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Nasce il Programmatic Governance Council. Obiettivo, portare trasparenza in un mercato da 200 miliardi di dollari

IAB Tech Lab riunisce i grandi player del settore - da Dentsu a Omnicom Media Group, fino a WPP, Amazon Ads e The Trade Desk - per definire nuove regole comuni su trasparenza, dati e governance dell’ad tech globale
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Il programmatic advertising è oggi uno dei pilastri dell’ecosistema pubblicitario digitale globale e negli Stati Uniti vale oltre 200 miliardi di dollari. La sua crescita è stata trainata dall’automazione e dall’ingresso sempre più pervasivo dell’intelligenza artificiale nei processi di acquisto e vendita degli spazi media. Tuttavia, la velocità di espansione non è sempre stata accompagnata da una governance altrettanto strutturata. La filiera resta frammentata, le pratiche non sono sempre uniformi e la trasparenza delle transazioni continua a essere uno dei nodi più discussi del settore.

È in questo contesto che si inserisce il nuovo Programmatic Governance Council annunciato da IAB Tech Lab, con l’obiettivo di mettere attorno allo stesso tavolo i principali attori dell’ecosistema per affrontare in modo condiviso le criticità strutturali del mercato.

I grandi nomi dell’ad tech al tavolo comune

Il nuovo organismo nasce con un’adesione ampia e trasversale che coinvolge agenzie, publisher e piattaforme tecnologiche. Tra i partecipanti figurano alcuni dei principali gruppi media e ad tech globali come Dentsu, Omnicom Media Group e WPP, insieme a player dell’ecosistema digitale come Disney, Yahoo, Amazon Ads e The Trade Desk. Accanto a loro ci sono anche importanti operatori lato supply e media owner come Magnite, PubMatic, Hearst, News Corp, Raptive e Mediavine, a conferma della natura trasversale del progetto.

L’obiettivo: più trasparenza in un sistema complesso

Secondo IAB Tech Lab, il problema principale non è la mancanza di innovazione, quanto piuttosto il fatto che la governance del settore non abbia tenuto il passo con la sua crescita. Il risultato è un ecosistema altamente automatizzato ma ancora difficile da leggere in termini di flussi, valore e responsabilità lungo la supply chain.

Il Programmatic Governance Council nasce quindi con l’obiettivo di creare un primo livello condiviso di regole e standard, a partire da temi come la trasparenza delle aste pubblicitarie, la gestione dei segnali di transazione e l’allineamento tra piattaforme, buyer e seller su cosa significhi davvero ‘reliable execution’ nel programmatic.

Dal confronto alle prime regole condivise

Nei prossimi mesi il lavoro del council si concentrerà sulla definizione di una struttura formale di governance e sull’avvio di specifici gruppi di lavoro. L’obiettivo è arrivare entro 6-12 mesi a una serie di raccomandazioni operative capaci di collegare in modo più chiaro le aspettative del business con l’infrastruttura tecnica su cui si regge il programmatic advertising. Si tratta di un passaggio delicato, perché implica non solo standard tecnici, ma anche una convergenza su pratiche commerciali oggi ancora molto eterogenee tra i diversi attori del mercato.

La richiesta di chiarezza da parte degli operatori

Dal lato delle agenzie media, la questione è soprattutto legata alla necessità di maggiore visibilità sui flussi di investimento. Come ha sottolineato Ben Hovaness di Omnicom Media Group, i clienti finali chiedono sempre più spesso di sapere con precisione dove finiscono i loro budget e in che modo gli spazi pubblicitari vengono effettivamente acquistati e venduti all’interno della filiera programmatica. Il confronto diretto tra agenzie, publisher e piattaforme viene quindi visto come un passaggio necessario per trasformare la trasparenza da principio teorico a standard operativo.

Un ecosistema sotto pressione evolutiva

Con l’ingresso sempre più profondo dell’intelligenza artificiale nei processi di media buying e la crescente automazione delle decisioni pubblicitarie, il tema della governance diventa centrale per la sostenibilità del sistema. Il Programmatic Governance Council rappresenta in questo senso un tentativo di costruire una base comune di regole in un mercato che, pur essendo ormai maturo e di dimensioni enormi, continua a soffrire di asimmetrie informative e mancanza di standard condivisi. Se il progetto riuscirà a tradursi in linee guida concrete e adottabili su larga scala, potrebbe segnare un passaggio importante verso una maggiore maturità del programmatic advertising globale.