Entertainment

Festival di Cannes ‘26: assenti l’Italia e Hollywood. Meta scalza Tik Tok come partner ufficiale

In Costa Azzurra, da oggi 12 maggio e sino al 23, va in scena l’edizione 79 della kermesse più importante al mondo. Molti i film d’autore in concorso. Ma l’unico italiano che avrebbe potuto partecipare non è stato finito per tempo

Parliamo del nuovo film di Nanni Moretti, tratto dal libro Legàmi, di Eshkol Nevo, lo stesso autore da cui Moretti aveva tratto Tre piani, film presentato a Cannes, come il successivo Il Sol dell’Avvenire. Il regista di Caro diario, infatti, è amatissimo dai francesi, e a ogni nuova uscita ha un posto in concorso assicurato. Ma Nanni non è riuscito a finire il film in tempo per portarlo sulla Croisette. Sarà quindi quasi certamente a Venezia.

Cannes: il concorso è per pochi

Il caso di Nanni Moretti ci fa riflettere su un altro aspetto. Il Festival di Cannes, in un certo senso, è piuttosto abitudinario. Thierry Frémaux tende a focalizzarsi su alcuni nomi e a puntare sempre sugli stessi. Per questo, in tutti questi anni, in concorso a Cannes, si sono avvicendati pochi autori italiani e sempre i soliti noti. Il già citato Nanni Moretti, Paolo Sorrentino, Matteo Garrone, Marco Bellocchio, Mario Martone e Alice Rohrwacher. Pochissimi altri sono riusciti a entrare nelle grazie di questo Festival. I film che lo scorso anno sono tornati con un certo successo da Cannes, come Le città di Pianura di Francesco Sossai e Testa o croce? di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis sono stati presentati nella sezione Un Certain Regard.

I finanziamenti

C’è anche un altro fattore da considerare. Con il caso dei mancati finanziamenti al cinema italiano da parte del Ministero della Cultura si stanno producendo meno film. Alcune produzioni si sono rallentate, altre si sono fermate, altre ancora non partono proprio. C’è un clima di incertezza e quindi di cautela. Resta, comunque, che se non hai un ‘nome’ amato oltralpe è difficile arrivare a Cannes. Ha dichiarato Frémaux: “Vi ricordo che l’anno scorso il film di Sossai, Le città di pianura, era qui a Cannes e ha appena vinto otto statuette ai David, lo festeggeremo e aspetteremo il prossimo film. Ci sono anni così. L’anno scorso avevamo in gara Martone, mentre il film formidabile di Paolo Sorrentino (La Grazia) che ha debuttato a Venezia, non era pronto per Cannes e non ha aspettato. È la vita. Amiamo sempre il cinema italiano e l’Italia in generale”.

Attenzione: ci sono però delle coproduzioni italiane

“È un vero peccato, ma non mi sembra un dramma. Quest’anno alcuni dei nostri maggiori autori non avevano i film pronti. Ho letto commenti esagerati, improntati a un eccessivo pessimismo” ha dichiarato Paolo Del Brocco, AD di Rai Cinema. “L’Italia negli ultimi tre anni ha partecipato con 12 titoli nelle varie sezioni”. Rai Cinema sarà presente sulla Croisette con quattro co-produzioni internazionali: La sconosciuta di Arthur Harari in concorso, Roma Elastica di Bertrand Mandico, Congo Boy di Rafiki Fariala e La troisième nuit di Daniel Auteuil. E Rai Cinema distribuirà in Italia uno dei film più attesi del concorso principale, Paper Tiger di James Gray”.

Anche Hollywood non è presente: perché?

Paper Tiger è un film americano. Ma è indipendente. Le grandi produzioni USA, che di solito, insieme a quelle francesi fanno la parte del leone, sono pochissime. Non ci sarà, ad esempio, Disclosure Day, il nuovo film di Steven Spielberg in uscita il 10 giugno, che sembrava perfetto, anche come tempistica, per questa edizione. Paolo Mereghetti, in un articolo scritto per il Corriere della Sera, sostiene che le major hollywoodiane temono che delle critiche negative ai propri film possano influire sulle proprie campagne di marketing per i film medesimi. Hollywood, in pratica, vorrebbe applausi garantiti e recensioni a prova di bomba. Si dice, ad esempio, che Una battaglia dopo l’altra sia stato negato lo scorso anno a Venezia dalla Warner Bros, dopo la tiepida accoglienza a Joker: Folie à Deux.

I film più attesi a Cannes

Nonostante l’assenza di film italiani in concorso e la presenza ridotta delle grandi major hollywoodiane, il programma del Festival di Cannes 2026 resta ricchissimo di titoli attesi. Tra cinema d’autore, produzioni indipendenti e grandi ritorni, la Croisette si conferma ancora una volta il centro del cinema mondiale.

Tra i film più attesi c’è Amarga Navidad, il nuovo lavoro di Pedro Almodóvar, che arriverà rapidamente anche nelle sale italiane. Grande curiosità anche per All of a Sudden, primo film in lingua francese del regista giapponese Ryūsuke Hamaguchi, già premio Oscar con Drive My Car.

Dal Giappone arriva anche Sheep in the Box di Hirokazu Kore-eda, autore amatissimo a Cannes e vincitore della Palma d’Oro con Un affare di famiglia. Nella sezione Midnight debutta invece Colony del sudcoreano Yeon Sang-ho, diventato celebre in tutto il mondo grazie al cult horror Train to Busan.

Molto atteso anche il nuovo film dello spagnolo Rodrigo Sorogoyen, autore di As Bestas e Dieci capodanni, con protagonista Javier Bardem. Sempre dalla Spagna arriva La Bola Negra di Javier Calvo e Javier Ambrossi, interpretato da Glenn Close e Penélope Cruz.

Sul fronte del cinema indipendente americano, uno dei titoli di punta è Paper Tiger di James Gray, autore scoperto proprio a Cannes negli anni Novanta con Little Odessa. Nel cast del film figurano Miles Teller, Adam Driver e Scarlett Johansson.

Tra gli altri titoli da seguire ci sono anche The Man I Love di Ira Sachs, musical con Rami Malek e Rebecca Hall, il ritorno di Nicolas Winding Refn con Her Private Hell e Fjord di Cristian Mungiu, Palma d’Oro nel 2007, con protagonista Renate Reinsve.

Grande attenzione anche per Fatherland del regista polacco Paweł Pawlikowski, interpretato da Sandra Hüller, già protagonista di Anatomia di una caduta e La zona d’interesse.

I documentari più attesi a Cannes

Accanto ai film di finzione, Cannes 2026 propone anche diversi documentari destinati a far parlare. Tra questi spicca Avedon, diretto da Ron Howard, dedicato alla vita e alla carriera del celebre fotografo Richard Avedon.

Uno dei titoli più discussi è però John Lennon: The Last Interview di Steven Soderbergh. Il documentario ricostruisce l’ultima intervista radiofonica concessa da John Lennon e Yoko Ono a RKO Radio l’8 dicembre 1980, il giorno stesso dell’assassinio dell’ex Beatle.

Il film sta già facendo discutere per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in alcune sequenze video, una tecnologia che sarà protagonista anche degli eventi organizzati da Meta durante il Festival di Canne

Meta è partner ufficiale

Meta si è dichiarata “orgogliosa di essere partner ufficiale del Festival in un nuovo accordo strategico pluriennale”, in sostituzione della piattaforma di social video TikTok. Il gruppo è pronto a organizzare una serie di eventi promozionali per i suoi occhiali Ray-Ban Meta abilitati per i video, inoltre presenterà la sua nuova tecnologia di generazione video basata sull’AI. La stessa adottata da Soderbergh per il film su John Lennon.

di Maurizio Ermisino