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Tommaso Fajdiga, Ceo & Executive Producer MERCURIO CINEMATOGRAFICA e Founder & Partner Olympìque, ci spiega la filosofia di questa cdp, dalla ricerca di nuovi talenti al dialogo tra pubblicità e moda.
La contaminazione tra Mercurio e Olympìque
A due anni dall’acquisizione di Olympìque, Mercurio Cinematografica racconta un’integrazione che non punta ad appiattire le identità, ma a valorizzarne le differenze. Da una parte la pubblicità, dall’altra il fashion e il lusso, due mondi con linguaggi, tempi e priorità differenti che oggi dialogano quotidianamente. Ogni realtà mantiene le proprie competenze specifiche, ma trasferisce all’altra nuovi modi di lavorare e di affrontare la produzione.
Dalla moda una lezione: lasciare spazio all’intelligenza del set
Se c’è un insegnamento che la pubblicità può prendere dalla moda è quello dell’ultimo miglio della produzione. Tutto viene preparato nei minimi dettagli, ma quando si arriva sul set rimane sempre uno spazio per quello che Fajdiga definisce un momento di ‘performance’,intuizioni, relazioni e decisioni che nascono davanti alla macchina da presa. Non è improvvisazione nel senso comune del termine, ma la capacità di professionisti molto preparati di leggere ciò che sta accadendo e migliorare un progetto già costruito.
La gestione del rischio è professionalità. Ma il rischio va anche cercato
Una casa di produzione deve innanzitutto saper gestire il rischio. È questo che clienti e agenzie acquistano quando scelgono un partner produttivo. Ma ridurre il rischio non dovrebbe significare eliminare ogni possibilità di sorpresa. Anzi, è proprio quando il controllo assoluto lascia spazio al contributo dei professionisti coinvolti che si raggiungono risultati superiori.
Le migliori idee nascono dalle sinergie tra professionisti
È qui che Mercurio individua il proprio posizionamento. Non limitarsi a eseguire un progetto, ma costruire un ambiente nel quale regista, direttore della fotografia, stylist, creativi, producer e cliente possano influenzarsi reciprocamente. Il set resta un organismo vivo. Le migliori immagini spesso non sono quelle previste nello storyboard, ma quelle che emergono quando professionisti di alto livello iniziano a dialogare tra loro. È una creatività che nessuna intelligenza artificiale può programmare e che nessun processo troppo rigido riesce a produrre.
Il coraggio di puntare sui nuovi registi
La stessa filosofia guida anche la ricerca dei talenti. Mercurio ha costruito negli anni una reputazione proprio per la qualità della propria ricerca registica, sintetizzata dal claim ‘In Directors We Trust’. Secondo Fajdiga, però, il mercato tende ancora troppo spesso a scegliere chi ha già dimostrato di funzionare. Proporre un nuovo regista significa chiedere uno sforzo in più a tutti, casa di produzione, agenzia e cliente. Ma significa anche aumentare le probabilità di arrivare a qualcosa che nessuno ha ancora visto.
Il craft resta il vero vantaggio competitivo
Anche nell’era dell’AI, Fajdiga non vede un ridimensionamento del valore della produzione. Le nuove tecnologie possono rendere possibili lavorazioni prima troppo costose, accelerare processi e supportare l’organizzazione. Quello che continuerà a fare la differenza sarà però il craft: la qualità delle persone, della regia e delle scelte produttive.