In questo scenario, la fiducia nel futuro non scompare, ma tende a concentrarsi maggiormente sulla sfera personale. Il dato emerge anche dal confronto con l’edizione precedente: nei 37 mercati presenti in entrambe le rilevazioni, la quota di persone ottimiste sul futuro del mondo è scesa dal 28% del 2025 al 24% del 2026. Considerando tutti i 38 mercati dell’ultima indagine, il 36% si dichiara ottimista sul futuro del proprio Paese, contro il 55% che mantiene una visione positiva delle prospettive personali e familiari. Le differenze geografiche restano marcate: l’ottimismo sul futuro del mondo raggiunge il 64% in Arabia Saudita, mentre in Francia si ferma al 5%.
Cambiamento climatico, dalla prevenzione all’adattamento
La preoccupazione per il cambiamento climatico rimane diffusa, ma non cresce più ai ritmi registrati negli anni precedenti. Secondo Ipsos, l’attenzione dei consumatori si sta progressivamente spostando dalla prevenzione all’adattamento alle conseguenze già visibili del riscaldamento globale.
Il 70% degli intervistati ritiene di fare già tutto il possibile per contrastare il cambiamento climatico. Parallelamente, quasi un quarto delle persone coinvolte nell’indagine People and Climate Change 2026, richiamata dal rapporto, considera inutile modificare i propri comportamenti individuali perché convinto che non farebbe la differenza.
In questo contesto, Ipsos evidenzia una crescente attenzione verso prodotti e servizi capaci di aiutare concretamente le persone ad affrontare temperature più elevate, eventi meteorologici estremi e condizioni ambientali instabili. Per le aziende, il rapporto individua quindi uno spostamento dalle dichiarazioni generali sulla sostenibilità verso interventi visibili, soluzioni pratiche e iniziative che migliorino la resilienza nella vita quotidiana.
La fiducia si sposta verso i brand conosciuti
Un altro cambiamento riguarda il rapporto con le istituzioni e le marche. Nei 38 mercati analizzati, il 69% degli intervistati ritiene che il proprio governo non dia priorità alle sue preoccupazioni, mentre il 73% pensa che l’economia favorisca le persone ricche e potenti.
La fiducia resta però un elemento determinante nelle scelte d’acquisto: il 77% dichiara di fidarsi maggiormente di un nuovo prodotto se proviene da un marchio già conosciuto. Il 70% preferisce acquistare prodotti del proprio Paese rispetto a quelli stranieri e il 66% tende a scegliere brand che rispecchiano i propri valori.
Secondo Ipsos, la fiducia sta assumendo una dimensione sempre più personale e locale. Per le aziende diventa quindi importante costruire relazioni riconoscibili con i consumatori, anche in un contesto in cui le raccomandazioni vengono sempre più spesso filtrate dall’intelligenza artificiale, attraverso recensioni, contenuti e opinioni pubblicati online.
Intelligenza artificiale, diminuisce l’entusiasmo tra i giovani
L’atteggiamento nei confronti dell’intelligenza artificiale si fa più prudente, anche nei mercati maggiormente coinvolti nello sviluppo tecnologico. Tra il 2025 e il 2026, nei 37 mercati confrontabili, la quota di giovani tra i 16 e i 24 anni che ritiene positivo l’impatto dell’AI sul mondo è diminuita di sette punti percentuali. Tra i 25 e i 34 anni il calo è di quattro punti, mentre nelle fasce d’età più mature gli atteggiamenti sono rimasti sostanzialmente stabili.
Il 57% degli intervistati nei 38 mercati concorda inoltre con l’affermazione secondo cui il progresso tecnologico sta distruggendo le nostre vite. Il rapporto evidenzia così una crescente distanza tra l’adozione delle nuove tecnologie e la convinzione che queste producano automaticamente un miglioramento della società.
Per Ipsos, le organizzazioni possono rispondere a questa trasformazione mostrando benefici concreti dell’AI, valorizzando il contributo umano e lasciando ai consumatori maggiore controllo sull’utilizzo della tecnologia e sulla condivisione dei dati.
Salute e benessere, cresce l’attenzione alla qualità della vita
Anche il rapporto con la salute sta cambiando. La preoccupazione per il benessere mentale ha raggiunto quella per la salute fisica in molti mercati, mentre nuove terapie, strumenti diagnostici e tecnologie stanno modificando il modo in cui le persone affrontano la prevenzione.
Più di un terzo degli intervistati si aspetta di vivere fino a 100 anni, con differenze significative tra Paesi: il 75% in Cina, contro il 14% in Francia e Giappone. Ma l’attenzione, osserva Ipsos, non riguarda soltanto la longevità. Cresce anche l’interesse per la possibilità di mantenere nel tempo autonomia fisica, capacità cognitive e qualità della vita.
Il rapporto individua quindi uno spostamento verso un approccio alla salute più personalizzato, che combina prevenzione, monitoraggio e nuove possibilità di trattamento.
Consumatori più orientati alla realizzazione personale
L’incertezza modifica anche il concetto di successo. Il 62% degli intervistati concorda sul fatto che sia importante godersi la vita oggi, lasciando che il domani si occupi di sé stesso. Allo stesso tempo, l’85% ritiene che un buon equilibrio tra vita privata e lavoro sia più importante di una carriera di successo.
Non scompare, tuttavia, l’ambizione professionale. Nei 19 mercati presenti sia nell’indagine del 2013 sia in quella del 2026, la percentuale di chi considera importante raggiungere una posizione professionale di rilievo per sentirsi realizzato è passata dal 39% al 51%.
Ipsos descrive una crescente attenzione all’autonomia individuale, alle esperienze e ai risultati personali, anche attraverso piccoli traguardi più facilmente raggiungibili rispetto agli obiettivi tradizionali di lungo periodo.
Globalizzazione e consumi, cresce il valore dell’identità locale
Le tensioni internazionali non hanno cancellato il sostegno alla globalizzazione, ma stanno modificando il rapporto tra consumatori e marchi globali. Rispetto al 2013, la percentuale di chi considera positiva la globalizzazione per il proprio Paese è aumentata di otto punti percentuali in Cina e negli Stati Uniti e di 14 punti in Gran Bretagna e Francia.
Parallelamente, in diversi mercati emergenti si è ridotta la convinzione che i brand internazionali offrano prodotti migliori rispetto a quelli locali. Secondo Ipsos, provenienza, tradizioni, artigianalità e rilevanza culturale stanno assumendo maggiore importanza nelle scelte dei consumatori.
Il rapporto evidenzia inoltre il ruolo della nostalgia, che continua a influenzare le preferenze estetiche e il rapporto con prodotti e comunicazione. Elementi familiari, riferimenti culturali e richiami al passato possono contribuire a rendere le innovazioni più riconoscibili e rassicuranti.