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PUCPR e 404 Innovation Studio invitano a “non smettere mai di pensare” nell’era dell’AI

Con la campagna ‘Never Stop Thinking’, la Pontifícia Universidade Católica do Paraná (Brasile) lancia Humanitas Code, un protocollo gratuito che può essere utilizzato nelle conversazioni con qualsiasi AI per favorire fonti, punti di vista alternativi e controllo umano

Humanitas Code

Humanitas Code è composto da 12 articoli, accompagnati da cinque clausole finali, che l’utente può copiare e inserire all’inizio di una conversazione con un sistema di intelligenza artificiale. Il protocollo è progettato per funzionare con diversi modelli, da ChatGPT a Claude e Gemini, e chiede all’AI di adottare alcune modalità di risposta pensate per mantenere l’utente al centro del processo decisionale. Tra gli obiettivi ci sono la richiesta di citare le fonti, presentare prospettive alternative e restituire all’utente il controllo sull’autorialità del contenuto prodotto.

Prima del lancio, il codice è stato sottoposto a diverse valutazioni, comprese prove A/B condotte con differenti modelli di AI, per verificare se e quanto fosse in grado di modificarne il comportamento in diversi scenari. Il risultato è quindi qualcosa di diverso dalla tradizionale campagna di sensibilizzazione sull’intelligenza artificiale: un messaggio che diventa uno strumento utilizzabile direttamente dall’utente.

Dalla riflessione allo strumento

Il progetto nasce all’interno della riflessione avviata dall’università brasiliana sul rapporto tra tecnologia, educazione e pensiero umano e si collega anche ai temi affrontati da Magnifica Humanitas, l’enciclica pubblicata da Papa Leone XIV nel maggio 2026, che richiama il ruolo delle istituzioni educative nella salvaguardia della capacità di fare domande e di pensare in un contesto sempre più dominato da macchine efficienti. ‘Never Stop Thinking” porta questa riflessione fuori dall’ambito accademico e dentro uno degli spazi in cui oggi interagiamo maggiormente con l’intelligenza artificiale: la conversazione quotidiana con un chatbot.

Come spiega Cristina Pastore, Director of Brand and Future di PUCPR e ideatrice del progetto, la questione non riguarda soltanto ciò che l’AI farà al lavoro, ma ciò che sta già facendo al nostro modo di pensare. È qui che la campagna trova il suo punto di forza: invece di limitarsi a dire agli utenti di prestare attenzione all’AI, offre loro un modo concreto per impostare diversamente la relazione con lo strumento.

Una campagna che porta il codice nello spazio pubblico

La campagna è stata sviluppata come un progetto 360°, articolato tra televisione, radio e cinema, affissioni, digital advertising, contenuti native, social e influencer activation. Al centro della componente digitale c’è una landing page dedicata, dalla quale gli utenti possono copiare, utilizzare e condividere Humanitas Code. La campagna diventa così anche un’operazione di distribuzione: il prodotto della creatività non è soltanto uno spot o un messaggio, ma un codice che può essere replicato dagli utenti e portato nelle loro conversazioni con l’AI.

Università, creatività e competenze tecnologiche

Per sviluppare il protocollo, PUCPR ha coinvolto docenti e ricercatori dell’università insieme a esperti esterni, tra cui Ronaldo Lemos, avvocato, professore e ricercatore brasiliano specializzato in tecnologia e politiche dell’AI, e Paulo Aguiar, educatore e consulente creativo esperto di intelligenza artificiale generativa.

Humanitas Code è disponibile gratuitamente e può essere installato e condiviso da chiunque.