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OpenAI affida a tre irresistibili nonne il debutto pubblicitario di ChatGPT Voice

La campagna, realizzata internamente, ribalta lo stereotipo sull’uso dell’intelligenza artificiale mostrando quanto possa essere semplice e naturale conversare con l’AI

Chi è la persona che meno ci si aspetta di vedere parlare con ChatGPT? Una nonna. Anzi, tre. È proprio su questo stereotipo che gioca il nuovo spot di OpenAI, che affida a un trio di anziane signore il compito di raccontare l’evoluzione dell’interazione con l’intelligenza artificiale, trasformando la dimostrazione del prodotto in un piccolo sketch comico.

Quando l’AI diventa una conversazione

Al centro del film c’è la nuova generazione di ChatGPT Voice, basata su GPT-Live, il modello vocale introdotto da OpenAI per rendere lo scambio tra persone e AI più immediato e naturale. La tecnologia utilizza un’architettura full duplex, che consente al sistema di ascoltare e rispondere contemporaneamente, gestendo pause e interruzioni senza interrompere il flusso del dialogo. L’esperienza punta così ad avvicinarsi sempre più a una conversazione reale, con un’interazione più spontanea e continua rispetto ai tradizionali chatbot testuali.