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Non è una questione che riguarda soltanto la comunicazione, l’Italia resta uno dei Paesi europei in cui i giovani fanno più fatica a conquistare autonomia economica, a lasciare la famiglia, a costruire un progetto di vita indipendente.

Fare insieme
Ma proprio nella nostra industry questa distanza assume un significato particolare. Anche in occasione dell’ultima edizione di Comunicare Domani è emersa in noi la sensazione che, nel tentativo di avvicinarsi alla Gen Z, i professionisti sembrano quasi dimenticare il proprio patrimonio di esperienza e conoscenza, mettendosi sullo stesso piano anziché esercitare quel ruolo di guida che dovrebbe appartenere a chi ha costruito questo settore. Eppure è proprio quanto ai giovani sembra mancare. Cioè, non cercano non qualcuno che li assecondi apparentemente, ma qualcuno che condivida conoscenze, trasferisca passione, affidi responsabilità e accompagni la crescita, lavorando insieme. Perché il vero interscambio non nasce quando una generazione abdica al proprio sapere, ma quando lo mette a disposizione dell’altra, trasformando l’esperienza nel timone e l’energia dei giovani nella spinta verso il cambiamento.
Il parere di Debora Magnavacca e Martina Monterisi
L’intervista che proponiamo va esattamente in questa direzione. Nelle parole di Martina Monterisi, Gen Z Leader di Casta Diva Group, emerge con chiarezza una richiesta che vale più di qualsiasi piano di employer branding, costruire insieme. Essere ascoltati, coinvolti, responsabilizzati. Non perché giovani, ma perché portatori di uno sguardo diverso. E nelle riflessioni di Debora Magnavacca, Board Member & Executive Producer Akita Film, oltre che insegnante Ied, è chiaro come il riconoscimento economico non sia soltanto una questione di denaro, ma il modo più concreto con cui un’organizzazione dichiara il valore che attribuisce alle persone e al loro lavoro. Insomma, diventa anche una questione di autostima.