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Cosa sta succedendo ai grandi network? Come cambia la mappa del business della comunicazione? Che ruolo hanno e giocheranno le sigle indipendenti? L’opinione di Michele Ranauro/Compositore e musicista

Cosa sta succedendo ai grandi network di comunicazione? Da WPP a Publicis, l’integrazione è partita accorpando in un unico building le differenti sigle. Ma ora sembra non più essere solo logistico il senso. La nuova decisione Ogilvy, infatti, di far confluire in un unico brand le sue diverse sigle apre nuovi scenari. E prima altrettanto fece Havas. Dunque, trattasi solo di integrazione dell’output al cliente, in ottica sinergica, ottimizzazione risorse e saving, o c’è da ipotizzare il disegno di una nuova mappa della competizione globale? Insomma, la concentrazione è auspicabile pro espansione del mercato? Come cambia in tutto ciò il ruolo delle sigle indipendenti?

Michele Ranauro, compositore e musicista:

“Specializzarsi nel risolvere i problemi, questo è il futuro, ché del domani (non) c’è certezza. Facevo il compositore per l’advertise, qualche anno fa. Ho avuto un intenso periodo nella discografia, all’estero, a fare Edm (Owsla Mad Decent), e in Italia, a fare il creatore di ponti (acustico e musica digitale), unico ruolo interessante per me, visto che sugli altri fronti, più commerciali, ho già dato. E ora, tornato a Milano, mi ritrovo perfettamente nella vostra analisi, letta su LinkedIn. Comunque, non bisogna dimenticare che un pizzico di sparkle creativa può venire anche da un incontro proporzionato tra audio e video. Un po’ come succede nel cinema, dove il creativo e il regista propongono una palette ad un compositore, di cui magari sanno avere a disposizione una ampia gamma espressiva. Non è un discorso economico questo. Conosciamo tutti il momento. Forse voglio dire che la catena di montaggio, quella dell’unico referente, magari affievolisce un po’ la creatività, che invece, per tutta la catena produttiva, dal cliente, all’agenzia, alla riuscita della campagna, è un fattore cruciale. Forse un po’ di apertura non farebbe male. Prima di dirlo agli altri, lo dico a me stesso”.

[pdf]Chi è Michele Ranauro

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