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LEGO punta sui materiali rinnovabili, l’e-metanolo entra nella produzione

Il gruppo avvia l’utilizzo di una materia prima alternativa alle fonti fossili per realizzare oltre 90 elementi rigidi, tra cui assi, connettori, volanti e mani delle minifigure

Lego Sustainability 2026

Dall’energia rinnovabile alla materia prima

L’e-metanolo viene prodotto attraverso un processo Power-to-X che utilizza energia rinnovabile per generare idrogeno. Questo viene combinato con carbonio catturato da un impianto di produzione di biogas, evitando che venga rilasciato nell’atmosfera. Il risultato è una materia prima che può essere impiegata nella produzione di materiali plastici e che offre un’alternativa alle fonti fossili tradizionalmente utilizzate nei processi industriali.

L’integrazione nei processi esistenti

L’introduzione dell’e-metanolo non significa però una sostituzione completa e immediata delle materie prime fossili. Il nuovo materiale viene inserito nell’attuale processo produttivo, nel quale continua a essere presente anche materia prima vergine di origine fossile. Questa modalità consente di lavorare su una scala industriale utilizzando le infrastrutture e i sistemi produttivi già esistenti, con l’obiettivo di aumentare progressivamente la quota di alternative rinnovabili.

Sicurezza e sperimentazione

L’integrazione viene effettuata mantenendo gli standard richiesti agli elementi LEGO in termini di sicurezza, qualità e durata. È un aspetto centrale della sperimentazione: l’utilizzo di nuove materie prime deve infatti garantire le stesse caratteristiche richieste ai componenti realizzati con i materiali tradizionali.

Il percorso è il risultato di oltre cinque anni di collaborazione tra LEGO e i suoi fornitori, dedicati alla sperimentazione, ai test e alla messa a punto delle modalità di integrazione del nuovo materiale nei processi industriali.