Capita che, nel momento di vedersi commissionare un lavoro, ci sia chi, sentendo parlare assiduamente di queste nuove tecnologie, ci chieda “me lo fai con l’AI?”. E che noi dobbiamo spiegare che non è così semplice e che non tutto si può fare con l’AI.
Da utente prima che da professionista, come vedi l’AI?
L’Intelligenza Artificiale dà la sensazione di facilitarci alcuni compiti ma, spesso, ci spersonalizza e non fa esprimere davvero le nostre analisi e il nostro punto di vista.
Che rapporto hai con l’AI? La usi quotidianamente?
Con l’Intelligenza Artificiale ci convivo serenamente, ma non sopporto l’uso indiscriminato che molti ne fanno”.
Come si usa l’AI nel mondo della postproduzione e degli effetti visivi?
Al momento ci aiuta molto per ‘scremare’ dettagli, sporcature o difetti nelle immagini per poi andare a lavorare di ‘fino’ e ottenere il risultato richiesto. Riguardo agli effetti visivi bisogna calibrare bene il realismo con i contributi generati in modo da non falsare tropo il risultato visivo terminale.
Insomma credi che l’AI sia un buon aiutante nel workflow e non un professionista in grado di creare per intero gli effetti necessari per un lavoro?
Credo che l’AI possa essere considerato un buon aiutante, ma solo con l’esperienza e il contributo di un professionista si possano ottenere eccellenti risultati combinando i vari elementi creati dall’AI e dagli artisti digitali che sanno come ‘confezionare’ al meglio il prodotto finale.
In cosa l’AI non può sostituire l’uomo nel vostro lavoro?
Creare cose dal nulla, cose molto fantasiose ma copiate o derivate da video o immagini già realizzate in passato non potranno mai essere considerate come nuove idee… mancherà sempre il pensiero creativo di chi, un umano, ha analizzato storie, know-how, affidabilità, qualità dei marchi e/o dei prodotti per raggiungere uno specifico obiettivo di comunicazione.
Capita di sentirsi chiedere “fammi questo lavoro con l’AI” e di dover spiegare che non è possibile?
La risposta è sì. Le spiegazioni non sempre soddisfano chi ci ha rivolto la domanda ma se vuoi rimanere un professionista bisogna impegnarsi al fine di non trascurare gli inevitabili coinvolgimenti etici e legali continuando a far capire che non sempre è lecito fare quello che ci viene chiesto senza le opportune garanzie.
C’è il rischio che l’AI faccia pensare ai committenti che si possano abbassare i costi di produzione e postproduzione?
Certo che c’è questo rischio. Ma bisognerebbe sempre adeguare le aspettative a seconda dell’obiettivo finale. Sfruttare l’AI per risparmiare sugli spostamenti per raggiungere diverse location, magari in paesi o posti lontani e scomodi, ci potrebbe anche stare a patto che il tipo di immagine che si vuole proporre sia un semplice sfondo (prima si chiamava compositing e/o virtual studio), ma se si vuole evitare completamente di ‘girare’ siamo tutti fuori strada. In ogni caso bisognerà comunque sempre valutare il tempo occorrente e le capacità di uno o più operatori per la realizzazione delle scene generate dall’AI, le correzioni e i continui fine tuning per raggiungere i risultati sperati, e non è semplice come dirlo.
Si ipotizza che il futuro delle produzioni sarà a due velocità: una parte ad alto costo e con più qualità, una parte più economica e fatta con le AI. Può essere così?
E cosa cambia rispetto a ieri? Fortunatamente se vuoi un prodotto di alta qualità devi avvalerti di professionisti validi che usano il proprio know-how e le attrezzature migliori e quindi a costi importanti… per il resto ci saranno sempre altre strade più ‘economiche’ ma inevitabilmente di scarsa o dozzinale qualità.
L’AI pone anche dei problemi di copyright. Per essere addestrata usa dei prodotti coperti da diritto d’autore, con il rischio di fatto di replicarli. Cosa ne pensi?
Questo è uno degli aspetti più controversi della questione. Purtroppo l’etica deve andare per forza di pari passo con la professionalità e siamo tutti in attesa che ci siano leggi ( e sanzioni) chiare e difficilmente aggirabili senza lasciare il ‘pallino’ in mano a chiunque voglia cimentarsi con l’AI. Le fake news e oggi i video fake sono così realistici e difficili da smascherare che possono influenzare negativamente le persone e l’opinione pubblica rischiando anche di compromettere la serenità sociale o gli orientamenti politici, sessuali e/razzisti. Bisogna inoltre difendere le proprietà intellettuali di chi ha ‘creato’ cose nel passato e garantire a tutti, personaggi famosi e non, di non poter essere clonati a proprio piacimento facendo fare e dire cose senza una preventiva approvazione. Un buon vivere comune ha sempre bisogno di poter contare su regole e leggi.
di Maurizio Ermisino