Le risorse serviranno a formare e riqualificare tra 2.000 e 2.500 professionisti del cinema e audiovisivo, della musica e dell’informazione, con particolare attenzione a chi rischia di rimanere escluso dalla transizione tecnologica.
Secondo uno studio indipendente realizzato da Public First per Google, i media generativi potrebbero generare oltre 920 miliardi di dollari di PIL aggiuntivo a livello globale entro il 2035, con più di 100 miliardi di dollari di valore diretto nelle filiere di cinema, musica, design e gaming.
In Italia, l’impatto potrebbe tradursi in 3,3 miliardi di euro di valore aggiunto diretto per il comparto creativo e fino a 11 miliardi di euro di PIL aggiuntivo per il Sistema-Paese. L’AI potrebbe inoltre contribuire alla creazione di 44.000 nuovi posti di lavoro nel settore creativo e permettere a circa 59.000 persone di trasformare attività di content creation e professioni digitali in occupazioni a tempo pieno.
Tra le opportunità individuate dallo studio c’è anche quella legata all’internazionalizzazione del Made in Italy. Grazie agli strumenti di traduzione e localizzazione, l’AI potrebbe aumentare fino al 540% la visibilità internazionale dei contenuti in lingua italiana, generando potenzialmente 1,9 miliardi di euro di nuovi ricavi dall’export culturale.
Formazione sul campo
Il progetto nasce però dalla consapevolezza che l’adozione dell’AI non sia automatica. Il sistema creativo italiano è composto per oltre il 95% da microimprese, freelance e realtà produttive indipendenti, mentre il livello di competenze digitali di base resta inferiore alla media europea.
Per questo la formazione sarà costruita con un approccio prevalentemente laboratoriale e verticale. Entro la fine del 2026 il Fondo per la Repubblica Digitale lancerà una Open Call per individuare da due a quattro enti non profit che, dalla metà del 2027, realizzeranno i percorsi sul territorio.
Nel biennio 2027-2028, fino a 2.500 professionisti potranno accedere a un programma che comprenderà un modulo di alfabetizzazione all’AI sviluppato da MinnaLearn e workshop dedicati ai diversi flussi di lavoro di cinema, musica e informazione, con il coinvolgimento di professionisti ed esperti dei settori.
L’obiettivo dichiarato è arrivare a un tasso di completamento del 90% e, soprattutto, tradurre la formazione in concrete opportunità professionali.
A guidare l’impostazione del progetto sarà un Comitato Strategico composto da rappresentanti del Ministero della Cultura, SIAE, ANICA, Confindustria Radio TV, FIEG e Fondazione Milano Scuole Civiche. Il Comitato avrà il compito di contribuire alla definizione dei contenuti e dei laboratori, assicurando che la formazione risponda alle esigenze reali delle industrie creative.
“Questi strumenti non nascono per sostituire la sensibilità umana, ma per amplificarla, arricchendo il processo creativo», ha sottolineato Melissa Ferretti Peretti, Vice President e Country Manager Google Italia. Per Martina Lascialfari, Direttrice Generale del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale, il progetto punta invece a “consentire a chi opera in questi ambiti di governare il cambiamento e coglierne le nuove opportunità”.
Una prospettiva condivisa anche dal Ministero della Cultura: per Massimo Osanna, Capo del Dipartimento per le attività culturali, l’AI può contribuire a ridurre i compiti procedurali e restituire tempo alla sensibilità artistica e al giudizio critico, a condizione che venga accompagnata da una formazione adeguata.
Il nuovo intervento rappresenta così un ulteriore capitolo di ‘AI Works for Italy,’ il progetto promosso da Google per ridurre il divario di competenze digitali e rendere più accessibili le tecnologie di Intelligenza Artificiale.