Campagne

The Guardian riporta in vita una delle sue campagne più iconiche e la reinterpreta pensando all’oggi

Un’operazione di marketing editoriale che unisce heritage, brand journalism e comunicazione contemporanea. Al centro c’è un messaggio che resta invariato nel tempo: comprendere davvero una realtà significa avere una visione completa dei fatti

La buona comunicazione resta e ritorna, non solo in Italia (vedi Tim), ma anche oltre manica. La nuova campagna The Guardian arriva infatti a 40 anni dallo spot originale ‘Points of View’  e viene lanciata nel Regno Unito in occasione del 205° anniversario della testata. Non si tratta solo di un revival creativo, ma di una strategia di posizionamento che rafforza l’identità del quotidiano come brand editoriale globale basato su indipendenza, autorevolezza e profondità informativa.

Stessa strada, stessa protagonista

La comica Kathy Burke, già presente nella versione originale, torna per sottolineare l’attualità senza tempo del messaggio: “È solo quando si ha il quadro completo che si può capire davvero cosa sta succedendo”.

Girato nella stessa strada a Elephant & Castle, a Londra, con il ritorno del regista Paul Weiland e di membri della troupe originale, il nuovo spot, firmato Lucky Generals, crea un ponte tra passato e presente, ribadendo una verità semplice: anche se il mondo è cambiato, il ruolo del Guardian no.

Il piano media prevede video, social media, YouTube e canali proprietari del Guardian. ‘Points of View’ segna la prima fase della campagna ‘The Whole Picture’ nel Regno Unito, che proseguirà per tutto l’anno.

Katharine Viner, direttrice del Guardian

“‘Points of View’ evidenziava i rischi di fraintendere una situazione quando la si giudica da una prospettiva limitata. In un’epoca di polarizzazione, questo tema è diventato ancora più rilevante. Nei 40 anni trascorsi dalla sua prima messa in onda, molte cose sono cambiate nel giornalismo: il Guardian è diventato molto più globale, con lettori in tutto il mondo, e oggi portiamo il nostro giornalismo al pubblico attraverso digitale, stampa, video e audio in modi che allora erano difficilmente immaginabili. Ma i nostri valori restano invariati: un giornalismo indipendente e senza paura, che tiene sotto controllo il potere ed è aperto a tutti”.