Lo studio, presentato questo mese, amplia l’analisi rispetto alla sola remunerazione, prendendo in esame l’intero rapporto commerciale tra inserzionisti e agenzie: dal briefing alla definizione delle attività, dalle modalità di collaborazione alla valutazione delle performance, fino ai compensi e ai pagamenti.
Tra i principali risultati della ricerca emerge una crescente difficoltà nella gestione delle relazioni tra clienti e agenzie. Il 36% degli intervistati dichiara che gestire questo rapporto è diventato più difficile, una percentuale tre volte superiore al 12% di chi ritiene, invece, che sia diventato più semplice.
Ma la percezione del valore generato dalle agenzie rimane comunque positiva. L’89% dei brand ritiene infatti di ottenere un buon rapporto qualità-prezzo dai propri partner. La percentuale scende però al 45% quando si parla di reale trasparenza sui costi. Una differenza di 44 punti percentuali che mette in evidenza il divario tra la percezione del valore ricevuto e la visibilità sulle condizioni economiche del rapporto.
Uno dei cambiamenti più significativi riguarda i sistemi di remunerazione. Dal 2011, la quota dei modelli basati sul lavoro è scesa dal 54% al 17%. Parallelamente, secondo WFA, continuano a crescere i modelli a compenso fisso e quelli legati alle performance, a conferma dell’evoluzione delle modalità con cui i brand remunerano le proprie agenzie.
La ricerca analizza anche gli elementi che contribuiscono alle performance delle agenzie. Gli incentivi economici si collocano all’ultimo posto tra i principali fattori considerati, con un punteggio di 3,9 su5.