Avete notato quanto, in questi giorni, si parla di giovani? Ecco, ieri sera a Roma, all’Hotel Westin Excelsior, abbiamo assistito a una cosa bellissima. Abbiamo visto tante ragazze giovani riunite insieme, su un palco, a raccogliere il frutto del loro lavoro. Quelle ragazze erano lì per la serata finale di Becoming Maestre, l’iniziativa di mentoring e accesso al lavoro rivolta al talento femminile italiano nell’audiovisivo ideata e sviluppata da Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello e Netflix. Arrivata alla quinta edizione, Becoming Maestre ha fatto una cosa che oggi sembra quasi rivoluzionaria: dare un’opportunità a dei giovani, nei fatti e non solo nelle parole. È ancora più rivoluzionario dare delle possibilità a delle giovani donne, in un momento in cui lo spazio per loro nel mondo del cinema è ancora ridotto. Ma la vera cosa che ci ha colpito di Becoming Maestre è che, a differenza di altri progetti in cui si premia una regista o una sceneggiatrice, abbiamo visto valorizzare intere troupe tutte al femminile, tutte under 30. Registe, produttrici, montatrici, artiste dei vfx, autrici delle musiche. E la bellezza del progetto non è solo nell’aver dato un’opportunità, ma anche nell’aver messo in contatto queste ragazze: sono diventate amiche, colleghe, collaboratrici. E hanno promesso di lavorare ancora insieme. Il risultato sono stati tre corti molto interessanti i cui diritti resteranno alle autrici. E, per alcune di loro, la possibilità di ricevere un’offerta per lavorare a una produzione Netflix. Le giovani selezionate sono Laura Accardo, Camilla Garofalo, Elena Pisano, Anna Romano e Maria Sara Santoro
Valia Santella e l’idea delle 3:33 nella notte
L’idea di Becoming Maestre consiste nel dedicare a queste ragazze un percorso di formazione nel mondo del cinema, affiancandole a una serie di tutor con grande esperienza, grandi firme del mondo del cinema. La tutor di questa edizione è stata Valia Santella, sceneggiatrice nota per i lavori con Nanni Moretti. “Ho avuto un’idea” ci ha spiegato ieri sera. “Un’ora precisa della notte, le 3 e 33. Ogni sceneggiatrice l’ha interpretata a modo suo”. Con risultati completamente diversi. Il bello del cinema, e della creatività, è questo. La grande novità di questa edizione è stata il focus su quattro nuovi ruoli professionali – Organizzatrice generale, Responsabile Post Produzione, VFX Producer e Supervisor, Graphic/Visual e Title Designer – che si aggiungono a quello di Compositrice di Musica per Film e Serialità, già presente nella quarta edizione. Il cambiamento dei ruoli professionali dimostra l’intento dell’iniziativa di assecondare le esigenze del mercato italiano, aumentando la presenza femminile in ruoli ancora poco esplorati.
Immaginare il futuro e dare uno spazio alle persone che vogliamo lo abitino
A tenere a battesimo queste nuove professioniste del cinema è stata Piera Detassis, ex presidente dell’Accademia dei David di Donatello. “Sono molto felice e anche un po’ emozionata” ha dichiarato. “Si chiudono 5 anni di un progetto importantissimo. Come tutti gli anni ma ancora di più quest’anno devo ringraziare l’incontro con Tinny Andreatta. Da una piccola intuizione, un video sulle maestre, è nato un progetto che non pensavamo neppure noi potesse andare avanti così tanto”. “Piera è stata una vera maestra e mentore” ha aggiunto Tinny Andreatta di Netflix. “E per esserlo bisogna avere una visione, immaginare il futuro e dare uno spazio alle persone che speriamo lo abitino. Questo è un progetto nato durante il Covid, immediatamente ambizioso ma cresciuto nel tempo. È un’opportunità che viene data rispetto al mercato e all’industria. Sento il privilegio ma anche la responsabilità rispetto al nostro cinema e audiovisivo che per troppo tempo ha fatto a meno di un punto di vista quello delle donne. Un punto di vista che contribuisce a migliorare il nostro cinema”.
Tanti mentori
I mentori che hanno contribuito alla scelta delle cinque selezionate, e che hanno accompagnato tutte le partecipanti durante il percorso, sono: Claudia Panzica, Francesca Polic Greco, Emanuele Savoini (Organizzatrici Generali e Responsabili Post Produzione), Rodolfo Migliari, Paola Trisoglio (VFX Producer e Supervisor), Benedetta Cappelloni, Federico Mauro (Graphic/Visual e Title Designer), Paolo Buonvino, Margherita Vicario (Compositrici di Musica per Film e Serialità). Con Becoming Maestre è nata una comunità, una rete.
I corti premiati
Scintille di Maria Giovanna Sodero
E sono nati tre ottimi corti. Scintille di Maria Giovanna Sodero è la storia di due sorelle che trascorrono l’ultima sera nella casa della nonna prima che venga venduta. Mentre alle 3:33 sono ancora sveglie, affiorano vecchi traumi e non detti. Scintille vive di un’atmosfera vintage e rétro, fatta di vecchie diapositive e carte da parati d’altri tempi. È nostalgia, sentimento, è quel momento importante in cui si tirano fuori le cose non dette. Le scintille che danno il titolo al film sono quelle di quei piccoli fuochi d’artificio, le ‘fusette’, che venivano date ai ragazzini mentre, in famiglia, si aspettava che arrivasse un nuovo nato. “Scintille è stata una sfida” ha detto Maria Giovanna Sodero. “Mi incuriosiva scrivere una storia tra due sorelle, io che ho 4 fratelli. Sui titoli di coda sentiamo delle voci con delle vere esperienze di persone che hanno avuto un fratello minore”. È un film dove si mescolano digitale e analogico, con vecchie diapositive personali di famiglia che sono stare rielaborate in vfx e la scritta con il titolo del film che è stata cucita a mano da una signora di Bari.
Figlie di Chiara De Angelis
Ha un altro tono Figlie di Chiara De Angelis, con Julia Cressy nella parte principale. È la storia di una madre e di una depressione post parto. Una donna stanca alle prese con una figlia piccola e i suoi pianti. Finalmente riesce ad assopirsi, ma alle 3:33 si sveglia. E succede qualcosa di stano. Illuminata da luci bianche nasce una storia tra il drammatico e il realismo magico, in cui il tempo perde consistenza e presente e passato si uniscono. E un trauma, in qualche modo, si risolve. “La depressione post partum mi ha sempre affascinato” ha spiegato Chiara De Angelis. “In famiglia se ne parla tanto, ma è un tema ancora poco raccontato. Ci interessava di più trovare questo trauma ereditario e capire il problema di questa mamma, capire come superarlo per poi vivere la sua maternità in serenità”. “Si è creata una particolare sinergia tra tutti noi, un’alchimia” ha spiegato Maria Sara Santoro, la produttrice. “La cosa principale di questo programma è che non sei mai solo”
Guilty, Baby di Federica Corti
E poi è stata la volta di Guilty, Baby di Federica Corti, ancora un altro tono e un altro modo di vedere il femminile e il tema delle 3:32. È la storia di Francesca, una ragazza che non riesce a dormire da sola e cerca sempre di avere accanto qualcuno, una fidanzata, un’amante, un’amica. Ma una sera non riesce a trovare nessuno. E alle 3:33 si trova da sola a rigirarsi nel letto. Si alza, e si trova davanti a un processo: tutte le ex della sua vita la mettono di fronte ai suoi problemi. Francesca è interpretata da Chiara Ferrara, volto che può fare strada, ma tutto il cast è eccezionale e in parte per questa storia dal taglio decisamente comedy. Carolina Crescentini è la special guest: è la voce del giudice, che è una cagnolina ricreata con gli effetti visivi. Lo stile è quello di una serie americana, tra Friends ed Ally McBeal, per come mescola divertimento, legale e psicanalisi. Potrebbe davvero diventare una bella serie tv. “Avevo fatto la regia ala prima edizione” ha raccontato Federica Corti. “È stato bello tornare e conoscere queste ‘becoming’. Ringrazio Chiara Ferrara e Giorgia Lorusso. E Carolina Crescentini, che so è prestata a un ruolo inedito ma non troppo”. “È stato molto divertente lavorare con 13 attrici sul set” aggiunge la produttrice Rebecca Cervato. “Sono stati importanti anche i vfx: è stato il corto più delicato in questo senso. Federica ha alzato l’asticella”.
di Maurizio Ermisino