In ogni sequenza del film un bambino viene al mondo in un’epoca differente e osserva per la prima volta ciò che lo circonda. Si parte dal Neolitico e si attraversano l’Antico Egitto, la civiltà Maya, l’epoca vichinga, la Cina feudale, la Londra della peste nera, il West americano e la Francia della Seconda guerra mondiale. L’ultima nascita porta invece il racconto nel futuro, a bordo di una navicella spaziale. La macchina da presa mantiene per tutto il film il punto di vista del neonato, mentre intorno cambiano ambientazioni, costumi, persone e situazioni.
Una produzione tra set reali ed effetti visivi
Per ricostruire le nove epoche è stato realizzato un articolato lavoro di produzione, con set, costumi, make-up e oggetti di scena specifici. Le riprese si sono svolte in tre giorni in uno studio di Sofia, in Bulgaria, con il coinvolgimento di quasi cento figuranti. La regia è firmata da Benjamin Le Breton e Arnaud Assouline, creative director di BETC Paris. Il film è stato prodotto da Prose on Pixels, con gli effetti visivi di Light VFX e la produzione esecutiva in Bulgaria di B2Y Productions. Particolare anche la scelta di non utilizzare generative AI: gli effetti digitali sono stati integrati con attori, scenografie e costumi realizzati fisicamente.