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La sostenibilità è uscita dai riflettori, ma i problemi che dovrebbe affrontare sono tutt’altro che scomparsi. Cambiamento climatico, disuguaglianze sociali, governance e condizioni di lavoro continuano a incidere sul futuro delle imprese. È questa la visione alla base di Get It Fair, il sistema di valutazione della responsabilità delle imprese fondato dieci anni fa da Cesare Saccani e Ilaria Pirozzi, un progetto che ha scelto RED ROBIGLIO&DEMATTEIS per costruire un posizionamento e un’identità capaci di rendere comprensibile un modello che per sua natura è articolato e rigoroso. Ne abbiamo parlato con Cesare Saccani e Riccardo Robiglio.
Misurare i rischi, guardare al futuro
“Get It Fair significa misurare. Misurare i rischi di quello che potrebbe accadere domani”, spiega Cesare Saccani. Il modello prende in esame tutte le dimensioni della responsabilità aziendale: ambiente, sociale, etica del business, salute e sicurezza e governance. Non si limita a verificare quanto un’impresa abbia fatto fino a oggi, ma valuta anche come si sta preparando ad affrontare i prossimi tre-cinque anni. Il punto è proprio questo: banche, clienti, assicurazioni e stazioni appaltanti vogliono sapere con quali aziende stanno lavorando e quali rischi potrebbero assumersi. Non bastano più dichiarazioni e buone intenzioni, servono evidenze verificabili. Get It Fair si distingue per un processo di audit approfondito, con visite in azienda, e per un sistema di valutazione basato su standard internazionali, applicato da organismi di certificazione indipendenti e sottoposto ad accreditamento. Un approccio che Saccani definisce completo: “Non basta essere bravissimi in matematica e poi andare male in latino. Bisogna avere un buon risultato in tutte le materie”.
Non un bollino, ma un percorso di miglioramento
La valutazione non si esaurisce in un punteggio o in un marchio. L’azienda riceve un rapporto dettagliato che individua criticità e aree di miglioramento, indicando le azioni da intraprendere. “Non siamo degli sceriffi. Non ci interessa solo dare un bollino, ma cambiare effettivamente il modo in cui le aziende gestiscono il proprio sistema”. Il valore del modello emerge quando le imprese trasformano le indicazioni ricevute in un piano di lavoro condiviso, verificando nel tempo i progressi raggiunti. E non è uno strumento riservato alle multinazionali. Get It Fair vuole dimostrare che anche le piccole e medie imprese, persino quelle con pochi dipendenti, possono misurare e migliorare la propria responsabilità.
RED: rendere comprensibile la complessità
Come raccontare un sistema così articolato senza ridurlo a una comunicazione tecnica o, peggio, a uno slogan? È stata questa la sfida affidata a RED Robiglio&Dematteis. Robiglio parla di un lavoro sviluppato in tre fasi: comprensione approfondita del modello, individuazione dei suoi valori distintivi e traduzione in un linguaggio, un’identità visiva e un posizionamento riconoscibili. “Il valore forte era rendere la sostenibilità un atto virtuoso che contribuisce al successo di un’azienda. Poi abbiamo cercato di darle un linguaggio e un modo estetico di raccontarla in maniera professionale e seria, ma meno complessa, seppur mai semplicistica: doveva trasparire la complessità, insieme all’opportunità che rappresenta per le imprese”. La scelta è stata quella dell’eccellenza: la responsabilità come elemento distintivo e leva di competitività. Un lavoro che ha coinvolto il sito, l’identità e i contenuti, e che oggi prosegue attraverso video, social e attività di comunicazione.
Dalle imprese ai consumatori
La prospettiva di Get It Fair va oltre il mercato B2B. L’ambizione è che il marchio GIF Responsible Organization, attribuito alle aziende che superano il processo di valutazione, diventi anche un elemento riconoscibile per i consumatori. “L’obiettivo è che un domani si possa scegliere un prodotto perché sappiamo che viene da un’azienda che si comporta in maniera virtuosa verso di noi, i nostri figli e il territorio”, spiega Saccani. Un riconoscimento che potrebbe trasformarsi in un motivo d’acquisto e in un vantaggio competitivo per le imprese capaci di comunicare concretamente la propria responsabilità.
La semplicità non è semplificazione
Il lavoro con RED ha avuto un effetto anche sulla consapevolezza dello stesso progetto. Saccani riconosce che il confronto con l’agenzia lo ha aiutato a capire meglio come raccontare Get It Fair, individuando la giusta sequenza dei contenuti e imparando a essere più sintetico. La riflessione finale di Robiglio riguarda proprio il ruolo della comunicazione: “La semplicità è una cosa bellissima, la semplificazione ci sta creando grossi problemi. Bisogna capire come rendere la complessità percepibile da tutti, senza eliminarla”.
Chi è Cesare Saccani
manager e imprenditore con oltre 30 anni di esperienza nella consulenza manageriale, nella qualità e nella sostenibilità d’impresa. È fondatore di Holonic Network e presidente di Diligentia ETS, associazione impegnata nella promozione della responsabilità d’impresa e dello sviluppo sostenibile. È inoltre promotore e coordinatore di Get It Fair, programma di valutazione e certificazione delle performance ESG delle organizzazioni, con particolare attenzione ai temi dei diritti umani, del lavoro, dell’ambiente e della governance.