Interviste

Eni, Gloria Denti: per essere riconoscibili bisogna essere coerenti, anche quando si cambia

In un mercato in trasformazione, la distintività di un brand nasce dalla capacità di evolvere senza perdere la propria identità. Gloria Denti, Head of Brand Communication, Insight and Reputation Metrics di Eni, spiega come costruire una comunicazione coerente e riconoscibile, governare un ecosistema di marche e scegliere partner capaci di mettere in discussione le proprie certezze

In un mercato in cui il rischio di omologazione è sempre più alto, come fa Eni a mantenere la propria distintività?

Essendo coerente con se stessa, restando vicina alla propria identità anche in un percorso di forte evoluzione e trasformazione. In un mondo in cui la tecnologia è al centro del cambiamento, il brand deve accompagnare questa evoluzione rimanendo fedele a cento anni di storia e, allo stesso tempo, guardando ai prossimi cento.

Non è semplice essere un brand energetico in una fase in cui il costo dell’energia pesa sul bilancio delle famiglie. Come si mantiene la vicinanza alle persone?

Non è semplice, ma essere un’azienda rilevante può aiutare a restare vicini alle persone. Nella nostra identità c’è un’attitudine al coraggio, alla forza di scegliere e di trasformare. Ci sono competenze, creatività e idee che ci consentono di affrontare anche i momenti più difficili.

Quanto contano, per costruire una comunicazione distintiva, la coerenza con l’identità del brand, la realizzazione delle idee e la loro diffusione sui diversi canali?

Per me è fondamentale sapere che cosa ci si aspetta da te e quali sono gli elementi che ti rendono riconoscibile. Da lì bisogna costruire un progetto completo, capace di raggiungere tutti i touchpoint con un linguaggio preciso e coerente con ciò che vuoi essere.

Questo ti permette di essere vicino alle persone e di risultare rilevante. Credo inoltre che, nella comunicazione così come nelle strategie di posizionamento e distribuzione, ci sia un principio fondamentale: la ripetizione. Più riesci a essere riconoscibile e coerente con te stesso, anche quando cambi linguaggio e messaggio, più le persone riescono a comprenderti.

Eni è un brand ombrello che deve tenere insieme realtà diverse, ciascuna con la propria identità. Come si governa questa complessità?

Noi siamo la famiglia Eni, e questo ci aiuta a costruire una governance. Esiste un filo conduttore che crea fiducia e che si riflette anche nelle realtà che fanno parte della nostra famiglia, cresciuta per rispondere a un mondo in cambiamento. L’obiettivo è mantenere un posizionamento comune, lasciando a ciascuna realtà autonomia e specificità. È quello che accade in una vera famiglia: i figli crescono, sviluppano una propria identità e diventano autonomi, ma restano legati alle proprie radici.

Che cosa cercate nei partner creativi e di comunicazione? E quanto conta la continuità della relazione?

Parliamo volutamente di partner, perché il rapporto si costruisce attraverso uno scambio, di idee, di bisogni e anche di dubbi. Cerchiamo qualcuno che sappia metterci in discussione, farci riflettere e pensare insieme a noi. È questo confronto che permette di far evolvere le idee e di costruire progetti più solidi.

di monica lazzarotto