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Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883: il sogno americano c’è stato a Pavia

Presentata oggi a Milano la seconda stagione della serie su Max Pezzali e Mauro Repetto, dal 9 ottobre su Sky e NOW con i primi due episodi e poi un episodio a settimana. Ancora una volta, è una storia piena di sorprese

 

Oggi che l’America non è più quella che ci scalda il cuore e accende l’immaginario, abbiamo capito una cosa. Che il sogno americano si può vivere anche da noi, e loro lo hanno fatto. Parliamo di Max Pezzali e Mauro Repetto, che alla loro band hanno dato un nome davvero a stelle e strisce, quello di un modello dell’Harley Davidson. Sono i protagonisti di Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, straordinaria serie, dal 9 ottobre su Sky e NOW, che è il sequel della serie di successo di due anni fa, Hanno ucciso l’uomo ragno. Max e Mauro l’american dream lo hanno vissuto davvero: dal nulla sono arrivati al successo, da amici incontratisi sui banchi di scuola, contro ogni pronostico, sono arrivati in testa alle classifiche e hanno raggiunto la fama. Il sogno americano, allora, può realizzarsi anche a Pavia. “Conoscevamo Pavia attraverso le canzoni di Max” ha spiegato il regista e creatore della serie Sydney Sibilia alla conferenza stampa di lancio oggi a Milano. “È lui che ci ha indicato i veri punti dove erano nate le canzoni. Anche se non si gira quasi mai nel posto dove è ambientata la storia, volevamo essere lì per raccontare quella città che loro narrano in modo controverso. È una Pavia nuova, è Pavia attraverso una lente che mettiamo noi, l’insieme di tante province, come la mia Salerno”. Quanto all’America evocata nel disco, “abbiamo dovuto trovare la nostra America” svela Alice Filippi, che ha diretto gli ultimi tre episodi.  “Siamo andati in Spagna, ad Almeria, dove trovare queste strade che evocassero quelle americane”, dove gli 883 avevano girato il video della canzone che dà il titolo all’album. “Il sogno americano li ha di nuovo uniti. È stato un sogno condiviso dove sono ritornati quei ragazzi che avevamo un po’ perso”. La serie è prodotta da Groenlandia. Nel team di regia ci sono Sydney Sibilia, Alessio Lauria, Simone Godano e Alice Filippi. È scritta da Francesco Agostini, Marco Pettenello e Sydney Sibilia,

Max, ma io questa come la ballo?

Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883 inizia dove finiva Hanno ucciso l’uomo ragno. Con una musicassetta che suona un provino di Max. È Come mai, uno dei più grandi successi del duo. Mauro, però, lo ferma e chiede. “Max, ma io, questa, come la ballo?”. “Quel ‘io come la ballo?’ vuol dire ‘io a cosa servo?’” ci spiega Matteo Oscar Giuggioli, che interpreta Mauro Repetto. “Nella seconda stagione si scopre che in lui c’è un’ansia, il sentimento di non sentirsi abbastanza. Non si piace e dice: vado via”. Max, a quel punto, sfonda la quarta parete e si rivolge a noi che lo stiamo guardando. “Tanto lo avrete capito. Questo potrebbe essere l’inizio della fine degli 883” ci dice. E la serie arriverà fino alla separazione dei due amici. Forse non lo ricordate, ma è stata una cosa particolare. “Oggi una band che si scioglie fa una dichiarazione. La loro separazione non era stata raccontata” ricorda Sibilia. “Si erano presi una pausa: poi Max è ricomparso con un’altra band. C’era chi si chiedeva dove era finto l’altro, il biondino. E qui è nato il fattore leggendario, le leggende metropolitane”.

Ansia da prestazione

In mezzo, però, c’è la storia del secondo album, “il più difficile nella carriera di un artista”, la paura di non farcela. “È come se questa serie fosse stata il secondo album anche per noi” rivela Sibilia. “Dopo il successo della prima stagione ci è venuta l’ansia da prestazione che era la stessa dei protagonisti e l’abbiamo messa dentro la serie: l’ansia che vedete è la nostra. È una serie che parla di cosa si vuole fare da grandi”.

Quell’altra storia punk che non ti aspetti

Sydney Sibilia è un regista geniale. Qui fa come aveva fatto David Lynch in Fuoco cammina con me e Twin Peaks: Il ritorno, un film e una serie che sono rispettivamente il prequel e il sequel de I segreti di Twin Peaks. Mentre il pubblico si aspettava il ritorno in quel luogo e a quei personaggi, il regista di Missoula lo ha preso e lo ha portato da un’altra parte. Così Sibilia nel primo episodio ci porta via, ancora più indietro nel tempo per raccontarci un’altra storia punk nata sui banchi di scuola. “Le nostre storie non sono irripetibili. Qualcuno le ha già passate” dice Max. E così si racconta un’altra amicizia. È un inizio spiazzante, come quello di alcuni episodi di The Crown. “Visto che la serie era molto attesa pensavamo di tirarcela un pochino” scherza il creatore. “Di aprire una parentesi, cosa che fa parte del modo di raccontare di Max Pezzali. È un’altra storia ma sempre punk. È una storia analoga con una sostanziale differenza”.

Chi siamo? Non lo so

In questa storia Max e Mauro sono a metà del guado. Sono due ragazzini che hanno fatto 7 canzoni di successo o sono due che di lavoro fanno i cantanti? Sono in quella fase in cui sei famoso per alcuni, sconosciuto per altri o ti riconoscono ma non hanno capito chi sei (con una magnifica citazione di Acqua e sapone di Verdone). Chi siamo? Alla domanda anche loro rispondono “non lo so”. E sono queste parole ad entrare nel testo di Nord Sud Ovest Est. E solo adesso capiamo che quell’allegra canzoncina in stile mariachi nascondeva tanta malinconia e disorientamento, perché “forse quel che cerco neanche c’è”. “Il successo dovrebbe essere sinonimo di felicità, ma non sempre lo è” riflette Giuggioli. “Il successo ha componenti sinistre come la privacy, che poi oggi è un concetto molto labile”. “La gestione del successo è complicata” fa eco Elia Nuzzolo, il nostro Max. “Qualsiasi cosa fai la sanno tutti in un secondo. Non è difficile sognare, ma una volta che raggiungi il sogno è difficile gestirlo”.

Il nuovo ruolo di Silvia

Chi neanche c’è, a Pavia, ora è Silvia (Ludovica Barbarito, naturale ed espressiva, un volto che dovrebbe fare strada nel cinema italiano), volata a Dublino, ma presenza costante nella vita di Max, tanto da apparire spesso. Per lei, in modo decisamente interessante, è stato creato quel ruolo di “mentore” immaginario che era Humphrey Bogart per Woody Allen in Provaci ancora, Sam ed Elvis per Christian Slater in Una vita al massimo. Sydney Sibilia è un regista innamorato del cinema e sa giocare con questa macchina a piacimento.

Mantenere l’identità parlando a tutti

Quella di Nord Sud Ovest Est è una sceneggiatura piena di sorprese, che entra ed esce dalla storia, viaggia avanti e indietro nel tempo. Viaggia anche dentro la creazione delle canzoni, raccontando delle vicende che, se non sono vere, sono comunque verosimili o appena romanzate. Così capiamo da dove viene Nord Sud Ovest Est, ma anche da dove viene Sei un mito, viviamo quell’appuntamento, per capire che quella storia dei “tappetini nuovi, Arbre Magique” era più prosaica di quello che pensavamo. E che, alla fine, è Max che “è anche simpatico”. La simpatia è il segreto di questa serie e di questa seconda stagione, dopo il successo della prima. Riuscire a fare meglio era difficile.  “Mentre preparavamo la seconda stagione arrivavano i dati e ci siamo chiesti: cosa puoi fare di più dopo aver dato così tanto nella prima?” ragiona Emanuele Marchesi, director Sky Studios Italia. “La risposta è stata: più emozioni. Nella seconda stagione facciamo più ridere e c’è più nostalgia”. La sfida della serie era mantenere l’identità, ma parlando a tutti. La vera forza della serie è l’universalità. Sì, siamo un po’ tutti Max e Mauro.

di Maurizio Ermisino