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Non c’è longevità senza strategia. La nuova campagna The Longevity Suite provoca

‘Longevity is a Strategy’. Una frase che porta attenzione su come l’obiettivo di vivere, non solo più a lungo, ma soprattutto bene, sia fatto di azioni programmate, costanti e day by day. L’aspettativa di vita nei Paesi occidentali è arrivata intorno agli 80 anni, in Italia qualcuno in più. Ma tra quelli vissuti e quelli trascorsi in buona salute rimane un divario di circa 10-15. Insomma, l’healthspan non cresce allo stesso ritmo della lifespan.

Per questo la longevità non è solo una questione medica o una promessa di eterna giovinezza, ma un tema di prevenzione, cultura e comportamenti quotidiani.

Tra social e scienza

La comunicazione sulla longevità vive una contraddizione. Da una parte ci sono i social, dove il tema circola con grande libertà, spesso attraverso semplificazioni, formule veloci e consigli difficili da verificare, a volte anche attraverso ‘guru’ di dubbia esperienza. Dall’altra c’è la comunicazione medico-scientifica, che ha il vantaggio dell’autorevolezza ma deve muoversi all’interno di vincoli normativi e di un linguaggio inevitabilmente più complesso. In mezzo c’è uno spazio ancora da costruire, quello di una conoscenza accessibile, capace di tradurre la scienza senza banalizzarla e di trasformare dati e informazioni in consapevolezza. È in questo territorio che The Longevity Suite colloca la nuova campagna. Non soltanto raccontare servizi, quindi, ma provare a portare il tema della prevenzione nella conversazione quotidiana, usando la comunicazione per creare awareness ma anche per spiegare perché occuparsi della propria salute prima che emerga un problema possa cambiare il modo in cui si invecchia (Oggi in Italia solo circa il 4,5% della spesa sanitaria è destinato alla prevenzione, mentre la maggior parte delle risorse continua a concentrarsi sulla cura delle patologie già manifeste. La media OCSE è comunque del 3.4%).

Dal medico di famiglia al ‘regista’ della salute

Non esiste un momento preciso in cui iniziare a occuparsi di longevità. Il punto è piuttosto conoscere il proprio stato di partenza, capire quali siano le aree su cui lavorare e costruire un percorso coerente. Uno degli aspetti più interessanti del modello proposto da The Longevity Suite è la disponibilità di un referente capace di mettere a sistema competenze diverse e tecnologie, per percorsi su misura. La personalizzazione parte da assessment e diagnostica e può coinvolgere aree differenti, dalla nutrizione alla terapia ormonale, dall’attività fisica all’osteopatia, fino alla medicina rigenerativa e alla mental health.

Una campagna che ci mette la faccia

 ‘Longevity is a Strategy’, è firmata dall’agenzia Elicasy, con direzione creativa del founder Davide Pierno, che segue The Longevity Suite sin dalla sua nascita Nel. La campagna prende il via a settembre, pianificazione omnicanale su stampa, digital, social media e Out of Home, con una presenza particolarmente visibile a Milano, in Corso Matteotti. La creatività lavora su due piani. Il primo è quello dell’autorevolezza: davanti all’obiettivo ci sono i fondatori del gruppo, Massimo Gualerzi, Luigi Caterino, Elisa Mondelli e Roberta Bianchi. Il secondo porta invece il discorso nella vita reale, attraverso le testimonianze dei clienti e le loro esperienze. Non testimonial scelti per costruire un’immagine aspirazionale, ma persone chiamate a raccontare percorsi e cambiamenti reali. A fare da gancio sono headline volutamente dirette: “Gestisci tutto. E la tua salute?”, “Sei sicuro di essere invincibile?”, “Cosa stai aspettando? Un sintomo?”. La pianificazione e la gestione media sono interne al gruppo. L’investimento annuale vale il 10% del fatturato.

Dalla comunicazione al modello di business

La campagna arriva in una fase di espansione per The Longevity Suite che oggi conta 34 location tra Italia, Spagna, Svizzera e Turchia e una community di oltre 28.000 membri, in programma nuove aperture in Europa e Medio Oriente, con l’obiettivo di arrivare a 100 location nei prossimi quattro anni. Sul fronte economico, il gruppo il fatturato supera i 20 milioni di euro, con un target di 100 milioni entro il 2031. Parallelamente, il progetto si sta estendendo oltre il modello delle city clinic, con lo sviluppo di SPA all’interno dell’hospitality di alta gamma, del format di healthy food The Longevity Kitchen e di una dimensione digitale attraverso la Longevity App. E il 23 settembre, a Londra, The Longevity Suite presenterà anche un nuovo progetto residenziale che porta i principi della longevity dentro gli spazi dell’abitare, con case progettate intorno alla salute e ai ritmi biologici, dagli arredi e materiali ai materassi, fino all’illuminazione studiata in relazione ai ritmi circadiani. Un ecosistema che si completa con partnership nel mondo dell’hospitality e con brand dei settori fashion, design e lifestyle. Tra gli investitori figurano imprenditori e manager come Marco Bizzarri, Roberta Benaglia, Guido Barilla e Vittorio Bertazzoni, oltre al fondo di private equity americano Interalpen.

di monica lazzarotto