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Cinzia Pedrizzetti a Venezia con ‘Caffè nero bollente’. Le Cdp hanno fatto sistema

Il cortometraggio scritto, diretto e prodotto dalla regista pubblicitaria sarà presentato oggi, venerdì 4 settembre ore 21.30, all’Excelsior, durante la Mostra del Cinema di Venezia. Girato interamente a San Vittore, coinvolge detenuti e agenti della Polizia Penitenziaria. E nasce anche grazie al sostegno delle case di produzione che hanno contribuito alla realizzazione

Un progetto che porta sul grande schermo un luogo, San Vittore, con cui Pedrizzetti ha costruito negli anni un rapporto che precede il film e che nasce dalla sua attività di fotografa e regista. Anni fa era entrata nel reparto femminile del carcere per seguire il backstage di uno spettacolo ispirato ai diari di Frida Kahlo. Da quell’esperienza era nato anche un progetto fotografico sfociato nel 2019  in ‘PosSession”, mostra alla Triennale di Milano. Durante quell’esperienza Pedrizzetti aveva avuto modo di ascoltare le persone detenute, i loro racconti e anche il modo in cui continuavano a vivere le relazioni affettive dentro il carcere.

Come si vive l’amore in carcere?

Da questa domanda prendono forma casting, interviste e una storia che mette al centro la relazione tra Giovanna e Diego. Giovanna è una giovane donna cresciuta nella violenza, per la quale la violenza è stata a lungo l’unico linguaggio conosciuto. In carcere incontra invece una relazione diversa, costruita attraverso l’attesa, la distanza, la cura e l’immaginazione.

Un amore senza telefono, senza social, senza contatto

Non potersi incontrare liberamente, toccarsi, abbracciarsi o anche soltanto sfiorarsi modifica completamente il modo in cui i protagonisti possono costruire la propria relazione. Devono inventare altri linguaggi, altri codici, altri modi per cercarsi e comunicare. La distanza diventa parte della narrazione e permette al film di interrogarsi su quanto peso possano assumere un gesto, una parola, uno sguardo o un’immagine quando non possono essere accompagnati dalla presenza fisica.

Un film girato dentro il carcere

‘Caffè nero bollente’ è stato girato interamente all’interno di San Vittore, in un’area inutilizzata che è stata recuperata e trasformata in set. Le riprese sono durate circa una settimana e hanno coinvolto insieme troupe, persone detenute e agenti della Polizia Penitenziaria. A eccezione dei due protagonisti, tutti gli altri interpreti sono persone detenute, alcune hanno collaborato anche alle attività necessarie alla realizzazione del set, occupandosi del trasporto dei materiali, del montaggio e della sistemazione degli spazi.Nel film compaiono pure agenti della Polizia Penitenziaria. San Vittore è contemporaneamente ambientazione, luogo di produzione e parte integrante del cast.

Fiorella Mannoia, Lella Costa e Luca Bigazzi

Nel cast c’è Fiorella Mannoia, che interpreta una detenuta. Il titolo del film arriva proprio dalla sua canzone ‘Caffè nero bollente’, che Pedrizzetti racconta di aver ascoltato e riascoltato da bambina. C’è poi Lella Costa, nel ruolo dell’avvocata. La fotografia è firmata da Luca Bigazzi, direttore della fotografia noto anche per il suo lungo sodalizio professionale con Paolo Sorrentino. La musica è dei The Winstons.

Si è saputo fare squadra

Il film è stato realizzato grazie al sostegno di numerose case di produzione che hanno scelto di contribuire al progetto. Una pluralità di realtà, normalmente impegnate sul mercato e in competizione tra loro, ha messo a disposizione risorse e competenze per permettere al cortometraggio di essere realizzato. Tra le società che hanno sostenuto il progetto figurano AKITA FILM, Altoverbano, Argentina Cine, BEDESCHI FILM, BLACKBALL, Bottega Cinema, Castadiva, Diaviva, DUDE, Filmmaster, Garage Film, Indiana, Karen Films, La Cosa, Luca Fanucchi, MERCURIO CINEMATOGRAFICA, MOVIE MAGIC INTERNATIONAL, Spark & Riot, Stink Films, The Big Mama, The Box Films, The Family e Withstand.

A queste si aggiungono i main sponsor Michela Palazzo Adriano con Viaggio con Scarpette Rosse, My Style e Freccianera Franciacorta (Fratelli Berlucchi).

La produzione esecutiva è di Cinzia Pedrizzetti e Groove Science. Il montaggio è di Luca Angeleri e Francesca Catalisano, il suono in presa diretta di Tiziano Crotti, l’organizzazione generale di Marco Zardoni, la supervisione di musica e montaggio di Louis Sebastian Pane.

Le scenografie sono di Fabbienne Arzul e Marcella Galeone, i costumi di Ingrid Pastore, il trucco di Milena Di Girolamo e le acconciature di Roberta Ristano.

La post produzione video è di BAND, con gli effetti digitali di Edi – Effetti Digitali Italiani.

Il progetto ha previsto la retribuzione della troupe e delle persone detenute coinvolte nel lavoro, mentre alcune professionalità, tra cui scenografi, fotografi e operatori, hanno scelto di partecipare gratuitamente.

di Monica Lazzarotto