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Meta ha raggiunto un patteggiamento con i procuratori generali di Stati, territori e Distretto di Columbia negli Stati Uniti per chiudere il contenzioso sulla sicurezza dei minori e sulle accuse secondo cui Facebook e Instagram sarebbero stati progettati per favorire un uso compulsivo da parte di bambini e adolescenti. L’intesa prevede anche una serie di nuove restrizioni per gli utenti under 18 e, soprattutto, chiama direttamente in causa TikTok e YouTube, chiedendo loro di adottare misure analoghe.
La vicenda giudiziaria era iniziata nel 2023, quando 29 Stati avevano accusato la società di aver progettato le proprie piattaforme per “attrarre, coinvolgere e infine intrappolare” i giovani utenti, ignorando i rischi per la loro salute e il loro benessere.
Due ore al giorno e stop di notte
L’accordo introduce per gli under 18 un limite predefinito di due ore al giorno complessive su Facebook e Instagram, esclusa la messaggistica. Gli utenti riceveranno inoltre promemoria dopo 60 e 90 minuti di utilizzo. Previsto anche un blocco dell’accesso tra mezzanotte e le 6 del mattino, mentre le notifiche push saranno limitate durante le ore scolastiche e nella fascia notturna. Le misure relative al limite di utilizzo e al blocco notturno avranno inizialmente una durata di cinque anni; gran parte delle altre disposizioni resterà invece in vigore per dieci anni.
Feed cronologico e più controlli
Tra le novità c’è anche la possibilità per gli utenti minorenni di scegliere un feed non algoritmico, che mostra in ordine cronologico i contenuti degli account seguiti. I genitori potranno impostare questa modalità come predefinita attraverso gli strumenti di supervisione. Per i giovani utenti saranno inoltre nascosti i conteggi dei ‘like’ e delle altre reazioni ai post, mentre saranno rafforzati i sistemi di verifica dell’età e gli strumenti per segnalare contenuti inappropriati, offensivi, indesiderati o illegali.
Meta: TikTok e YouTube devono fare lo stesso
È però il coinvolgimento delle altre piattaforme a rendere particolarmente significativo l’accordo. Meta chiede infatti a TikTok e YouTube di adottare misure analoghe per la protezione degli adolescenti. E non si tratta soltanto di un appello: circa il 30% dell’accordo economico è legato proprio all’adozione da parte delle piattaforme concorrenti di misure comparabili.
Se TikTok e YouTube aderiranno, per gli under 18 le regole diventeranno ancora più restrittive: un’ora di utilizzo al giorno per ciascuna piattaforma, modalità notturna e disattivazione permanente delle notifiche push. Meta ha quindi trasformato una parte dell’accordo in una sorta di incentivo perché anche i concorrenti adottino standard simili.
È lo stesso punto sottolineato da C.J. Mahoney, Chief Legal Officer di Meta, secondo cui l’efficacia del nuovo quadro dipenderà dal fatto che anche le altre piattaforme social seguano la stessa strada. La società ha inoltre avviato una campagna pubblica rivolta proprio a TikTok e YouTube per chiedere loro di adeguarsi.
Un costo da 10 miliardi per Meta
La società prevede di contabilizzare nel terzo trimestre del 2026 circa 10 miliardi di dollari di spese legali legate al settlement, un costo che non era stato incluso nelle previsioni fornite dopo la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre.
Meta, comunque, non ammette responsabilità rispetto alle accuse contenute nelle cause. Il settlement chiude un contenzioso che avrebbe potuto esporre la società a richieste economiche molto più elevate e, soprattutto, evita che il processo prosegua mentre le autorità statunitensi cercano di intervenire sempre più direttamente sul modo in cui le piattaforme social sono progettate per i minori.