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Il mercato pubblicitario cresce: nel 2026 vale 17,8 miliardi. Video oltre metà degli investimenti, eventi +14,9%

Presentati, ieri 11 giugno, a Comunicare Domani 2026 da Federica Setti, portavoce del Media Hub di UNA, i dati del mercato che, nonostante inflazione, tensioni geopolitiche e incertezza economica, segnerà un +4% rispetto al 2025. Di questi, il 71% è advertising tradizionale e il 29% dall’experiential market

Secondo l’analisi presentata, il peggioramento dello scenario internazionale ha riportato sotto quota 100 gli indicatori di fiducia di famiglie e imprese, mentre aumentano le preoccupazioni legate ai costi energetici e alla spesa quotidiana.

Advertising tradizionale: senza small business la crescita rallenta

Per il 2026 UNA stima una crescita del mercato advertising tradizionale del 2,9%, che si riduce allo 0,9%escludendo il contributo dello small business.  Le piccole e micro imprese rappresentano infatti una componente sempre più rilevante degli investimenti pubblicitari. In Italia il 97,3% delle aziende ha meno di 50 dipendenti, pesando in modo crescente sul mercato della comunicazione.

TV e digital concentrano gli investimenti

 La concentrazione degli investimenti continua a rafforzarsi su televisione e digitale. Considerando il mercato complessivo, il digitale rappresenta il 53,7% e la televisione il 33,6%. Se si esclude lo small business, la tv torna a essere il primo mezzo con una quota del 46,3%, seguita dal digitale al 36,1%. La tendenza conferma quanto già evidenziato a livello globale, una crescente concentrazione degli investimenti pubblicitari su pochi grandi mezzi e piattaforme.

Video, testo e audio: come si distribuiscono gli investimenti

 Come di consueto, la lettura proposta dal Media Hub supera la tradizionale classificazione per mezzi e aggrega il mercato in tre grandi aree: video, testo e audio. Il video si conferma la componente principale degli investimenti pubblicitari, raccogliendo oltre la metà delle risorse del mercato. La tv lineare continua a rappresentare la quota principale della raccolta, ma il motore della crescita è l’Advanced TV. Gli streamer valgono il 52% del mercato Advanced TV e registrano una crescita del 13,4%, mentre YouTube Connected TV rappresenta il 35% del comparto. Il tutto in linea con l’evoluzione delle audience, sempre più orientate verso piattaforme on demand e modelli di fruizione non lineari. Nel comparto testo il principale driver resta la search, che rappresenta circa il 40% della raccolta. Ma la search stessa sta cambiando natura. “Oggi dobbiamo imparare a parlare anche alle macchine”, ha sottolineato Setti, evidenziando come l’Ai stia modificando le regole della visibilità online e introducendo una nuova logica di relazione tra brand e motori basati su modelli LLM. Nel mondo audio la radio continua a rappresentare l’83,6% della raccolta pubblicitaria del comparto, mentre il digital audio rimane una quota ancora limitata ma caratterizzata da crescita significativa.

 I settori a rischio e i nuovi driver

Tra i settori a rischio per lo scenario internazionale, turismo, lusso e automotive. Parallelamente emerge l’aumento degli investimenti dei brand cinesi come BYD, Temu e Shein, l’ingresso di quelli dell’intelligenza artificiale e il retail media, che secondo le stime UPA vale già 640 milioni di euro.

 L’experiential market supera i 5 miliardi

Continua la crescita dell’experiential market, che nel 2026 dovrebbe raggiungere i 5,15 miliardi di euro. Eventi: +14,9%, Influencer marketing: +12%, Branded content: +8% e Sponsorizzazioni: +5%. Gli eventi stanno assumendo un ruolo sempre più strategico all’interno dei piani di comunicazione, mentre branded content e influencer marketing vanno verso la convergenza, con confini sempre più sottil