A raccontare la filosofia della nuova realtà è il claim ‘We are the human error in the perfect machine’, che rivendica il valore dell’imperfezione e della sperimentazione in un mercato sempre più orientato all’automazione. Anche il nome rbbtt, che si pronuncia rabbit, nasce da questo concetto: eliminando le lettere A e I dalla parola RABBIT, rimane una T di troppo, un piccolo errore che diventa parte dell’identità dello studio.
Sul piano operativo, rbbtt adotta un approccio definito hybrid first, che prevede l’integrazione di tecnologie e strumenti differenti in funzione delle esigenze di ciascun progetto, senza vincolarsi a software o piattaforme specifiche.