“Quando, circa un anno e mezzo fa, io e Caterina abbiamo preso in mano l’agenzia, la priorità è stata costruire una nuova fase di crescita. Abbiamo lavorato per rafforzarne il posizionamento, aumentarne la visibilità e renderla sempre più attrattiva per clienti, professionisti e nuovi talenti“.
Chi è oggi HAVAS ?
“In un mercato che sta attraversando una fase di grande trasformazione e incertezza, il valore di un’agenzia sta soprattutto nella fiducia che riesce a costruire. E una delle cose che mi fa più piacere sentire è che in Italia ci sono due agenzie di cui i clienti ci dicono di fidarsi: Havas e Armando Testa. Per me è un riconoscimento importante, perché significa che siamo riusciti a costruire qualcosa di solido e soprattutto di costante, senza inseguire ogni volta l’ennesima trasformazione del mercato”.
Che ruolo occupate nell’ecosistema del vostro Gruppo?
“In questo percorso abbiamo avuto alle spalle una precisa volontà del gruppo di investire sull’Italia. Yannick Bolloré è stato molto chiaro, il suo obiettivo è che l’Italia torni a essere uno dei grandi mercati europei di Havas. Questo significa investire nelle persone, nei talenti, nelle sedi e nella capacità di attrarre nuovi clienti. L’obiettivo è molto ambizioso e racconta quanto il gruppo creda nel potenziale di questo Paese. E i risultati iniziano a vedersi. Stiamo vincendo gare importanti e complesse, anche internazionali, e lavorando su brand italiani che hanno una rilevanza globale. Penso, per esempio, a Peroni, ottimo esempio di come oggi il valore di Havas sia proprio nella capacità di armonizzare il globale e il locale. Con il locale ad appoggiare il globale!.
In che senso?
“Per un brand italiano gestito globalmente, il rischio è spesso quello di raccontare l’Italia attraverso stereotipi. Noi crediamo invece che il locale debba sostenere il globale e il globale debba sostenere il locale. L’Italia deve avere una voce propria, contemporanea, autentica, non semplicemente riconoscibile perché piena di cliché. È anche per questo che Milano è così importante. Vogliamo che la nostra presenza italiana sia una vera base di appoggio per i nostri clienti globali, ma anche che il talento e la creatività italiani possano viaggiare nel resto del network. È uno scambio a due direzioni. Ci sono marchi italiani straordinari e una quantità enorme di talento creativo e manageriale che possiamo valorizzare. Il nostro compito è creare un ambiente in cui le persone vogliano venire, lavorare e restare”.
Quindi si torna alla fiducia?
“Un’agenzia vince quando il cliente si fida di lei. Non soltanto quando presenta una buona campagna, ma quando sa essere un partner solido nei momenti complessi, quando sa unire una visione globale alla comprensione profonda del mercato locale. È questo che vogliamo continuare a costruire in Italia”.
A partire anche dalla vostra nuova sede?
“Sì, vogliamo tornare a dare valore ai luoghi, alle persone e agli incontri. Invito tutti a venire a trovarci a Milano in via Crocefisso 10, credo che sia anche attraverso gli incontri one-to-one, attraverso la relazione e il confronto diretto, che un’agenzia torna davvero a essere rilevante”.
di monica lazzarotto