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Comunicazione e Gen Z: il settore piace, ma deve imparare ad ascoltare davvero i giovani

È quanto emerge dalla ricerca ‘La sfida dell’attrattività nel settore della comunicazione’, realizzata da Kantar per UNA attraverso un percorso che ha coinvolto 100 giovani della Gen Z e 21 tra HR e manager di agenzia, e presentata ieri, a Comunicare Domani 2026, dal Ceo Federico Capeci

Uno dei risultati centrali della ricerca riguarda il significato attribuito al lavoro dalla Generazione Z. I giovani non vivono più il lavoro come elemento totalizzante della propria identità, ma come uno strumento attraverso cui costruire equilibrio nella propria vita, offrire senso e spazio di espressione individuale.

Scelta del lavoro: prima contano le condizioni concrete

La ricerca evidenzia come il processo decisionale dei giovani segua tre livelli. Il primo è quello razionale, che comprende stipendio, contratto, orari, distanza e prospettive di crescita. Solo dopo entrano in gioco il contenuto del lavoro e, infine, la dimensione emotiva legata alle persone incontrate e al clima percepito. Al contrario delle precendenti, le nuove generazioni tendono quindi a partire dagli aspetti concreti e verificabili prima di lasciarsi coinvolgere dalla dimensione aspirazionale. La trasparenza su ruolo, condizioni economiche e percorso professionale diventa requisito fondamentale.

 Un settore attrattivo, ma non il ‘lavoro dei sogni’

Il 72% degli intervistati dichiara di avere una percezione positiva del settore e il 61% lo considera un possibile ‘lavoro dei sogni’. Le dimensioni che ne alimentano l’attrattività sono creatività e possibilità di esprimere idee, dinamismo e varietà dei progetti, relazioni e lavoro di squadra, capacità di costruire messaggi che generano impatto.

Creatività sì, ma

L’aspetto interessante emerso riguarda la presenza costante di una doppia lettura. Ogni elemento positivo del settore viene infatti accompagnato da una possibile criticità. Alla creatività si associa il rischio di stress e sovraccarico, al dinamismo quello dell’instabilità, alle relazioni quello della competitività interna.

La sfida per le agenzie: una nuova narrazione

Il tema dell’attrattività non riguarda soltanto le condizioni di lavoro ma anche il modo in cui il settore racconta sé stesso. La ricerca suggerisce la necessità di una narrazione più concreta, capace di spiegare ruoli, percorsi e contributi reali delle agenzie, dando maggiore spazio alle testimonianze e alle esperienze quotidiane delle persone che vi lavorano. Per i giovani non basta più raccontare i risultati finali di una campagna o di un progetto, cresce l’interesse per i processi, per le competenze coinvolte e per il valore generato lungo tutto il percorso.

LA RICERCA