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L’Agcom ha trasmesso alla Commissione europea una richiesta di valutazione sui servizi di intelligenza artificiale di Google, in particolare AI Overviews e AI Mode, aprendo di fatto un nuovo fronte regolatorio sul rapporto tra AI, motori di ricerca e informazione.
La decisione, assunta nella seduta del 29 aprile e con il voto contrario della commissaria Elisa Giomi, arriva nella qualità di Coordinatore nazionale per i servizi digitali e si inserisce nel perimetro del Digital Services Act, con riferimento agli articoli su trasparenza, mitigazione dei rischi sistemici e tutela del pluralismo.
La segnalazione parte dagli editori
L’istruttoria prende le mosse da una segnalazione della FIEG – Federazione Italiana Editori Giornali, che denuncia possibili effetti distorsivi dei nuovi strumenti AI di Google. Secondo gli editori, l’introduzione di AI Overviews avrebbe già prodotto una riduzione della visibilità e reperibilità dei contenuti editoriali, con impatti potenzialmente rilevanti sulla sostenibilità economica del settore, soprattutto per le realtà più piccole e indipendenti. Nel dossier viene inoltre evidenziato il rischio che le risposte generate dall’intelligenza artificiale possano contenere errori o informazioni inventate (‘allucinazioni’), senza un adeguato sistema di verifica delle fonti da parte dell’utente.
Il nodo DSA: trasparenza e pluralismo
Dopo audizioni con Google, FIEG e FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), l’Agcom ha deciso di trasmettere il caso a Bruxelles ai sensi dell’articolo 65 del DSA, chiedendo alla Commissione di valutare l’eventuale apertura di un’indagine su possibili violazioni da parte delle grandi piattaforme e i motori di ricerca (VLOP/VLOSE).
I punti chiave riguardano:
- mitigazione dei rischi sistemici legati a libertà di informazione e pluralismo dei media (articoli 34 e 35 DSA)
- trasparenza dei sistemi di raccomandazione (articolo 27 DSA)
Il tavolo permanente su AI e copyright
Nella stessa seduta, Agcom ha inoltre istituito un tavolo permanente tra piattaforme e editori, aperto anche ad altri operatori, con l’obiettivo di affrontare i nodi legati a copyright, intelligenza artificiale e pluralismo informativo. Un passaggio che anticipa un confronto strutturale tra industria dei contenuti e big tech, in un momento in cui l’AI generativa sta ridisegnando la catena del valore dell’informazione online.
La posizione di FIEG
La Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) ha espresso apprezzamento per la decisione dell’Agcom.
“Tale iniziativa, che trae origine da una nostra istanza presentata nell’ottobre scorso” – ha dichiarato il Presidente della FIEG, Andrea Riffeser Monti – “giunge al termine di un’istruttoria articolata e approfondita e testimonia l’attenzione dell’Autorità rispetto agli effetti di questi sistemi sul traffico verso i siti editoriali e, più in generale, sulle dinamiche del settore”.
FIEG esprime anche la propria disponibilità ad avviare, in sede Agcom, un confronto concreto e costruttivo con le piattaforme digitali sull’utilizzo dei contenuti editoriali.
“La proposta dell’Agcom di istituire un tavolo permanente di confronto” – continua Riffeser – “rappresenta un elemento distintivo e di rilievo nel panorama europeo e costituisce, nelle more delle iniziative a livello dell’Unione, un segnale operativo di attenzione al settore”.
In tale ambito, la FIEG richiama l’esigenza di porre al centro del confronto la tutela dei contenuti editoriali impiegati nei processi di addestramento dei sistemi di Intelligenza Artificiale, assicurandone una adeguata valorizzazione economica; il rispetto effettivo dei meccanismi di opt-out, senza il rischio di penalizzazioni o riduzione della visibilità dei contenuti; l’efficacia degli accordi di licenza, anche alla luce delle criticità emerse con riferimento alla tutela della riservatezza e alla protezione dei dati personali.
“È importante” – conclude Riffeser – “un approccio regolatorio coerente con l’evoluzione tecnologica, idoneo a garantire equilibrio tra innovazione e tutela dei diritti, a salvaguardia del pluralismo informativo e della sostenibilità del sistema editoriale”.