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E in tanti ci siamo detti: a volte dimentichiamo dove stiamo. Perché Roma è questo, permette eventi in luoghi che pochi altri posti si possono permettere. Ma, immediatamente, abbiamo pensato un’altra cosa: un evento simile per il lancio di una serie – e probabilmente anche per un film italiano – non era mai stato fatto. È la potenza di Netflix, player dello streaming che oggi si può permettere strategie di marketing (e relativi budget) che una volta potevano permettersi solo le major del cinema. Ed è anche la potenza di Zerocalcare, al secolo Michele Rech, fumettista che si è dimostrato capace di creare anche dei contenuti di animazione, di intercettare un pubblico affezionato, fidelizzato, di diventare la voce di una generazione, anzi forse due o tre. L’evento e la campagna adv di affissioni è stata creata quindi tutta intorno a lui.
Due Spicci ricrea un mondo
Nel teatro naturale romano, allora, è andato in scena un evento, dalle 5 del pomeriggio fino a mezzanotte, che è stata l’immersione in un mondo ben preciso. L’atmosfera era quella dei grandi concerti rock. Ma dentro c’era molto altro. Durante l’evento, il pubblico ha giocato su centinaia di postazioni arcade in una grande partita collettiva, immergendosi al tempo stesso in altre attività ludiche, come enormi tavoli da calcetto in cui giocare in tanti, e photo opportunity tematizzate. I fan hanno fatto squadra e si sono cimentati nel retro gaming nel corso della giornata, tra titoli classici degli anni Ottanta e Novanta e un videogioco realizzato appositamente per l’occasione con i personaggi e le ambientazioni della Roma di Zerocalcare, fino ad accumulare, checkpoint dopo checkpoint, 1 miliardo di punti per sbloccare l’obiettivo finale: la proiezione in anteprima dei primi tre episodi della nuova serie Netflix.
La visione privata diventa visione collettiva
Introdotti da Zerocalcare in persona, gli episodi sono stati applauditissimi. E vivere una visione collettiva di un rito – la serie – che di solito prevede la visione solitaria, è stato un interessante cambio di paradigma. A chiudere l’evento ci sono stati i due concerti di Coez e Giancane, con un featuring a sorpresa di Rancore. I due artisti hanno portato i loro brani presenti nella colonna sonora di Due Spicci: Ci vuole una laurea, il nuovo singolo di Coez, e Non ti riconosco più di Giancane, sigla della serie. Ad accoglierli sul palco Cecilia Cantarano. Il videogioco Insert Due Spicci è disponibile fino al 27 maggio (https://insertduespicci.it/online).
Che cos’è Due Spicci?
La nuova serie di Zerocalcare, che segue le altre due realizzate per Netflix, Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo, è uno dei migliori esempi di animazione per adulti, e conferma la tesi del bel film di Omar Rashid Generazione Fumetto che i fumetti ormai non sono più arte minore e una cosa da bambini. A ogni nuova serie, Michele Rech è riuscito a superare se stesso: la seconda è stata più toccante della prima, questa riesce a commuovere ancora di più. Perché tocca corde personali: gli amici che si allontanano, il senso della banda, del collettivo (il riferimento è al film I Goonies) che non è più la risposta a tutto, i figli che cambiano la vita, i problemi economici e le scelte che ne conseguono. È un Zerocalcare nuovo, crepuscolare, amaro. Si ride tantissimo, come sempre, le digressioni e il flusso di coscienza di Zero sono sempre ad alti livelli, ma l’amaro per quello che accade nella trama principale resta. E finisce per essere struggente. Ancora una volta, Michele Rech ha toccato vette altissime. E ci ha toccato il cuore.
La storia di Due Spicci e i libri da leggere
Zero e Cinghiale gestiscono un piccolo locale, ma problemi economici, incomprensioni e vite personali che si complicano più del dovuto mettono entrambi sotto pressione. Il ritorno di una figura dal passato di Zero e responsabilità inattese fanno precipitare una situazione già fragile, costringendo tutti a confrontarsi con scelte difficili. Accanto a Zero sempre l’immancabile presenza della sua coscienza, l’Armadillo a cui Valerio Mastandrea torna a prestare l’inconfondibile voce. Ricordate cosa dicevamo a proposito dell’ultimo film di Star Wars? Che ormai film e serie si muovono in un mondo transmediale. E allora, per apprezzare ancora di più la serie (che è godibile anche senza aver conosciuto niente del mondo dell’autore), è interessante leggere due delle sue graphic novel: Scheletri e Macerie Prime – Macerie Prime: Un anno dopo.
Si ride? Si piange?
È stata questa la domanda che è stata fatta a Zerocalcare prima della proiezione degli episodi. “Non lo so, mi viene solo da mettere le mani avanti” ha detto lui nel suo solito understatement. “Vedete le prime puntate, quelle che servono a spiegare le cose. Poi è meglio”. Ma quanto ci è voluto per realizzare la serie? “Ci abbiamo messo un botto” risponde l’artista. “Quantificare un botto? Direi quasi tre anni, considerando la scrittura, l’animazione, il doppiaggio. È stato lungo come processo. Sono otto puntate. Non so se lo rifarei, perché non so se voglio fare ancora queste cose, ma lavorarci è stato figo, e le persone con cui ho lavorato sono molto brave”. Tu sei orgoglioso di te? “No. Non lo so” risponde, sempre timido, Michele Rech. “Le persone che hanno lavorato alla serie sono centinaia. Lo so che oggi c’è scritto Zerocalcare, ma vorrei che si sapesse che senza tutte queste persone non sarebbe stato possibile”.
La campagna OOH
Da giorni Roma è tappezzata dalle affissioni della nuova campagna di lancio della serie. Anche qui Netflix è riuscita ad essere ancora una volta innovativa e originale: per una volta non si è scelto di puntare sui disegni di Zerocalcare ma si è scelto di far disegnare i suoi personaggi e le sue situazioni ad altri fumettisti italiani. Con risultati molto interessanti. Quella per Due Spicci è una delle campagne di lancio più ambiziose e riuscite in campo televisivo degli ultimi anni.
di Maurizio Ermisino