Interviste

LACONIC cambia il modo di fare post-produzione. Il valore di scelte a monte e di team su misura

Un nuovo modello che mette in rete editor, colorist, VFX artist, 3D artist, AI artist e designer e li porta nel progetto già dalle prime fasi. Per producer, agenzie e aziende significa ottimizzare processi, tempi e costi e alzare la qualità del risultato. Ne parliamo con le co-founder, Arianna Natale e Alice Bellini

Fondando LACONIC, a inizio 2023, avete immaginato qualcosa che in Italia non esisteva, una realtà che rappresentasse tutti professionisti della post- produzione. Da quale esigenza è nata questa visione e come si è evoluta fino a diventare oggi un hub che riunisce editor, colorist, VFX artist, 3D artist, AI artist e designer?

“L’idea è nata da un bisogno concreto e bilaterale: dare struttura e rappresentanza ai freelance da un lato, e offrire ai clienti un’alternativa alla post-produzione tradizionale dall’altro. Con la frammentazione di formati e budget, le agenzie e le case di produzione non cercavano più un unico fornitore standard, ma competenze verticali e team costruiti su misura. Dalla nostra esperienza sul campo abbiamo capito che il nostro network poteva diventare il punto d’incontro che mancava: un hub a cui producer e creativi potessero rivolgersi per comporre la squadra ideale per ogni progetto. LACONIC si è quindi sviluppata come una realtà a metà tra un’editorial house e una talent rep specializzata nella post-produzione. Un modello unico in Italia”.

Molti pensano che il lavoro della post-produzione inizi quando finiscono le riprese. Voi invece entrate spesso in gioco già nelle fasi di sviluppo e pre-produzione. Perché coinvolgere fin dall’inizio le competenze giuste può cambiare la qualità di un progetto e quali vantaggi offre a producer, agenzie e case di produzione lavorare con LACONIC?

“Per producer di agenzie e case di produzione, lavorare con LACONIC significa individuare fin dall’inizio i professionisti più adatti al progetto e costruire un workflow sulle sue reali esigenze, anziché partire da uno schema standard. Coinvolgere per tempo chi lavorerà alla post-produzione permette infatti di fare già sul set scelte che possono semplificare il lavoro successivo, evitando costi ed extra timing e mantenendo un maggiore controllo sul risultato finale. Produzione e post-produzione restano fasi distinte, ma fanno parte della stessa catena. Per questo cerchiamo di creare un dialogo tra le due prima ancora delle riprese, soprattutto nei progetti con esigenze creative o tecniche particolari. La producer mantiene il controllo del processo, con il supporto di LACONIC nell’individuare e coordinare i freelance giusti e nel garantire continuità e qualità”.

Ma quindi, dal punto di vista di un cliente, qual è la differenza concreta e strategica tra scegliere LACONIC, rispetto all’ingaggiare direttamente un singolo freelance o una casa di post?

“La differenza la fa l’ampiezza di soluzioni che si ha a disposizione. LACONIC permette di varcare diverse strade produttive, che aprono altre strade creative, che aiutano nell’insieme il cliente a valutare cosa meglio fare. Le strade non convenzionali, per contenuti convenzionali, sono quelle che ci permettono di creare quelli che chiamiamo ‘perfect match’ tra persone, ma soprattutto che ci permettono di stupire”.

Editor, colorist, VFX artist ecc sono figure decisive per il risultato finale, ma raramente vengono raccontate, valorizzate, fatte conoscere. In un settore che non ha un albo né un sistema di rappresentanza strutturato, quale ruolo vi siete date nel costruire una cultura che riconosca e tuteli il valore di queste professionalità?

“In un settore senza rappresentanza strutturata, il nostro ruolo è proteggere il lavoro e il tempo dei talent. Arriviamo da una grande conoscenza delle esigenze di chi lavora in post e per ora il nostro compito è assicurarci di garantirgli le migliori condizioni affinché faccia al meglio il suo lavoro e di conseguenza che anche per i producer ci sia la massima qualità e il lavoro migliore. Un traguardo di cui siamo molto orgogliose è stato realizzare due stagioni de L’iconic Podcast, nato con l’idea precisa di dare voce a chi nei titoli di coda compare in piccolo, ma fa grandi cose. È stato il nostro contributo per raccontare le persone ‘iconiche’ che lavorano dietro le quinte della pubblicità e del cinema”.

Oggi per i giovani che si affacciano al mondo della post-produzione non è facile trovare punti di riferimento e al contempo molti professionisti scelgono di lavorare come freelance. Qual è il vostro ruolo nei confronti di entrambi, come li accompagnate nel costruire un percorso sostenibile e come aiutate il mercato a intercettare i talenti più giusti per i diversi progetti?

“Con i giovani partiamo dall’ascolto e cerchiamo di dare una direzione al percorso. Molti oggi arrivano al mercato dopo la scuola o attraverso una formazione molto autonoma: noi proviamo ad affiancarli con figure senior, prime esperienze supervisionate e un confronto concreto su metodo, workflow e dinamiche professionali. L’obiettivo è aiutarli a costruire nel tempo competenze, consapevolezza e una propria identità professionale. Con i talent in esclusiva il lavoro prosegue anche sul piano della rappresentanza: li accompagniamo nel posizionamento, nella costruzione del portfolio e delle specializzazioni, oltre a gestire comunicazione, strategia commerciale e rapporto con i clienti. Progetto dopo progetto, cerchiamo di costruire un percorso che sia coerente e sostenibile. Allo stesso tempo facciamo un lavoro di selezione per il mercato. Analizziamo ogni brief, la regia, la fotografia e la direzione creativa per individuare i professionisti più adatti per seniority, competenze e affinità stilistica. Il nostro ruolo, alla fine, è proprio questo: crescere con i talenti e creare gli incastri giusti tra persone e progetti”.

Chiudiamo con delle case. Ci raccontate un paio di lavori che vi rendono particolarmente fiere perché hanno dato corpo al vostro modo di intendere la collaborazione, in ottica win win: progetti, creatività, talenti, efficienza ed efficacia?

“Più che a una singola case history, il concetto di ‘win-win’ per noi è legato al processo. Si realizza ogni volta che togliamo complessità al producer, che trova il team ideale senza gestire decine di contatti, e al tempo stesso garantiamo al talent un lavoro cucito sulle sue aspirazioni. Può significare individuare un singolo editor o colorist, oppure costruire un’intera squadra di freelance per gestire tutta la post-produzione: editing, color, VFX, 3D, online. Quando un producer ottimizza i processi e un professionista sceglie di affidarsi a LACONIC
per la sua crescita, è lì che misuriamo il nostro reale valore. Alla fine, quello che stiamo costruendo è proprio questo: un grande network di professionisti indipendenti che, attraverso LACONIC, può diventare ogni volta la squadra giusta per quel progetto”.

di monica lazzarotto