Incontriamo Lisa Sepulveda, Global Chief People and Culture Officer di Edelman, presso gli uffici milanesi EDELMAN ITALIA. Punto di partenza la bellezza di parlare di persone in era Ai:
“In una realtà come Edelman, tutto ciò che facciamo dipende dal modo in cui le persone si relazionano tra loro, con i clienti e all’interno dei team. Per questo è fondamentale capire che cosa le rende felici, motivate e ispirate. Essendo una realtà globale, poi, è altrettanto importante creare connessioni tra le persone nei diversi Paesi. La possibilità di prendere il telefono, chiamare un collega dall’altra parte del mondo, fare una domanda e trovare insieme una soluzione è uno degli elementi che rendono speciale lavorare qui. Una delle responsabilità più importanti del mio ruolo è quindi capire dove si trovano le persone nel loro percorso professionale e dove vogliono andare, per aiutarle a costruire il proprio sviluppo e, allo stesso tempo, pensare alla crescita futura dell’organizzazione”.
Qual è oggi la sfida più grande per chi si occupa di persone?
“Sono molte. Una delle principali è riuscire a mantenerle coinvolte ed entusiaste in un mondo che cambia così rapidamente, tra intelligenza artificiale, tecnologia e trasformazioni geopolitiche. C’è poi la questione del capire come le persone riescono a conciliare ciò che fanno al lavoro con il modo in cui vivono la propria vita. Per questo dobbiamo essere capaci di ascoltarle per sapere dove si trovano, professionalmente e personalmente, in ogni momento del loro percorso”.
Le agenzie di PR sono ancora attrattive per i giovani talenti? E che cosa cerca oggi un professionista che entra nel mondo della comunicazione?
“Credo che il caso Edelman sia particolarmente interessante, perché oggi siamo molto più di quello che un tempo si definiva una società di PR. Siamo una realtà di comunicazione integrata, che comprende competenze che vanno dal digital alla strategia, alla creatività.
Questo amplia enormemente le possibilità per i talenti. Le persone vengono attratte dalle relazioni, naturalmente, ma anche dal lavoro che facciamo e dalla possibilità di vedere e raccontare quel lavoro”.
E proprio rispetto ai giovani, che cosa può offrire oggi Edelman a chi è all’inizio della propria carriera?
“la possibilità di sperimentare. Possono muoversi in direzioni diverse, lavorare sul digitale, sulla strategia o sulla creatività. Una delle cose che trovo più importanti è che non si deve necessariamente rimanere sulla stessa traiettoria per tutta la carriera. Si può cambiare percorso, provare qualcosa di nuovo e sviluppare competenze diverse. Dove si inizi non è necessariamente dove si finirà”.
Quali sono, secondo te, le competenze che serviranno alle persone che lavoreranno nella comunicazione domani?
“La curiosità sarà fondamentale. Così come la capacità di fare domande, di essere disponibili a imparare e di provare cose nuove. Una delle caratteristiche della cultura Edelman che apprezzo di più è proprio la possibilità di alzare la mano e fare una domanda, senza paura. La curiosità e la volontà di sperimentare diventano ancora più importanti in un momento in cui il cambiamento è così veloce”.
Quindi, in un mondo in cui l’intelligenza artificiale può fare sempre più cose, che cosa resterà distintivo delle persone?
“Le persone saranno sempre l’asset più importante di un’azienda. E quando parliamo di persone, parliamo anche delle relazioni che costruiscono con i clienti e delle relazioni che hanno tra loro. Le relazioni sono fondamentali per quello che facciamo. In Edelman rappresentano una parte essenziale della nostra identità”.
Quanto conta la cultura aziendale?
“Sto entrando nel mio quarantesimo anno qui e una delle ragioni per cui sono rimasta così a lungo è proprio la cultura dell’azienda. Mi piace molto lo spirito imprenditoriale, c’è spazio per provare cose nuove e per sentirsi a proprio agio nel farlo. C’è una leadership empatica e ci sono persone profondamente coinvolte sia nelle relazioni con i clienti sia in quelle con i propri colleghi. E poi c’è la curiosità, insieme alla libertà di alzare la mano e fare domande. Per me questi elementi fanno davvero la differenza”.
Sei anche impegnata sui temi dell’inclusione e della gender equality. Come si fa a trasformare questi valori da slogan a pratiche concrete di gestione?
L’inclusione è incredibilmente importante. Quando le persone sentono di appartenere a un’organizzazione, fanno il loro lavoro al meglio, si sentono più libere di provare cose nuove e di condividere i propri pensieri. Per questo l’inclusione non può essere soltanto uno slogan. Deve essere qualcosa che viviamo ogni giorno”.
Chi è Lisa Sepulveda:
Global Chief People and Culture Officer Edelman e membro dell’Executive Leadership Team, ha 30 anni di esperienza in Edelman, dove ha ricoperto in precedenza il ruolo di Global Chief Client Officer. Ha maturato una solida esperienza nello sviluppo dei talenti, nella costruzione di team di successo e nella realizzazione di progetti, unendo sempre la sua passione per i clienti a quella per le persone. Nel suo attuale ruolo guida le attività globali di sviluppo, recruiting e retention dei talenti e lavora a stretto contatto con il People Leadership Team e con la rete People di Edelman, per rispondere alle esigenze in continua evoluzione e sempre più diversificate di dipendenti e clienti. Ha una profonda esperienza maturata all’interno della rete globale e nei diversi ambiti e settori di specializzazione dell’azienda, con un focus particolare sulla crescita e sul rafforzamento di una cultura globale fondata su innovazione, creatività e inclusione. Nel corso della sua carriera, Lisa ha avuto un ruolo importante in alcuni dei progetti più significativi, tra cui Dove Campaign for Real Beauty e le successive iniziative dedicate all’autostima. Lisa è inoltre certificata in Positive Psychology Coaching, una specializzazione che le consente di accompagnare le persone nel percorso verso cambiamenti positivi, nel lavoro, nelle relazioni e nel benessere generale. È membro del consiglio di amministrazione di She’s the First, organizzazione non profit impegnata a promuovere l’educazione delle ragazze nei Paesi in via di sviluppo, e fa parte del Board of Trustees di Englewood Health, ospedale e centro medico di Englewood, nel New Jersey.