Campagne

OpenAI continua a costruire il brand Codex nella campagna ‘Time to Fly’

L’azienda torna a raccontare il proprio strumento per lo sviluppo software con un film che trasforma in una metafora visiva la velocità e la fluidità abilitate dall’intelligenza artificiale

Realizzato dall’agenzia creativa Alto e diretto da Mark Molloy per Smuggler, il progetto rappresenta un nuovo capitolo della comunicazione avviata dall’azienda sul tema dei cosiddetti ‘builder’. Dopo la campagna del Super Bowl 2026 ‘You Can Just Build Things’che abbiamo raccontato qui – OpenAI continua infatti a sviluppare una narrazione centrata sulle opportunità che l’AI offre a chi crea prodotti, servizi e nuove esperienze digitali.

Dalla funzionalità all’esperienza

Questa volta il focus non è tanto sulle capacità tecniche di Codex quanto sulla sensazione che il prodotto genera nei suoi utilizzatori. Secondo quanto raccontato da OpenAI, nel corso di una serie di ricerche qualitative e interviste condotte con sviluppatori, designer, founder, product manager e altri professionisti che utilizzano la piattaforma, è emersa con frequenza una stessa descrizione: quando lavori con Codex ‘sembra di volare’.

Da qui nasce il concept creativo della campagna, che traduce questa percezione in una metafora visiva costruita attorno all’idea di leggerezza, slancio e libertà operativa. Il messaggio si inserisce in un contesto in cui lo sviluppo software sta diventando sempre più rapido, iterativo e collaborativo. Un processo che non coinvolge più esclusivamente programmatori e ingegneri, ma una platea crescente di professionisti che utilizzano strumenti di AI per accelerare il passaggio dall’idea all’esecuzione.

Una nuova fase del racconto di Codex

Con ‘Time to Fly’, OpenAI sembra compiere un ulteriore passo nell’evoluzione della propria comunicazione. Se la campagna del Super Bowl era costruita attorno al concetto di possibilità – l’idea che grazie all’intelligenza artificiale chiunque possa costruire qualcosa di nuovo – il nuovo film sposta l’attenzione sull’esperienza vissuta dagli utenti.

L’obiettivo non è mostrare ciò che Codex fa, ma raccontare come cambia il lavoro di chi lo utilizza quotidianamente. Un approccio che avvicina la comunicazione dell’azienda ai codici tipici del branding, privilegiando dimensioni come percezione, emozione e aspirazione rispetto alla semplice dimostrazione delle funzionalità del prodotto.

Produzione pratica e scenografie in movimento

Dal punto di vista esecutivo, il film punta su una messa in scena fortemente fisica e tangibile. Per rappresentare il concetto di volo e movimento, il team creativo ha realizzato set meccanici in grado di inclinarsi e muoversi realmente, combinando effetti pratici, scenografie costruite ad hoc e tecniche di ripresa in camera. Una scelta che riflette anche il posizionamento del progetto: raccontare una tecnologia avanzata attraverso immagini concrete e umane, evitando l’estetica futuristica che spesso accompagna la comunicazione legata all’intelligenza artificiale.

Oltre il film

La campagna comprende anche ‘Workspaces’, una serie fotografica sviluppata dal team creativo interno di OpenAI che racconta ambienti di lavoro e profili di diversi sviluppatori e team. I contenuti sono distribuiti attraverso formati out of home digitali e statici, oltre che sui canali social.