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Audiovisivo, c’è il primo calo degli investimenti. Ma il mercato e l’occupazione segnano un +3%

La novità sono i microdrama. Lo racconta l’8° Rapporto sulla produzione audiovisiva nazionale di APA presentato oggi dalla Presidente Chiara Sbarigia nell’ambito del MIA – Mercato Internazionale Audiovisivo, a Palazzo Barberini. In questo quadro è stato inevitabile parlare di Intelligenza Artificiale

L’audiovisivo è un settore che oggi è in grado di attrarre 16,8 miliardi di euro. A trainarlo è l’online video, che vede crescere del 15% le offerte gratuite e del 10,3% quelle a pagamento, con risultati che si manterranno simili anche nel 2026. Il 2025, dicevamo, passa però alla storia per la prima flessione negli investimenti avvenuta dal 2018: nel 2025 i fondi per la produzione audiovisiva per cinema, TV e VoD calano a 2 miliardi di euro, -7,4% sull’anno precedente. Il calo degli investimenti riguarda soprattutto i titoli scripted per TV e VoD (-122 milioni di euro), con la produzione di fiction attestata a 740 milioni (-5,5%), non in linea con la crescita media annua (+7,7%) registrata dal 2018 al 2025. Da che cosa dipende questa flessione? Come sappiamo, è soprattutto l’incertezza sul sistema di sostegno pubblico, dai volumi delle risorse ai criteri di accesso, alle tempistiche delle procedure.

Il comparto Video online vale il 43% e supererà la Tv lineare

Era già tutto previsto, come dice la canzone. Così come era prevista la progressiva riduzione delle quote di mercato della TV lineare (gratuita e a pagamento) a fronte di una continua crescita delle Global Platform: iI comparto Video online valeva il 21% nel 2020 mentre ora raggiunge il 43% e nel breve-medio periodo supererà in valore la TV lineare. Per la televisione, l’unscripted resta la spina dorsale dei palinsesti delle Reti, con oltre 17mila ore originali in prima visione. La produzione indipendente firma il 59% dei titoli. Anche l’offerta degli streamer aumenta: +51% di contenuti e +30% di ore. Il Factual è il genere che cresce di più (+36% delle ore) e raddoppiano i titoli factual adattati da format internazionali. Il Game guadagna terreno sulle reti generaliste tra preserale e prime time. Anche la produzione scripted originale cresce in termini di titoli: sono 101 i titoli della stagione (+9%), trainati dalle reti lineari (74 titoli), mentre l’offerta degli streamer si stabilizza su 27 titoli, con lo SVOD in crescita (+5%).

Digitale: Mare Fuori supera i 2,1 miliardi di minuti visti

Il Rapporto ci racconta anche come la fiction italiana si confermi capace di raggiungere pubblici vasti e diversificati: sul lineare Sandokan (Lux Vide) e La preside (BiBiFilm) superano i 4,6 milioni di spettatori medi, mentre nel digitale Mare Fuori (Picomedia) supera i 2,1 miliardi di minuti visti e Il paradiso delle signore arriva a 2 miliardi (Aurora tv); su Netflix Il Mostro (The Apartment) raggiunge 9,7 milioni di visualizzazioni globali nella prima settimana.

Microdrama: un mercato globale da 14 miliardi

Ma c’è una novità a livello di formati, come vi avevamo anticipato la scorsa primavera. Il fenomeno del momento sono i Microdrama, o Vertical Drama, la nuova frontiera dell’intrattenimento in formato verticale che incrocia le modalità contemporanee di consumo dei contenuti tramite smartphone. “La serialità verticale in pochissimo tempo ha raggiunto un mercato globale che vale 14 miliardi”, ha spiegato Chiara Sbarigia. In Italia ReelShort, DramaBox, NetShort e DramaWave siano già tra le prime quindici app di intrattenimento per spesa degli utenti. E c’è già una prima produzione originale italiana: Tutto in una notte, prodotta da Fascino PGT, 54 episodi distribuiti tra WittyTV e social.

Rinnovare le storie, scoprire i generi e sorprendere

Creatività è stata la parola chiave e il filo conduttore del dibattito che ha seguito la presentazione del rapporto. È la risposta al calo degli investimenti. E anche il tesoro da preservare dall’assalto dell’Intelligenza Artificiale. La creatività può essere declinata in vari modi. “Uno dei temi è che l’audience che arriva da noi cerca anche la crescita, non solo l’intrattenimento” spiega Maria Pia Ammirati, Direttore di Rai Fiction. “Cerca dentro le nostre storie anche qualcosa da conoscere in più. Se la crescita è importante, è importante innovare. Nel 2025 abbiamo letteralmente aperto e chiuso con 2 grandi classici rinnovati, Il Conte di Montecristo e Sandokan”. Parte da due titoli, Il mostro e La legge di Lydia Poet, la lettura di Eleonora Andreatta, Vice Presidente per i contenuti italiani di Netflix. “Appartengono a generi precisi, il true crime e il light crime e il genere è un codice d’accesso per il pubblico” spiega. La chiave del successo è costruire personaggi memorabili e storie che siano in grado di rompere a livello di messa in scena portando sorpresa”.

Essere distintivi, rilevanti, fuori dagli schemi

Che cos’è la creatività secondo Prime Video? “La prima cosa è guardare fuori dagli schemi” spiega Nicole Morganti, Head of Local Originals Southern Europe di Amazon Studios. Siamo partiti con l’intrattenimento, perché sugli streamer non era presente. Abbiamo voluto far un contenuto unscripted ambizioso: idee interne come Dinner Club, format esteri come Celebrity Hunted e portare in Itala format Amazon che funzionavano in Giappone come LOL. Non c’è niente che appartiene al nostro Paese come la comedy, ma era sparito dalla televisione italiana”. “La nostra proposta creativa deve esser interessante, nel senso che deve interessare a qualcuno” interviene Emanuele Marchesi, Direttore di Sky Studios ITA. “Sky ha fatto da pioniere in un mercato che era completamente diverso. Adesso la chiave è essere distintivi e rilevanti. Distintivi vuol dire raccontare un biopic musicale senza far sentire una canzone degli 883 nei primi 4 episodi della prima stagione, e raccontare un altro gruppo nel primo episodio della seconda, prendere un attore Rai, Argentero, e raccontarlo in un altro modo in Avvocato Ligas.

Se la creatività è autenticità

La creatività può venire dall’autenticità, come nei format Discovery. “Quello che dà forza è che raccontiamo delle storie di cose che sembra non abbiano quella scintilla ma per qualche alchimia diventano interessanti: una compravendita di una casa o un appuntamento a un ristorante” spiega Laura Carafoli (Head of Content Southern Europe del nuovo gruppo Skydance, che riunisce Paramount e Warner Bros. Inevitabile chiedere Giampaolo Letta, Vice Direttore Generale Fiction e Cinema di RTI SpA – Gruppo Mediaset e AD di Medusa Film, che cosa possa imparare la tv dal cinema e viceversa. “Negli ultimi 10 15 anni la tv ha attinto molto al mondo del cinema, sia dal punto delle storie che dal punto di vista della regia e della sceneggiatura. C’è stato un trasferimento di talento e creatività proprio perché la competizione internazionale ha alzato l’asticella della creatività” spiega. “Cosa può imparare il cinema della televisione? Un approccio, un modello di business, un migliore rapporto tra produttori e commissioner o distributori. Dobbiamo imparare dalla televisione per il bene dei film, per chiederci a che pubblico ci rivolgiamo”.

Affidare l’AI alle mani dei creativi

E la creatività va in qualche modo preservata dall’AI. Per Netflix la soluzione è “affidare utilizzo delle AI alle mani dei creativi, perché sia un modo per realizzare il progetto di un autore nel modo più vicino a quello che lui pensa”: Netflix ha ammesso l’uso dell’AI ne L’Eternauta per la scena di un crollo di palazzi che senza questo strumento sarebbe stata meno spettacolare. “Proteggere la creatività vuol dire usare l’AI solo come strumento, soprattutto in fase di pre-produzione e anche di post” è la posizione della Rai, anche se la post-produzione vuol dire anche effetti visivi. “Sull’AI sottoscrivo, la parola chiave è responsabilità non farsi sopraffare, non delegare ma usarlo come strumento” spiega l’AD di Medusa.

L’AI non desidera, non pensa fuori dagli schemi

Si tratta quindi di autoimporsi dei limiti, sperando che lo facciano tutti. L’AI, oggi, la usa ognuno di noi, o quasi. “Ieri ho chiesto all’AI cosa potessi dire qui oggi” scherza il Direttore di Sky Studios. “L’AI dà tante possibilità ma non desidera. È uno strumento e va usato per supportare. La vera sfida sarà la formazione alla creatività per la crescita professionale: in che modo, in un mondo in cui ci sono queste risorse riusciremo ad essere creativi?”. L’AI va conosciuta, per capire cosa può dare. “L’AI è accondiscendente, non pensa fuori dagli schemi” interviene la manager di Amazon. “Quello che funziona da noi è quello che l’AI sconsiglierebbe di fare. Noon avrebbe previsto che un film sugli zombie spagnolo sia il film stranier più visto negli USA. Va detto che grazie all’AI fortuna arrivano da noi produttori con pitch molto strutturati”. “È vero che ci arrivano pitch molto entusiasmanti ma è anche vero che vengono tutti uguali” risponde la rappresentante di Skydance. “Fate una cosa sotto casa vostra con il telefonino, fatemi sentire le vostre idee”. “Ci siamo trovati davanti a contratti dentro ai quali si celavano cose che non andavano assolutamente: si poteva utilizzare una sceneggiatura per un secondo capitolo, senza lo sceneggiatore o fare un altro film con lo stesso attore, senza utilizzarlo ma con il suo volto ricreato con l’AI” ha svelato il sottosegretario Lucia Borgonzoni. “Darò priorità a una serie di decreti che regolano l’AI. Mi impegno a mettere ulteriori regole”.

di Maurizio Ermisino