Interviste

A proposito della nuova piattaforma di comunicazione Magnesio Supremo: in Tv per la prima volta, come routine quotidiana

Un cambio di passo mica da ridere, che si fa strategia su cui costruire la relazione con il cliente. Forti di una posizione da leader che in quanto tale vuole guardare al futuro. Una produzione AI 100%, per un lavoro corale tra azienda, agenzia e casa di produzione

Ne abbiamo parlato con Helene Barboutin, Director Marketing CHC & Omnichannel Recordati, Cesare Fracca, HAIBUN GROUP, e Riccardo Robiglio, RED ROBIGLIO&DEMATTEIS.

Come vi abbiamo già detto con la notizia dell’on air della relativa campagna, Magnesio Supremo ha scelto di inaugurare una nuova stagione della propria comunicazione con la sua prima volta in Tv.  L’obiettivo è chiaro, entrare nella quotidianità delle persone, come rituale di benessere di tutti i giorni. Una svolta strategica importante per un brand che, alla luce di performance commerciali solide e di una leadership consolidata, decide di investire sulla relazione di lungo periodo con i consumatori. Perché oggi, pure quando le vendite crescono, costruire marca significa rafforzare fiducia, familiarità e relazione, anche culturale, con il cliente.

Dal passaparola alla brand platform

Nato negli anni ’90 e cresciuto grazie al passaparola, Magnesio Supremo ha costruito il proprio successo dal basso, entrando progressivamente nelle case degli italiani. Ora quel patrimonio viene rilanciato attraverso una piattaforma di comunicazione, pensata per accompagnare il brand nel tempo e valorizzare l’intera gamma di prodotti. La nuova narrazione parte dall’essenza storica del marchio: naturalità, benessere positivo, costruzione quotidiana dell’equilibrio personale. Un territorio creativo coerente con l’evoluzione del mercato, dove il magnesio non è più solo risposta a un bisogno specifico, ma parte di uno stile di vita orientato al wellness.

L’AI come abilitatore creativo

A rendere possibile la realizzazione del concept del film è stata la scelta dell’AI genrativa. Non come esercizio estetico, ma come leva concreta per realizzare un’idea altrimenti irraggiungibile con mezzi tradizionali al medesimo budget. La campagna mette in scena una metafora della vita contemporanea, una maratona collettiva fatta di centinaia di persone in movimento. Una produzione di questa scala sarebbe stata estremamente complessa da realizzare in live action.

Un lavoro di squadra

Dietro il risultato finale non c’è un processo automatizzato, ma un lavoro profondamente umano e multidisciplinare. Regia, direzione creativa, styling, character design, fotografia, controllo produzione, post-produzione: competenze diverse che hanno lavorato insieme secondo nuovi protocolli produttivi, messi a punto appositamente per questo progetto. Un modello che dimostra come l’AI, nel marketing contemporaneo, non sostituisca i talenti ma ne ridefinisca gli strumenti. Cambiano i mestieri, non il valore delle idee.