Indice dei contenuti
È il quadro che emerge dal PwC Entertainment, Media & Telecommunications Outlook in Italy 2026-2030, che analizza l’evoluzione del mercato italiano Entertainment & Media e dei servizi di connettività fino al 2030. Lo studio prende in esame 13 segmenti: cinema, musica, radio e podcast, video, scommesse e giochi online, periodici, quotidiani, libri, business-to-business (B2B), pubblicità out-of-home (OOH), pubblicità online, videogiochi ed esport, realtà mista e telecomunicazioni, includendo servizi digitali e connettività. Il report ricostruisce inoltre l’andamento dei ricavi degli ultimi cinque anni e formula le proiezioni per il quinquennio 2026-2030.
Crescita moderata (e selettiva) in un contesto incerto
Nel 2025 il mercato italiano ha registrato una crescita dei ricavi del 2,9%, raggiungendo 54,9 miliardi di euro, in un contesto caratterizzato da incertezza geopolitica, pressione sui consumi, maggiore cautela negli investimenti e un quadro normativo sempre più rigoroso. Nei prossimi anni il settore continuerà a crescere con un CAGR del 3,1%, portando i ricavi a 63,9 miliardi di euro entro il 2030.
Anche nel 2025 il mercato Entertainment & Media ha corso più velocemente dell’economia italiana, confermandosi più resiliente del PIL reale. La crescita è però sempre più selettiva: i formati digitali e on-demand consolidano la propria centralità, mentre i segmenti tradizionali, soprattutto quelli legati al formato cartaceo, continuano a subire pressioni strutturali.
I ricavi Consumer hanno raggiunto 40,9 miliardi di euro nel 2025, in crescita del 2,3% su base annua. PwC prevede per questo comparto un CAGR del 2,9% nei prossimi anni, fino a 47,1 miliardi di euro nel 2030. A trainare il mercato restano le telecomunicazioni, fisse e mobili, che rappresentano la prima voce di spesa per le famiglie italiane. Tra i comparti più dinamici emergono però anche scommesse e giochi online, musica e video, che riflettono la progressiva transizione verso modelli di consumo digitali.
I ricavi Advertising sono cresciuti del 4,6% nel 2025, raggiungendo 14 miliardi di euro, e sono previsti in aumento con un CAGR del 3,7% fino al 2030. A sostenere la crescita sarà soprattutto la pubblicità online. Il digitale si conferma quindi la componente dominante del mercato italiano, sostenuto dall’evoluzione dei consumi mediali, dalla diffusione di modelli subscription e ad-driven e dalla crescita di video online, audio digitale e pubblicità sul web. Nel 2025 la componente digitale rappresenta il 70% dei ricavi complessivi del mercato italiano Entertainment & Media.
Le esperienze dal vivo restano centrali
Nonostante l’innovazione tecnologica stia trasformando il mercato, cresce anche la domanda di esperienze dal vivo e ad alto coinvolgimento. Concerti, eventi sportivi, manifestazioni culturali, cinema e format immersivi continuano a occupare uno spazio rilevante nelle scelte del pubblico.
Un esempio è il mercato cinematografico italiano: secondo PwC, il box office raggiungerà 646 milioni di euro nel 2026, con una crescita del 30,0% rispetto al 2025. In un ecosistema caratterizzato dall’abbondanza di contenuti digitali e dalle interazioni virtuali, la ricerca rileva quindi una domanda persistente di esperienze fisiche capaci di generare coinvolgimento emotivo e senso di appartenenza.
AI, data center e infrastrutture: cambia l’economia delle telecomunicazioni
Le telecomunicazioni restano la prima voce dei ricavi Consumer italiani, ma il settore deve fare i conti con margini sotto pressione. Il traffico dati continua a crescere, mentre la capacità di monetizzarlo resta limitata da una forte concorrenza, ARPU in difficoltà e costi di rete ancora elevati.
In questo scenario, lo sviluppo dell’infrastruttura digitale sta modificando l’economia del comparto. La crescita dei data center, delle esigenze di interconnessione ad alta capacità e dei carichi di lavoro legati all’AI apre nuove opportunità per gli operatori, che possono assumere un ruolo più ampio di quello di provider di connettività, diventando abilitatori dell’infrastruttura critica dell’economia digitale e del settore Entertainment & Media.
In Italia, questa dinamica si accompagna alla continua espansione della fibra e a investimenti selettivi sul 5G, con una crescente attenzione a modelli più efficienti e asset-light. Parallelamente, gli operatori stanno accelerando i percorsi di trasformazione, puntando su maggiore efficienza, semplificazione operativa e revisione dei modelli di creazione del valore. I portafogli vengono riequilibrati anche attraverso una presenza selettiva in ambiti adiacenti come cybersecurity, energia e servizi ICT.
In questo contesto acquistano rilevanza partnership, modelli di investimento condivisi e operazioni straordinarie, come leve per migliorare la competitività e sostenere i ritorni. Si fa inoltre più articolato l’intreccio tra Telco ed Entertainment & Media. Offerte bundle, partnership tra operatori e piattaforme OTT e proposte integrate di connettività e contenuti assumono un ruolo crescente nelle strategie di mercato, con l’obiettivo di generare sinergie, sostenere la fidelizzazione e favorire la crescita dell’ARPU.
Internet advertising e video trainano la crescita pubblicitaria
Nel 2025 il mercato italiano della pubblicità online ha raggiunto 8,3 miliardi di euro, in crescita dell’8,9% rispetto all’anno precedente. Pur rallentando progressivamente nel periodo previsionale, il segmento continuerà a crescere con un CAGR del 5,5% fino al 2030, quando raggiungerà 10,9 miliardi di euro, confermandosi il principale motore di espansione del mercato pubblicitario.
A sostenere la crescita saranno soprattutto video advertising, social platform, retail media e paid search, in un contesto in cui l’attenzione degli utenti e gli investimenti degli inserzionisti si spostano verso ambienti digitali più misurabili, targettizzabili e ad alta frequenza di utilizzo. Acquista inoltre rilevanza l’evoluzione dei modelli advertising-funded nell’ecosistema del video digitale.
L’espansione delle offerte con advertising tier sulle piattaforme streaming, la crescita della Connected TV e la maggiore sofisticazione dell’offerta video online ampliano gli spazi premium disponibili per il mercato e rafforzano il ruolo del video nelle strategie media degli inserzionisti.