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Con la presentazione del programma della 41ª Settimana Internazionale della Critica prende ufficialmente il via la nuova stagione cinematografica. La sezione autonoma e parallela dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre, proporrà sette opere prime in concorso e due eventi speciali fuori concorso, tutti in anteprima mondiale. “In un mondo che cambia, scegliere quali storie mostrare non può essere mai un atto neutrale”, ha dichiarato la Delegata Generale Beatrice Fiorentino, spiegando come il programma del 2026 rappresenti “una decisa scelta di campo”. Un percorso che attraversa geografie lontane e un’Italia in vertiginosa trasformazione, dando vita a un atlante di luoghi reali e immaginari capace di raccontare il disorientamento del presente, rileggere criticamente il passato e tradurre tutto questo in nuove immagini. Mentre l’industria cinematografica riflette sulle proprie crisi, i film selezionati dimostrano che il cinema continua a esprimere la propria necessità, rifiutando l’omologazione per riscoprire il rischio creativo e la forza del racconto. “È un cinema indipendente e fiero, coraggioso e vitale, pronto a ricordarci come l’immaginario si possa e si debba ancora reinventare”. Organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI), la SIC rinnova così la propria missione di individuare nuovi talenti, intercettare i linguaggi emergenti e offrire uno spazio di libertà creativa al cinema contemporaneo. La selezione è firmata da Beatrice Fiorentino, Matteo Berardini, Marianna Cappi, Francesco Grieco e Marco Romagna.
I film in concorso
I sette film in concorso compongono una mappa del presente attraverso sguardi profondamente diversi ma accomunati dal desiderio di interrogare il nostro tempo. Dalla Colombia arrivano The End of Times di Bibiana Rojas Gómez e Juan David Cárdenas, un radicale film-saggio che utilizza immagini d’archivio e Intelligenza Artificiale per riflettere sulla memoria e sul colonialismo, che utilizza la tecnologia non come anestetico ma come mezzo per immaginare il futuro, e Meteorite di Sebastián Múnera, intenso racconto femminile ambientato in un territorio ancora attraversato dai fantasmi della violenza e in cui colore, spazio e memoria definiscono i confini tra favola e realismo. La Tunisia è rappresentata da The H@llow Man di Kamel Laaridhi, una visionaria distopia che immagina un futuro in cui emozioni e memoria sono controllate dalla tecnologia. È un ordigno poetico mascherato da fantascienza, un labirintico viaggio dantesco che trasforma il cinema in un’ultima scialuppa di salvataggio: non un film sul futuro, ma un grido disperato sul nostro presente, Dal Brasile arriva London, esordio di Victor Di Marco e Márcio Picoli, racconto queer che mette al centro la fisicità, il desiderio e la libertà di autodeterminazione. Definito un film “cronenberghiano”, è un attacco frontale all’ossessione attuale per le etichette. L’India è presente con Our Share of Sand di Shalini Adnani (in coproduzione con Regno Unito, Grecia), un dramma familiare che diventa una riflessione sulle disuguaglianze e sulla crisi ambientale: al centro c’è una dodicenne protagonista di una ricongiunzione familiare nell’India rurale sullo sfondo di una crisi ambientale, con la speranza che lo sguardo puro delle nuove generazioni possa spezzare le catene della sottomissione. L’Italia concorre con Prima della guerra di Tommaso Usberti (in coproduzione con la Francia), intenso racconto di formazione ambientato nella pianura padana, che diventa un profondo luogo psicanalitico, e che affronta con straordinaria maturità il tema della mascolinità contemporanea. Viene definito un film tra il respiro visivo del primo Bertolucci e le vibrazioni tragiche di Pasolini. Completa il concorso Zoom In, Zoom Out del cinese Dong Jie, un’opera che intreccia mystery, gaming online e alienazione urbana raccontando le inquietudini della Generazione Z, un film che ripropone l’universo cinematografico di Antonioni aggiornato all’era delle solitudini connesse.
I fuori concorso
Due opere in fuori concorso apriranno e chiuderanno la SIC: si inizierà con Il grande Giaffa, opera prima di Marco Santi, noir esistenziale interpretato da Edoardo Pesce, uno dei migliori attori della sua generazione, che riflette sui temi dell’identità e dell’invisibilità sociale, un film tra Pirandello e Scorsese. Chiuderà invece la manifestazione Rider, debutto alla regia della coppia formata da Roan Johnson – già dietro la macchina da presa di numerose pellicole di successo – e Davide Pavanello – in arte Dade -, un musical metropolitano che utilizza il linguaggio del rap per raccontare il lavoro precario, il desiderio di emancipazione e i conflitti della nuova Italia: è un noir metropolitano e un romanzo di formazione in cui il linguaggio delle giovani generazioni si misura con l’eredità dei padri. Anche quest’anno la SIC conferma il proprio sistema di riconoscimenti: il Gran Premio IWONDERFULL, assegnato da una giuria internazionale; il Premio del Pubblico; il Premio Luciano Sovena al Miglior Produttore Indipendente; il Premio Mario Serandrei – Hotel Saturnia per il Miglior Contributo Tecnico e il Premio Circolo del Cinema di Verona al film più innovativo. Tutti i film in concorso, eleggibili secondo il regolamento, concorreranno inoltre al Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”.
I corti
Prosegue inoltre il percorso di SIC@SIC – Short Italian Cinema @ Settimana Internazionale della Critica, giunto all’undicesima edizione e realizzato in collaborazione con Cinecittà. Ad aprire il programma fuori concorso sarà Les Métamorphoses, au féminin di Maria Giménez Cavallo, montatrice di lunga esperienza al fianco di Abdellatif Kechiche, che firma un’opera apertamente femminista che rilegge i versi di Ovidio con gli occhi del presente, riportando alla luce la violenza contro le donne nei secoli. La chiusura sarà invece affidata a Un breve incontro di Liryc Dela Cruz, una delle voci più interessanti del nuovo cinema italiano, che gira a Genova un’opera intima e poetica sulla precarietà del mondo in cui viviamo. Main partner della Settimana Internazionale della Critica è IWONDERFULL. Cultural partner è Cinecittà, con cui viene realizzato SIC@SIC. La manifestazione si avvale inoltre del sostegno di numerosi partner istituzionali e privati, tra cui Associazione Amici di Luciano Sovena, Hotel Saturnia & International, Circolo del Cinema di Verona, NUOVOIMAIE, Frame by Frame, Stadion Video, Advista, Centro Nazionale del Cortometraggio, Agnus Dei – Tiziana Rocca Production e Milano Film Network, oltre ai media partner MyMovies, FRED FILM RADIO, The Hot Corn e Advista.
di Maurizio Ermisino