consumatori
Il Brand Strength Index elaborato da Brand Finance non misura solo il valore economico di un marchio, ma soprattutto la sua capacità di orientare concretamente le decisioni di acquisto dei consumatori. In questo scenario, i principali brand italiani mostrano livelli di eccellenza elevati, anche se emergono ancora aree in cui il branding fatica a tradursi in un vantaggio competitivo pienamente efficace.
L’Italia nel mondo: una potenza di soft power
L’indagine, basata su 150.000 interviste in 100 Paesi, conferma l’Italia al nono posto mondiale. Si tratta di una posizione solida, che riflette il forte appeal del Paese a livello internazionale. Tuttavia, il quadro complessivo evidenzia luci e ombre: eccellenze consolidate accanto ad aree critiche ancora da sviluppare e, soprattutto, la necessità di superare alcune debolezze interne che ne limitano il pieno potenziale.