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Nasce TNTA (Trusted News for Trusted Advertising), piattaforma di machine learning che identifica le pagine web di bassa qualità ottimizzando gli investimenti online

TNTA (Trusted News for Trusted Advertising) è la piattaforma realizzata da CEDSDigital – società di Caltagirone Editore – resa possibile anche grazie alla collaborazione con IAS (Integral AD Science) e Google, basandosi su sistemi di machine learning per il controllo del web, è in grado di identificare le pagine problematiche e quindi di assegnare un punteggio qualitativo alle diverse pagine web che ospitano le pubblicità consentendone l’esclusione dalla pianificazione pubblicitaria.

TNTA, rivolta a clienti diretti, trading desk e clienti con accesso alla DSP, consentirà attraverso l’impiego di 7 filtri, di migliorare la fruizione delle informazioni, ottimizzare gli investimenti pubblicitari ed incentivare l’attenzione verso il controllo delle fonti. Dal punto di vista dell’inserzionista pubblicitario la piattaforma, acquistabile e attivabile direttamente nel flusso del programmatic e utilizzabile su tutti i siti italiani ed esteri, permetterà di applicare i propri filtri sui siti a rischio elevato o di escludere anche siti a rischio moderato, rendendo ogni campagna assolutamente controllabile e adatta alle diverse esigenze. In particolare TNTA consentirà di escludere dalla programmazione contenuti problematici come click bait, o siti inaffidabili, lenti, obsoleti o con bassa user experience, oltre naturalmente a fake news e hate speech.

Kantar e Caltagirone Editore hanno condotto uno studio per indagare come i contesti fruitivi critici impattano concretamente sui comportamenti di navigazione e, quindi, in maniera indiretta, sulla fruizione e l’efficacia dell’advertising. Tale studio evidenzia come una cattiva esperienza di navigazione o un’esposizione a un contenuto non opportuno possano innescare situazioni in cui gli utenti sono meno portati ad interagire con le pubblicità e meno aperti verso i prodotti pubblicizzati all’interno della pagina web.

“Con l’aumentare del tempo speso online e del numero di contesti e piattaforme utilizzate dagli utenti, la qualità dell’esperienza di utilizzo si caratterizza come un elemento di primaria importanza e con aspettative crescenti da parte dei consumatori”, ha commentato in una nota Roberto Rossi, Head of Media, Kantar Insights Division. “Le analisi svolte sui nostri database evidenziano come le caratteristiche del contesto in cui avvengono le interazioni con le marche abbiano un ruolo fondamentale nel definirne le performance. Questo studio ci ha permesso di comprendere come il combinarsi di elementi funzionali e contenutistici di un sito determinino la qualità dell’esperienza di fruizione, contribuendo quindi a definire l’opportunità di massimizzare l’efficacia delle pianificazioni pubblicitarie”.

Un’esperienza di navigazione negativa determinata da contenuti di bassa qualità o dalla difficoltà di navigazione all’interno della pagina web comporta infatti un giudizio negativo sui contenuti e l’immediato abbandono del sito. Ciò si riflette sull’esperienza di fruizione del messaggio pubblicitario con un impatto reputazionale negativo per il prodotto. L’utente considera infatti le aziende responsabili dei contesti in cui compaiono le loro pubblicità e queste sono quindi penalizzate da elementi di sistema che non governano.

Le interviste condotte su un panel di investitori pubblicitari hanno confermato, d’altro canto, che il digitale è sempre più un luogo fondamentale per l’interazione con i target, divenendo quindi un canale determinante per trasmette la propria immagine. L’attenzione alla qualità del contesto deve quindi essere elevata, non solo per gli aspetti di affinità valoriale tra prodotto e contenitore, ma anche per quanto riguarda gli aspetti attinenti alla user experience. Tuttavia solo la metà delle aziende intervistate agisce direttamente in qualche modo per prevenire contesti di bad user experience.

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