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L’opera affronta il tema della leucemia linfoblastica acuta (LLA), una delle forme più aggressive di tumore del sangue, attraverso le testimonianze di chi l’ha realmente vissuta in prima persona. Un progetto che dimostra la forza della comunicazione quando smette di essere solo strategia e diventa responsabilità. Il potere universale del racconto cinematografico si fa tramite per avvicinarci a temi difficili, estranei, che spesso ci fanno paura, ma con cui proprio grazie all’emozione finiamo per empatizzare.
Un racconto di vita oltre la malattia
‘Sangue Bianco’ si apre con uno schermo bianco e una sedia vuota. Un’immagine essenziale che introduce la domanda attorno a cui ruota l’intero racconto: “Chi restiamo, quando il nostro sangue smette di somigliarci?”. Scritto da Morena Rossi e diretto da Lorenzo Cioglia, il film prende il titolo dall’etimologia stessa della leucemia, dal greco leukos (bianco) e haima (sangue), e parte da lì per costruire un percorso narrativo che intreccia la dimensione clinica con quella profondamente umana. Al centro della storia ci sono le esperienze autentiche di Jessica e Lorenzo, che hanno affrontato la leucemia linfoblastica acuta durante l’adolescenza e l’hanno superata, e quella di Paolo Tallini, padre di un ragazzo che ha affrontato un lungo percorso di cure e che è scomparso nel 2023. Il film è liberamente ispirato al libro Tante belle persone di Paolo Tallini, pubblicato nel 2024 da Compagnia Editoriale Alberti con la prefazione del professor Franco Locatelli e l’introduzione della professoressa Sabina Chiaretti. Ne nasce un racconto che attraversa la malattia, la guarigione, la perdita e la ricerca di nuovi inizi.
Attraverso le storie vere l’innovazione diventa visibile
Alla base del progetto c’è la volontà di raccontare l’impatto concreto della ricerca scientifica sulla vita delle persone. “È attraverso le loro storie che l’innovazione diventa visibile”, afferma Rossana Bruno, Head of Communications di Amgen Italia. “Con Sangue Bianco ci siamo affidati al linguaggio universale del cinema per raccontare, attraverso le esperienze autentiche di Jessica, Lorenzo e Paolo, come la ricerca scientifica possa trasformare il percorso di chi convive con la malattia e di chi gli è accanto, schiudendo nuove possibilità”. Il cortometraggio nasce infatti dall’impegno che l’azienda farmaceutica porta avanti da oltre quarant’anni nella ricerca e nello sviluppo di trattamenti per patologie ad alto impatto sulla qualità della vita dei pazienti, un ambito nel quale l’innovazione scientifica si confronta costantemente con paure, attese e speranze.
La produzione e i partner del progetto
L’ideazione e il coordinamento del progetto sono stati curati da Honboard, agenzia focalizzata sul racconto della salute, mentre la produzione è firmata da Orange Media Group. “Abbiamo contribuito allo sviluppo di un racconto capace di restituire dignità e speranza alle persone che affrontano una patologia onco-ematologica e di portare la voce della ricerca scientifica là dove può arrivare davvero, nel cuore delle persone. Sangue Bianco dimostra cosa può accadere quando la comunicazione smette di essere solo strategia e diventa una responsabilità”, commenta Pietro Pierangeli, fondatore e Ceo di Honboard. Anche l’autrice Morena Rossi sottolinea il coinvolgimento umano che ha accompagnato la realizzazione del film: “Quando ho immaginato di far muovere i protagonisti in un limbo bianco mentre parlavano della malattia, da contrapporre ai colori della famiglia e degli amici nei loro luoghi sicuri, non avrei mai pensato di ritrovarmi sospesa e rinata anch’io insieme a loro. Mi hanno fatta entrare in quello spazio disarmante con estrema delicatezza, accogliendomi tra risate, ricordi e quotidianità con un’energia difficile da dimenticare”.
Da Cannes al pubblico
La selezione all’interno dello Spazio Cinecittà del Festival di Cannes di questo progetto che ha saputo unire divulgazione scientifica e storytelling, è stata motivata dalla sua capacità di stimolare una riflessione sulla ricerca medica e sulla vita quotidiana delle persone che convivono con una malattia onco-ematologica. Oggi Sangue Bianco può essere visto da tutti, sul sito e i canali social ufficiali di Amgen Italia, mentre prosegue il suo percorso tra festival ed eventi nazionali con l’obiettivo di ampliare il dibattito sul valore della ricerca scientifica e sull’esperienza della malattia.
La leucemia linfoblastica acuta oggi
La leucemia linfoblastica acuta è la neoplasia più frequente in età pediatrica. In Italia si stimano circa 800 nuove diagnosi ogni anno, equamente distribuite tra bambini e adulti. Negli ultimi dieci-quindici anni il panorama terapeutico è cambiato in modo significativo grazie allo sviluppo di nuove strategie di trattamento e dei farmaci immunoterapici. Oggi il tasso di sopravvivenza raggiunge circa il 90% in età pediatrica e l’82% nei pazienti fino ai 40 anni, segnando un importante progresso rispetto al passato.
Chi è Amgen
Fondata oltre 45 anni fa a Thousand Oaks, in California, è una delle principali aziende biotecnologiche a livello mondiale. Opera nella scoperta, nello sviluppo e nella produzione di terapie innovative per patologie gravi, tra cui tumori, malattie cardiovascolari, patologie infiammatorie e autoimmuni, obesità e malattie correlate. Nel 2024 è stata inserita da Fast Company tra le aziende più innovative al mondo e riconosciuta da Forbes come uno dei migliori luoghi di lavoro negli Stati Uniti. Amgen fa inoltre parte del Dow Jones Industrial Average e del Nasdaq-100, indice che riunisce alcune delle maggiori aziende non finanziarie quotate sul mercato Nasdaq.