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Siamo stati alla conferenza stampa milanese che ieri, 28 maggio, ha annunciato il terzo posto di Ritter Sport nel Chocolate Scorecard 2026 (l’anno scorso era al 4°), la classifica annuale indipendente giunta alla sua settima edizione e promossa dalla ONG australiana Be Slavery Free, che valuta le pratiche di approvvigionamento del cacao dei principali produttori di cioccolato a livello mondiale. E’ considerata l’unico sistema di ranking internazionale che valuta le aziende del settore del cacao e del cioccolato, dai produttori ai retailer (pensate che Ferrero e Nestlè si posizionano dopo Ritter), sulla base di criteri etici, sociali e ambientali. La partecipazione avviene esclusivamente su invito e le aziende che non rispondono ricevono il punteggio massimo di penalizzazione. Ogni anno i criteri di valutazione diventano progressivamente più rigorosi e gli standard richiesti sempre più elevati. Non a caso, l’impegno di Ritter Sport in tal senso ha radici profonde, il primo programma di partnership sul cacao dell’azienda risale a oltre 35 anni fa e, come sottolinea al nostro microfono Thomas Straub, Ad Ritter Sport Italia, prosegue con impegno costante.
Comunicazione e molto di più
Le radici di questo approccio partono da lontano, praticamente dalla nascita stessa del brand nel 1912. L’idea fu creare una tavoletta quadrata che potesse stare comodamente nelle tasche di chi praticava sport. Una scelta pratica, che racconta un’idea di prodotto pensata intorno alle persone. E poi c’è stato il pack. I colori associati ai gusti hanno reso questo cioccolato immediatamente riconoscibile sugli scaffali e ancora oggi il punto vendita resta centrale nella strategia di comunicazione del brand. Che in Italia ha come ufficio stampa AIDA PARTNERS e centro media WAVEMAKER ITALY.
Qualità e innovazione
Oggi Ritter Sport utilizza cacao 100% certificato e nel 99% dei casi tracciabile fino alla singola azienda agricola. Un risultato che arriva dopo oltre 35 anni di programmi di partnership sul cacao e che coinvolge Paesi come Nicaragua, Ghana, Nigeria, Costa d’Avorio e Perù, garantendo la qualità della materia prima. Altro tema fondamentale, l’innovazione “Chi ama il cioccolato cerca sempre qualcosa di nuovo, salvo poi tronare al suo preferito”, spiega Straub, anticipando il lancio, il prossimo autunno, di una nuova linea.