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La differenza è che, alla Parolaccia, paghi per ricevere improperi. A Roast In Peace si viene pagati. E si va lì per quello, come ha ammesso candidamente Fedez ieri alla presentazione a Roma, al Teatro Della Cometa. Alla domanda “lo rifaresti?” ha risposto “Sì, ti pagano, stai lì e ridi”. La seconda edizione di Roast In Peace, versione italiana di uno storico format televisivo americano, arriva dopo che la prima era stata dominata da un ‘fuoriclasse’, anche mediatico, come Francesco Totti. E allora, come in altri show di questo tipo, come LOL – Chi ride è fuori, tutto sta nel costruire il cast giusto. I cinque personaggi messi sulla ‘graticola’ (questo è il significato di roast), cioè esposti al pubblico ludibrio, devono avere un certo seguito televisivo, o devono essere facilmente attaccabili, come sparare sulla Croce Rossa. Della prima categoria fanno parte ovviamente Fedez – rapper, conduttore, opinionista – e Alessandro Borghese, chef presente tanto in tv quanto in cucina. Della seconda, coloro che prestano facilmente il fianco alle critiche, Simona Ventura e Asia Argento. Ma, in questa categoria, visto tutto quello che gli è successo, allo stesso tempo possiamo mettere anche Fedez. Discorso a parte per Giuseppe Cruciani, il conduttore radiofonico de La Zanzara. Lui, come ha detto la conduttrice Michela Giraud, è qui perché è nel suo mondo, quello dell’attacco, della baruffa. Quando ha ammesso di essersi trovato bene, la comica gli ha risposto senza mezzi termini “Ti credo, sto programma sei te. Ti hanno pagato per fare te”. Roast in Peace è prodotto da Stand By Me in collaborazione con Prime Video e sarà disponibile in esclusiva su Prime Video in Italia dal 18 settembre.
Ma come funziona Roast In Peace?
Il format è semplice e collaudato. 5 vittime, 4 ‘infami’ e 5 ‘inconsolabili’, uno per ogni vittima. Si immagina che il vip in questione sia defunto: viene chiamato sulla scena e fatto mettere dentro una cornice di fiori. Quindi un comico viene chiamato accanto a lui e comincia a declamare il suo ‘elogio’ funebre. Elogio, ovviamente, si fa per dire, perché si tratta di una serie di prese per i fondelli. I comici chiamati a dileggiare i vip sono Max Angioni, Martina Catuzzi, Stefano Rapone, Eleazaro Rossi. Dopo di loro, per ogni vip arriverà un ‘inconsolabile”, cioè una persona molto vicina ai defunti, che è una sorpresa anche per loro. Ovviamente, si uniranno all’elogio… Finite le bordate di offese, i nostri eroi ‘resuscitano’ e arriva il loro momento. Ora ci sono loro sul palco e possono ribattere alle accuse.
Prime Video punta sul varietà, ma…
Prime Video conferma il suo posizionamento di streamer, però ‘generalista’. Nel senso che più di altre OTT oltre a serie e film propone (oltre allo sport) unscripted e show che sono quello che per la vecchia tivù lineare erano i varietà. Lo fanno, ovviamente, aggiornandoli ai ritmi e ai gusti di oggi, con la formula degli episodi velocissimi da seguire in binge watching, adattando sempre format internazionali. Dopo Roast In Peace arriveranno altri show come The Traitors 2 e LOL – Halloween Special.
Il politicamente scorretto
Si tratta di una comicità molto diversa da quella dei vecchi varietà comici delle tivù generaliste. Ma anche dallo show simbolo del divertimento Prime Video, cioè LOL – Chi ride è fuori. Lì c’è una comicità più ‘slapstick’, fisica, innocente, fatta di gag, sia scritte che improvvisate. Qui c’è la battuta politicamente scorretta, quella degli stand up comedian più cattivi, lo humour nero. È una comicità tipicamente anglosassone, in voga in America e in Gran Bretagna. Una comicità che non sempre funziona da noi, che non è adatta a tutti. È una comicità che va maneggiata. Perché, se è vero che il politicamente corretto ha in parte bloccato la creatività, e molte cose che si dicevano nei film comici degli anni Settanta e Ottanta non si potrebbero dire oggi, è anche vero che, per andare oltre, è un attimo che si scivola nel cattivo gusto. Come, ad esempio, quando il comico Stefano Rapone, noto per il podcast Tintoria, ha ripetutamente augurato a Fedez di riprendersi un tumore. Sempre a proposito del rapper, la comica Martina Catuzzi ci ha detto che, dal montaggio finale, è stata tagliata una battuta piuttosto pesante sull’ex moglie Chiara Ferragni. È chiaro che, rispetto alla registrazione, c’è un attento lavoro in fase di montaggio e qualcosa viene tagliato.
Che battute fanno ai nostri vip?
Ci sono anche battute riuscite. Ad Asia Argento viene detto “Asia bella e maledetta. Praticamente è Barbie San Patrimonio”. “C’è una bellissima intervista fatta da lei a dieci anni. Praticamente l’ultima fatta da sobria”. Ad Alessandro Borghese, “Il lavoro principale è andare a mangiare in 4 ristoranti diversi. Ma non è un lavoro, è una forma di bulimia”. “È ossessionato dall’igiene, e quando è arrivato qui ha subito chiamato i Nas, dopo aver passato la mano sui capelli di Cruciani”. Chi sembra vivere tutto con più serenità e stile è proprio Alessandro Borghese, che sembra inscalfibile. “Il mio funerale? Lo immagino grasso, opulento. Al mio funerale vorrei un buffet, tanti amici che vengono a cucinare. Come si fa in America” ci ha raccontato. A Simona Ventura sono arrivate stilettate del tipo: “Nel 2010 lanci la tua personale web tv, un fallimento totale. Non si vedeva una manovra così azzeccata dal saluto al Giglio”. Il resto lo ha fatto da sola, con il suo fare un po’ svampito. E ci ha confessato che il suo segreto è l’autoironia. Quello che le ha permesso di arrivare a 40 anni di carriera.
di Maurizio Ermisino