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Spot istituzionali sulla Rai, l’AI non può sostituire attori e voci umane

Una circolare del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio definisce i criteri per le campagne delle amministrazioni centrali diffuse negli spazi gratuiti Rai: l’utilizzo dell’intelligenza artificiale dovrà essere sempre dichiarato

Spot istituzionali e AI

Attori e voci umane per la componente interpretativa, intelligenza artificiale solo in ambiti specifici e con obbligo di trasparenza. Sono questi i criteri stabiliti dalla circolare adottata in coerenza con quanto previsto dall’AI Act europeo e dalla normativa italiana in materia di intelligenza artificiale.

Quando l’AI è ammessa negli spot

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa è consentito per spot realizzati in grafica, animazione, con footage di repertorio oppure nei casi in cui la tecnologia venga impiegata esclusivamente nella fase di post-produzione di contenuti girati con attori real, si legge nella circolare. In questi casi dovrà essere inserita la dicitura informativa ‘Realizzato con contributo IA’, visibile per almeno sette secondi dall’inizio dello spot.

Niente voci o interpreti generati artificialmente

Resta invece escluso l’utilizzo dell’AI per sostituire la componente umana: gli spot non potranno contenere voci generate artificialmente e l’audio dovrà essere realizzato con il contributo di attori, speaker o doppiatori umani. Allo stesso modo, non sarà consentito utilizzare attori generati con l’intelligenza artificiale.

Una disciplina per la comunicazione istituzionale

Le nuove indicazioni riguardano gli spot televisivi e radiofonici delle amministrazioni centrali diffusi negli spazi gratuiti Rai previsti dalla normativa sulla comunicazione istituzionale. Per i contenuti già commissionati e per i quali i contratti prevedevano la possibilità di una realizzazione esclusivamente tramite AI, è prevista una deroga transitoria: la diffusione sarà consentita, in via eccezionale, fino al 30 settembre 2026.