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Ne parliamo con Giorgio Borghi, presidente e Ceo di MOVIE MAGIC INTERNATIONAL. Due lungometraggi in tre anni, due personaggi realmente esistiti e due storie molto diverse, accomunate dalla volontà di raccontare figure capaci di lasciare qualcosa allo spettatore. “Questo nuovo progetto è partito dall’editore, Mediaset, che ha voluto fortemente raccontare la storia di Carlo Acutis, spiega Borghi. Che ha seguito personalmente la produzione, insieme a Franziska Stubenrus. Dalla preparazione alla scrittura fino alla realizzazione.
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La famiglia al centro della ricerca
Movie Magic ha scelto di confrontarsi con la famiglia Acutis. Gli incontri ad Assisi con la madre di Carlo sono serviti a comprendere più a fondo il personaggio e a costruire un racconto il più possibile fedele. La sceneggiatura è stata affidata a Giacomo Campiotti e Carlo Mazzotta, già coinvolti nel precedente progetto su Ennio Doris. Una continuità di squadra che, secondo Borghi, ha permesso di lavorare su un metodo già sperimentato.
Un ragazzo, prima ancora di un santo
La scelta narrativa è stata raccontare Carlo Acutis attraverso tre momenti della sua vita, a sei, undici e quindici anni. Non una figura astratta, dunque, ma un ragazzo alle prese con la scuola, gli amici, la famiglia, la tecnologia e la fede. È proprio questo approccio, secondo Borghi, ad avere consentito di evitare il rischio di un racconto semplicemente celebrativo. Acutis viene restituito come “un ragazzo con una gran gioia di vivere”, capace di utilizzare anche la tecnologia e la rete come strumenti di relazione e comunicazione.
La ricerca, il cast e Milano
Il lavoro preparatorio è stato lungo e articolato. Oltre alla famiglia sono stati ascoltati gli amici e i professori di Carlo, mentre il casting ha coinvolto scuole e diverse realtà, con l’obiettivo di trovare interpreti capaci di restituire le diverse età del protagonista e del suo mondo. Anche Milano diventa parte del racconto. Il film è stato girato per cinque settimane in città e un giorno ad Assisi. Le riprese hanno seguito i luoghi realmente frequentati da Acutis: dalle Marcelline a Piazza Tommaseo, da Santa Maria Segreta al Leone XIII.
I numeri: il dato più sorprendente sono i giovani
Il risultato ottenuto domenica sera da Canale 5 è andato oltre le aspettative: 29,6% di share, con picchi del 40% e, come anticipato, nella fascia 15-34 anni, una share del 32,6%. Circa 9 milioni di persone hanno visto almeno un minuto del film, che può essere ancora visto su Mesiadet Infinity.
Advertising, tv movie e serialità
Il successo di Il mio nome è Carlo rafforza la direzione che Movie Magic ha già intrapreso di affiancare alla produzione pubblicitaria lo sviluppo di tv movie, serialità e cinema. “C’è già un nuovo progetto in scrittura, questa volta una miniserie, con l’obiettivo di arrivare alla produzione e alle riprese nel 2027. Parallelamente continua l’attività advertising, con nuovi progetti e collaborazioni con tutte le principali agenzie”.