L’indagine evidenzia come la consapevolezza del tempo che passa possa portare a rivedere priorità e abitudini. Tra le persone che dichiarano di pensare al proprio invecchiamento, il 41% lo considera una parte naturale della vita, mentre il 19% lo vive con preoccupazione. Per il 15% questa consapevolezza significa cercare di gestire meglio tempo ed energie e per il 13% dedicare maggiore attenzione alla cura di sé.
Anche il concetto di longevity sembra essere più presente nelle pratiche quotidiane che nel linguaggio. Solo il 14% degli italiani afferma di conoscere bene il significato del termine, ma per il 51% vivere meglio e più a lungo significa occuparsi quotidianamente del proprio benessere, attraverso relazioni, sonno, movimento, alimentazione, benessere mentale e senso della vita. Tecnologia e medicina hanno invece un peso più contenuto nell’immaginario spontaneo legato alla longevità.
Il cambiamento nella percezione dell’età riguarda anche il rapporto con i brand. Secondo la ricerca, il 31% degli italiani si sente più vicino ai marchi capaci di evolvere insieme ai bisogni delle diverse fasi della vita, mentre il 29% apprezza quelli in sintonia con il presente e il 22% quelli che innovano senza complicare la vita delle persone. Il 27%, infine, indica come elemento importante la proposta di prodotti più utili, semplici e adatti alla vita reale.
“Per anni abbiamo usato l’età anagrafica come una categoria utile per descrivere le persone e interpretare la società”, spiega Emanuele Giraldi, Managing Director di Hearts United Italia (OMNICOM MEDIA). “Oggi ci accorgiamo che non basta più. Human After All nasce da questa consapevolezza e da una domanda semplice: che cosa significa oggi vivere più a lungo? La ricerca ci dà una risposta chiara: la longevità non sta cambiando soltanto il numero degli anni che viviamo, sta cambiando il significato del tempo. Pensiamo all’invecchiamento sempre prima, ma con il passare degli anni continuiamo a sentirci sempre più giovani: un cambiamento che modifica il modo in cui costruiamo relazioni, prendiamo decisioni, immaginiamo il futuro e attribuiamo valore alle diverse fasi della vita. Abbiamo scelto il titolo Human After All perché, in un’epoca in cui scienza, tecnologia e intelligenza artificiale ridefiniscono le possibilità della longevità, gli italiani continuano ad attribuirne il significato soprattutto a elementi profondamente umani: relazioni, equilibrio, prevenzione, qualità della vita. Comprendere questo cambiamento significa comprendere meglio la società contemporanea”.