“Valera, tu fai un caffè. Amaro. In vetro. Poi vieni anche tu”. Quante volte, al lavoro, tanti di noi si sono sentiti dire “tu fai un caffè”? È un po’ la mansione dell’ultimo arrivato, di chi si sente inadeguato. Stavolta, però, arrivano quelle parole in più. “Poi vieni anche tu”. È un’occasione. Rosa Valera è un’agente di polizia che lavora nella squadra protezione testimoni. In teoria è preparata. Ma, ad ogni prova pratica, sembra non essere mai pronta. L’abbiamo appena vista fallire un test. I suoi capi, però, a sorpresa, le affidano finalmente un caso. È lo spunto di Rosa Elettrica – In Fuga Con Il Nemico, una nuova serie Sky Original definita un “crime thriller on-the-run” in sei episodi in arrivo in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW dall’8 maggio. I protagonisti sono Maria Chiara Giannetta e Francesco Di Napoli nei panni, rispettivamente, di un’eroina per caso, Rosa Valera, giovane agente sotto copertura alle prese con scelte più grandi di lei, e Cocìss, baby-boss di camorra che deciderà di collaborare con la polizia. Ha un occhio azzurro e uno nero. “Un David Bowie dei palazzoni”. Prodotta da Sky Studios e Cross Productions, la serie adatta liberamente l’omonimo romanzo bestseller di Giampaolo Simi (2007, edito da Sellerio Editore Palermo) ed è diretta da Davide Marengo (Un’estate fa, Il cacciatore, Notturno bus). Alla sceneggiatura Giordana Mari, a capo di una writers’ room tutta al femminile che include anche Fortunata Apicella, Serena Patrignanelli e Michela Straniero. Il soggetto di serie è stato elaborato da Giordana Mari con Giampaolo Simi e Vittorino Testa.
Le trentenni che non sanno decidere che adulte diventare
Rosa Valera è incasinata, nel lavoro, ma soprattutto nella vita. Ha la cistite, che non cura. Non fa la spesa. Non riesce ad avere relazioni sentimentali stabili. Nella sua vita sembra tutto provvisorio. “Gestisci tutto a caso, come gestisci un po’ tutto. E come gestirai questo caso” le dice quella bambina che sembra sapere davvero come è lei davvero. Che sembra toccare i suoi nervi scoperti. Rosa Valera è anche Rosa Elettrica. Un nome d’arte, una dichiarazione d’intenti. Un mondo. Un passato. Una vita passata tra musica elettronica, dj culture e rave party (il font del titolo/ logo della serie richiama il neon delle insegne di un locale). È il background più improbabile per una poliziotta. Eppure il bello è proprio questo. L’interessante è sempre nel contrasto. Neon, luci stroboscopiche, colori fluo, capelli rosso fuoco. Questa era Rosa, questa è quella che piaceva a Luca, il suo compagno. O amico? Perché Rosa non si decide in niente, neanche in amore. “Raccontiamo queste trentenni che non sanno decidere che adulte diventare” commenta la head writer Giordana Mari. “All’epoca appartenevo a questa generazione. Rosa un po’ mi assomiglia: la vita che ha vissuto lei è simile a quella che ho vissuto io”.
L’insicurezza dietro l’armatura
Rosa è Maria Chiara Giannetta, ormai veterana di cinema e serialità. Un volto pulito, spigoloso e dolce allo stesso tempo, i tratti decisi e quegli occhi chiari, svegli, un volto magnetico, che può essere tutto: dolce, duro. È credibile in ogni cosa che fa. “Sono andata a scavare nella mia prima fase, quando ero arrivata a Roma” spiega a proposito della costruzione del suo personaggio. Sono un po’ insicura. E allora cerchi di metterti davanti un’armatura, far finta che sei sicura, ma dietro c’è un’insicurezza enorme”.
Cocìss: il volto del ‘cattivo’ che cambia
Francesco Di Napoli ritorna al passato ma con un piglio nuovo. Era salito alla ribalta proprio con un film di camorra, molto particolare, La paranza dei bambini, di Claudio Giovannesi, tratto da Saviano. Aspirante criminale lì, aspirante Re in Romulus, è stato sempre un cucciolo in cerca di scalare le gerarchie nel brando. Qui è un leader consolidato, magnetico, furibondo. La sua è un’evoluzione interessante, una crescita notevole. Un grande salto di qualità. “È un personaggio che ho amato e odiato allo stesso tempo” commenta l’attore. È complicato, viene da un contesto duro e difficile. È difficile empatizzare con il pubblico per personaggi così”. “Ho cercato di mostrare il lato umano dietro ai suoi gesti, alle sue azioni” continua. “Quello che mi accomuna a lui è l’affetto per i cani e per le persone a cui vuole bene. Porta una maschera, ma questa maschera pian piano cede. Ho cercato di spingere sul lato bambino di Cocìss. È bello vedere che un cattivo, se lo metti in un altro posto, potrebbe diventare un’altra persona”.
Girare in 12 location, la polvere entra nel fotogramma
Rosa Elettrica è una variante del genere crime, una nuova via. Vuole unire la credibilità e il realismo di Gomorra, e l’ironia di altri prodotti. Ma senza perdere mai di vista il realismo. Se tutto è così reale, tangibile, c’è un segreto. La serie è stata girata in 12 location, tra città e altri luoghi, in 4 regioni diverse, e si vede. “È stata una sfida produttiva, registica, girare in una città e poi subito in un’altra” spiega il regista Davide Marengo. “È stato come il circo, si piantano le tende, si levano e si riparte. E questo entra nella serie, la polvere che il camion alza quando arriva entra nel fotogramma. È una serie sporca, come amavamo dire”. “Abbiamo fatto tutto dal vivo” aggiunge Maria Chiara Giannetta. “L’ansia, la tensione, il caldo, tutto viene riportato benissimo all’interno della fuga dei due ragazzi.
La voce autosabotante
I primi episodi giocano sui sospetti, sulle paranoie, lasciandoci sul filo. I segnali sono reali pericoli o sono dettati dall’ansia, per lei, e dalla cocaina, per lui? E quella bambina (la giovane Margherita Panteleo vista ne Le cose non dette di Muccino) che ogni tanto parla a Rosa chi è? “Abbiamo cercato di dare voce agli elementi di paura e incertezza che erano raccontati nel romanzo, ma che qui dovevano essere presenti in un altro modo” spiega Giordana Mari. “Abbiamo cercato un meccanismo per dare voce alla sua interiorità”. “È la voce autosabotante che ognuno di noi ha” conferma Davide Marengo. “E che è sempre presente. Per evitare la voce off del personaggio è nata l’idea di raccontare l’insicurezza di Rosa attraverso se tessa bambina. “Quello di Margherita è un personaggio fondamentale, è il giudizio che abbiamo tutti di noi stessi. C’è un momento in cui nasce il nostro giudizio: è un momento particolare nella vita di Rosa”.
Elena Lietti, disumana per contratto
Nel cast c’è anche Elena Lietti (Il sol dell’avvenire, Il Miracolo, Anna) nei panni del vicequestore Antonella Reja, diretto superiore di Rosa, pronta a tutto per mettere alla prova la sua giovane recluta. L’attrice è in scena con quel suo aplomb inconfondibile che sta bene in ogni situazione. La sua Antonella è fredda, distaccata, sembra denotare poca umanità. “Umanità? Sono abituata. Mi chiamano per questo” scherza. “È molto interessante la scelta di trasformare il genere del mio personaggio che nel romanzo era uomo. E qui è una donna in un ambiente di maschi, per cui è abituata a farsi valere. L’idea è raccontare una donna che fa un mestiere da uomo. Ed è costretta a farlo con le regole degli uomini, senza retorica, senza sconti, così com’è”.
Sky: niente algoritmi e niente binge-watching. E ora arriva La Mala
Rosa Elettrica è una serie particolare. Ma sembra essere particolare, diverso dagli altri, il modo di Sky di scegliere che serie produrre. D’altra parte, Sky era un broadcaster ai tempi delle prime tv satelitari, prima delle piattaforme. Per questo, come fa notare Rosario Rinaldo, CEO di Cross production, una serie come questa è “fuori dai pregiudizi algoritmici” che guidano le scelte di altre piattaforme. “È tutto guidato da giudizi”. E i giudizi sono quelli di Nils Hartmann, Executive Vice President Sky Studios Italia. Che è anche contro il binge-watching dei player dello streaming di oggi. Per questo i sei episodi saranno dosati in tre serate. “Sono un grande appassionato dello slow food”. Se mangi un panino da McDonald’s o un pranzo di 4 portate è diverso. Più la serie è bella, più vorresti vederla tutta. Ma l’arrapamento che deve portarti al venerdì successivo fa parte della bellezza della serie”. Dopo Romanzo Criminale, Gomorra, Gangs Of Milan, Sky continua il suo viaggio nel crime. Ed è già in cantiere il prossimo capitolo. “È La Mala, un crime atipico, in cui le storie di Vallanzasca, Turatello & company si intrecciano con quelle del Derby, il cabaret di Cochi e Renato, quella comicità” annuncia Hartmann. E, già così, ci viene voglia di vederla.
di Maurizio Ermesino
