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Google I/O, ovvero l’artificial intelligence in tutte le app e le offerte di servizi. Tranne nell’Unione Europea che sta preparando il suo AI Act. Ma Bard arriverà

Google IO

Il 10 Maggio a Mountain View, la sede di Google, si è tenuto l’annuale appuntamento Google I/O: una raffica di annunci che ruotavano tutti intorno a un solo tema, quello dell’intelligenza artificiale generativa, che renderà ancora migliori i servizi offerti da Google, dalle ricerche sul web alla email, dalle mappe agli acquisti.

Più avanti passeremo in rassegna uno a uno i principali, ma quello che è balzato subito all’occhio è stato che l’AI è disponibile da ora in 180 paesi. Ma non c’è l’Italia tra questi, ma ancora di più pesa il fatto che non ci sia l’intera Unione Europea. Strano fare un super evento globale e non dire una sola parola su questa scelta.

Perché Google ha deciso di fare una cosa del genere? Si sono immediatamente scatenate ipotesi e risposte più o meno azzeccate – dai i paletti imposti dal Gdpr europeo al timore delle regole del prossimo AI Act, fino a quando, qualche giorno dopo, non è stata diffusa un’intervista con Sundar Pichai, attuale CEO di Google e di Alphabet: “Quella alle IA non è una corsa a chi arriva primo”, ha sentenziato. “In generale, ha aggiunto, l’intelligenza artificiale è una tecnologia che sta impattando sull’umanità in una molteplicità di forme, dunque è essenziale non solo implementarla correttamente, ma anche rispettare le regole che sono imposte dai vai Paesi. Senza sottovalutare le difficoltà linguistiche legate alla traduzione di quanto viene chiesto in lingue diverse dall’inglese. Google ha iniziato questo estenuante lavoro di traduzione dal giapponese e dal coreano, che per la loro complessità rappresentano le lingue più sfidanti. “Bard arriverà in Ue, perché è fra le aree più importanti del mondo e perché vogliamo assolutamente esserci. Ma vogliamo esserci rispettando tutte le regole: stiamo sviluppando i nostri prodotti proprio perché le rispettino”, ha concluso Pichai.

Affrontato così, e sperabilmente risolto, il dubbio sul futuro europeo dell’AI di Google, Bard btw, possiamo passare a guardare più da vicino le altre novità presentate a Mountain View, cominciando dal nuovo Pixel Fold, primo foldable smartphone di Google, per poi passare alle App, dove è più sensibile l’ingresso di Bard.

Immersive View for Routes per Maps

Se già lo scorso anno era stata introdotta la funzione Immersive View che crea una fedele rappresentazione dei luoghi per poterli esplorare virtualmente prima di visitarli, ora questo concetto verrà applicato anche alla funzione principale di Google Maps, cioè il navigatore. Con Immersive View for Routes, infatti, sarà possibile visualizzare il tratto da percorrere potendo anche visualizzare le condizioni meteorologiche o del traffico. Il servizio sarà lanciato in estate ed entro la fine dell’anno sarà disponibile per quindici città del mondo, tra cui Londra, New York, Tokyo e San Francisco.

Le novità per Google Search

Non poteva mancare la risposta a Bing di Microsoft, che si appoggia a ChatGPT 4.0, la principale minaccia attuale al predominio di Google nel search advertising. Inserendo una query di ricerca, il primo risultato visibile sarà generato dall’AI, che presenterà una sintetica riposta alla domanda e fornirà alcune possibili domande di follow up preimpostate, oltre alla possibilità di scrivere un nuovo prompt differente.

Il nuovo language model PaLM 2

Un importante annuncio in campo AI riguarda il nuovo Language Model di Google, PaLM 2, mostrando come può essere applicato in ambiti specifici quali la sicurezza o la medicina. Grazie a PaLM 2 inoltre Bard potrà funzionare in altre 40 lingue.

Novità anche per Workspace

Qui l’attacco a Microsoft va oltre la risposta all’AI di OpenAI per supportare l’offensiva verso una della ‘vacche da latte’ di Redmond, la suite Office. I prodotti di Google Workspace nei prossimi mesi avranno sei nuove AI features: un pannello laterale in Google Docs chiamato Sidekick, ad esempio, leggerà automaticamente il documento e fornirà alcuni interessanti suggerimenti per il proseguo del documento. L’AI in Workspace, quindi, non fornisce solo risposte alle domande ma anche formula le domande stesse analizzando il contenuto del documento. Sidekick è presente anche in Gmail e potrà, per esempio, riassumere una conversazione analizzando il contenuto di uno scambio di email.