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LOL 6: far ridere è una cosa seria (anche per i brand)

In esclusiva su Prime Video in onda sei episodi, dal 23 aprile con i primi 5 e dal 30 aprile con l’ultimo. In occasione del lancio abbiamo intervistato Francesco Mandelli, Paola Minaccioni e Valentina Barbieri. Ci hanno parlato di comicità, social media e anche di pubblicità

“Come ci si prepara a LOL? Pensando all’Agenzia delle Entrate, alle multe da pagare”. Insomma, a cose tristi. È così che Scintilla, uno dei comici del cast di questa nuova edizione di LOL: Chi ride è fuori, la sesta, ormai uno show che è un vero e proprio brand, un marchio di fabbrica e un prodotto identitario di Prime Video. LOL era arrivato per la prima volta nelle nostre case durante la pandemia, ed era stato un toccasana davvero importante, che aveva alleggerito la tensione con un po’ di sorrisi di cui avevamo bisogno in quel momento. LOL 6 può avere ancora una volta questa funzione salvifica: tra guerre e tensioni internazionali stiamo passando anche oggi un brutto momento e una risata può davvero fare bene.

Il nuovo cast

Il cast della nuova edizione di LOL è, ovviamente, tutto nuovo. A contendersi la vittoria, e il premio finale di 100.000 euro a favore di un ente benefico scelto da chi vince, ci sono Carlo Amleto, Valentina Barbieri, Giovanni Esposito, Barbara Foria, Sergio Friscia, Francesco Mandelli, Paola Minaccioni, Scintilla, UfoZero2 e Yoko Yamada.

Quella di LOL è un’evoluzione fisiologica: utilizzati tutti i grandi nomi della comicità nelle prime edizioni, è normale che si comincino a trovare comici nuovi, anche sul web e tra i content creator. Ed è interessante, perché è un modo per capire che la comicità, oggi, nasce anche lì. È in questo modo che, lo scorso anno, avevamo conosciuto Andrea Pisani dei Pampers, che torna in questa edizione come ‘disturbatore’, come elemento fuori gara chiamato a far ridere gli altri. Lo stesso ruolo tocca a Federico Basso.

Il format, infatti, prevede questo: 10 comici (gli UfoZero2 sono una coppia e valgono come un concorrente) si trovano in una stanza e devono rimanere seri per sei ore consecutive provando, contemporaneamente, a far ridere i loro avversari. L’eliminazione dopo due ‘cartellini gialli’, cioè dopo due sorrisi, anche solo accennati. La bravura sta nel non ridere, ma anche nel far cadere in tentazione gli altri. Gli host sono Alessandro Siani e Angelo Pintus.

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Il mix di talenti funziona

Lo scorso anno il ricorso a tante nuove leve della comicità non ci aveva convinto appieno. Quest’anno il mix di talenti funziona, e abbiamo davvero riso di fronte ad alcuni momenti. Tanto da soffrire realmente per chi, là dentro, doveva trovare qualunque modo per non ridere. Si possono fare delle smorfie, mettere la testa dentro l’acqua, cominciare a camminare nervosamente e sfuggire dal provocatore. Oppure, provare a succhiare un limone. E, se non dovesse bastare, spruzzarsi il succo di limone negli occhi.

È quello che fa, a un certo punto, Francesco Mandelli. A Paola Minaccioni, invece, c’è chi chiede che cosa ci faccia qui, dopo aver lavorato con registi come Ozpetek e Verdone. Valentina Barbieri, che entra nella casa vestita da manga, o da primo giorno di scuola, ci delizia con un’imitazione di Michelle Hunziker dedita al pilates. Sono loro tre che abbiamo intervistato in occasione del lancio di LOL. Ma, anche dopo la nostra intervista, rimaniamo con una domanda. Che differenza c’è tra la carta igienica e la tenda?

Francesco Mandelli, Paola Minaccioni e Valentina Barbieri

Nella nostra videointervista abbiamo parlato con Francesco Mandelli dei suoi inizi, con il Nongiovane di Tokusho, lo show di MTV che lo ha lanciato, e dei suoi personaggi de I soliti idioti, e di come la sua comicità sia entrata in LOL. Con Paola Minaccioni delle sue caratteristiche di attrice anche drammatica, e se queste in qualche modo possano servire a restare seri nella casa di LOL. Valentina Barbieri ci ha raccontato proprio la tendenza di cui stiamo parlando: di come, cioè, i nuovi talenti della comicità oggi nascano dal web e dai social: lei ha iniziato così, con le sue imitazioni sui social media durante la pandemia, fino a che è stata chiamata dalla Gialappa’s Band.

La comicità può essere il tono giusto per i brand?

Ma abbiamo chiesto ai nostri tre attori se la comicità può essere la chiave giusta per la comunicazione e la pubblicità, per raccontare i brand in un modo leggero e insolito.

“Assolutamente, la rende molto più fresca e naturale”, risponde Valentina Barbieri. “Quando lo faccio sui social cerco sempre qualche idea per raccontare il brand che non sia la solita marchetta”. Ma Paola Minaccioni ci ha spiegato come, in fondo, dipenda dai brand: ognuno ha le sue regole e il tono giusto. “Detesto quelli che si prendono troppo sul serio, anche se sono dei brand di extra lusso”, ci ha risposto. “C’è un film, The Square di Ruben Ostlund, in cui un regista fa un provino per una pubblicità a dei giovani modelli. E chiede loro di cambiare faccia a secondo la campagna. I brand di lusso vogliono che ti prenda sul serio. Quelli più popolari buttano tutto sull’allegria”.

di Maurizio Ermisino